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Peia luogo del cuore: amici da tutto il mondo per la laurea delle sorelle Marinoni

Elisabetta ed Elena hanno festeggiato in Val Gandino la fine degli studi, ricordando i nonni e le radici paterne: «È il posto più bello che potessimo desiderare»

Peia luogo del cuore: amici da tutto il mondo per la laurea delle sorelle Marinoni
Pensare positivo Val Seriana, 03 Agosto 2022 ore 16:33

di Giambattista Gherardi

«Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos’altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare». I versi della celeberrima poesia di Konstantinos Kavafis paiono spunto ideale per raccontare il viaggio “da Peia al mondo e ritorno” della famiglia Marinoni, che sabato 30 luglio ha vissuto nel paese della Val Gandino (poco più di 1.700 abitanti) uno “special event” per festeggiare la laurea della terzogenita Elena, con ospiti arrivati da ogni parte.

Un panorama di Peia in Val Gandino

Per raccontare questa storia, la cui cifra è senza dubbio il profondo attaccamento alle proprie origini, bisogna partire da Angelo Marinoni e Santina Bertasa e dalla loro casa posta in località Cà Basi. Una coppia del secolo scorso dedita al lavoro e alla famiglia, come molte residenti nelle quattordici contrade che segnano l’abitato del paese: Ca’ Zenucchi, Ca’ Marino, Ca’ Orazio, Ca’ Bosio, Ca’ Rottigni, Ca’ Bettera, Ca’ Biadoni, Ca’ Brignoli, Ca’ Bertocchi, Ca’ Fragia, Ca’ Predali, Ca’ Basi, Cima Peia e Peia Bassa.

Uno scorcio di Casa Marinoni in contrada Cà Basi a Peia

Dal matrimonio di Angelo e Santina (che era la prima di quindici fratelli) nacquero tre figli: Natalina, Eleuterio e Giovanni. «I nomi - spiega Eleuterio - venivano scelti in base al santo festeggiato nel giorno della nascita. Mia sorella per esempio nacque a Natale, mio fratello il 24 giugno e io il 20 febbraio, quando si ricorda Sant'Eleuterio». Un nome senza dubbio poco comune, che comunque già ricorre fra i fratelli di mamma Santina: c’era infatti padre Eleuterio Bertasa (morto nel 2020), a suo modo “gancio” decisivo per aprire alla storia di Eleuterio Marinoni gli orizzonti del mondo.

«Da giovane - ricorda Marinoni - fui avviato da subito all’attività lavorativa nelle industrie tessili a Leffe. Facevo il turno dalle 6 alle 14 e poi imbracciavo la Vespa per raggiungere Gazzaniga e da qui, in autobus, Bergamo, per frequentare le serali di ragioneria al Vittorio Emanuele. Lo zio Eleuterio fu il tramite per trascorrere le vacanze con i Monfortani presso il Seminario di Reggio Calabria, dove scendevano anche famiglie dal Veneto. Erano vacanze “di lavoro” con raccolte di carta, ferro e stracci, ma anche uscite in spiaggia, dove conobbi (io ventenne e lei appena quindicenne) quella che è ancor oggi mia moglie Carla».

Una storia d’amore cresciuta a distanza, attraverso lettere, cartoline e qualche rara telefonata, probabilmente a gettoni. Nel 1987, dopo le nozze, la famiglia Marinoni si stabilisce a Caldogno (Vicenza), paese di lei e per tutti associato al Pallone d’Oro Roberto Baggio. Dalle nozze di Eleuterio e Carla sono nati tre figli: Emanuele (oggi 29 anni, rappresentante di commercio), Elisabetta, 26 anni, ed Elena, 22 anni.

Elena (a sinistra) ed Elisabetta Marinoni

Sono proprio le sorelle Marinoni in definitiva le protagoniste della nostra storia. Entrambe hanno intrapreso studi universitari di alto livello, approfonditi e sviluppati in ogni angolo del mondo. Elisabetta ha completato la triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna e dopo un percorso di studi che l’ha portata in Argentina, Messico e Germania, ha completato la magistrale con il Master in studi latino-americani contemporanei all’Università Complutense di Madrid. Elena invece ha conseguito la triennale in Philosophy, International Studies and Economics all’Università Cà Foscari di Venezia, ottenendo la laurea con 110 e lode dopo un percorso che l’ha vista in Italia, Honduras, Turchia e Azerbaijan.

Fra oceani e continenti, a unire Elisabetta ed Elena resta un comune denominatore, la loro Itaca: Peia e le sue contrade. Entrambe hanno scelto la casa dei nonni in località Cà Basi (dove trascorrevano le vacanze estive) per festeggiare la laurea. Nell’ottobre 2021, dopo lo stop della pandemia, è toccato ad Elisabetta, mentre sabato 30 luglio è stata la volta di Elena. «Sono arrivati giovani - spiega papà Eleuterio, con legittimo orgoglio - da ogni angolo d’Italia, ma anche da Messico, Spagna, Serbia, Honduras, Azerbaijan. Per qualche giorno il mondo ha potuto scoprire la Val Gandino: siamo orgogliosi di esserne stati ambasciatori, perché qui ci sono le nostre radici, ma anche tantissime eccellenze ambientali, artistiche ed architettoniche che meritano di essere valorizzate».

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Per destreggiarsi fra intolleranze e tradizioni alimentari degli ospiti, i Marinoni hanno optato per un menu caratterizzato da piatti freddi ed estivi. Eleuterio comunque, da buon valligiano, ha tenuto in serbo per i buongustai formaggelle e salumi del cugino Claudio Bertasa, titolare a Gandino di un’azienda agricola d’eccellenza. «Suo padre, lo zio Alessandro - ricorda - è stato fra i pionieri del Mais Spinato di Gandino, che, con i prodotti della filiera è un ulteriore, incredibile biglietto da visita».

In viaggio verso il mondo e verso Itaca non ci sono soltanto Elisabetta, Elena e la famiglia Marinoni: c’è l’intera Val Gandino.

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