La festa della comprensione fra gli uomini

Che cosa è la Pentecoste

Che cosa è la Pentecoste
10 Giugno 2014 ore 08:00

Pentecoste (in origine con l’accento sull’ultima) significa cinquantesima perché in greco – e anche in latino – “giorno” è femminile. Pentecoste è dunque la festa del cinquantesimo giorno dopo la Pasqua. Corrisponde esattamente all’ebraica festa di Shavuot (settimane), che si celebrava al termine di sette settimane a partire dal secondo giorno dopo la Pasqua, il 16 del mese di Nisan. Era – ed è – legata alle primizie del raccolto e ricorda il momento in cui, sul monte Sinai, il Signore aveva consegnato a Mosè le tavole della Legge (Torah, in ebraico). La comunità cristiana primitiva celebrava le feste ebraiche sull’esempio di quanto aveva fatto Gesù, che non voleva che nemmeno un apice – cioè un segno per indicare come si deve pronunciare una certa lettera – della Legge andasse perduto. Per questo la mattina successiva a Shavuot gli apostoli e Maria si trovavano tutti assieme nella sala al piano rialzato che un tale aveva loro prestato già in precedenza per celebrarvi la cena di Pasqua: il famoso Cenacolo. Tutti gli Ebrei, del resto, affollavano le strade e le piazze di Gerusalemme, perché Shavuot è una festa di pellegrinaggio e quindi tutti quelli che potevano, dalle località sulle coste del Mediterraneo, dal Libano, dalla Siria avevano raggiunto la città di Davide. Quella mattina – dice il racconto – si verificò tuttavia uno strano fenomeno: un rumore improvviso, come un preavviso di forte temporale, entrò nella stanza e delle luminescenze indefinibili (specie di lingue di fuoco) si posarono sul capo dei presenti. L’improvviso ruggire del vento in un contesto sacro è un fenomeno riportato anche al di fuori della tradizione ebraica e significa che lo Spirito è in azione.

4 foto Sfoglia la gallery

Le luminescenze, soprattutto in concomitanza di temporale, sono ancora più frequenti: popolarmente note come Fuochi di Sant’Elmo sono scariche elettriche provocate dalla ionizzazione dell’aria. Il Signore non ha alcuna pregiudiziale rispetto ai fenomeni fisici: se servono, li usa. In questo caso li usò per manifestare la sua presenza in quel luogo. E, per darne ulteriore prova, fece in modo che i destinatari dell’avviso si scoprissero d’un tratto capaci di parlare lingue che certamente non avevano mai appreso. Quelli venuti da fuori si stupirono, inoltre, non tanto del fatto che gli apostoli parlassero più lingue, quanto che ciascuno li sentisse parlare nella propria. I soliti noti spiegarono il caso mandando in giro la voce che fossero ubriachi all’ultimo stadio. Ma Pietro, il capo, ribatté che non potevano esserlo perché erano solo le nove. Evidentemente non aveva mai visto uno alzarsi con la sbornia. Ma a noi l’indicazione serve per determinare la cronologia degli eventi. Questi i fatti. Il loro significato è più complesso. Pentecoste è la festa della Nuova Legge, quella scritta nel cuore degli uomini, e non più, come la precedente, solo su tavole di pietra. Pentecoste – con la capacità offerta a ciascuno di parlare lingue che ogni altro può capire – chiude il periodo di confusione apertosi a Babilonia, con nessuno che capisse più cosa diceva il suo vicino. Se Shavuot aveva a che fare col raccolto, Pentecoste è la festa in cui Gesù può celebrare il suo raccolto: l’umanità intera ricondotta al Padre. La primizia di questa umanità è la Chiesa. Come nel caso del roveto ardente, lo Spirito del Signore è un fuoco che arde nei cuori degli uomini senza mai consumarli, anzi rendendoli capaci di risvegliare in tutti il fuoco che li accomuna.

Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Curiosità
ANCI Lombardia