Pensare positivo
La scoperta

Per i porcini è anno di magra, ma Pierino Bigoni ha trovato un raro... "fungo"

In un anno avaro, l'esperto di Villa d'Ogna ha rintracciato nei boschi degli Spiazzi di Gromo la mixomicete, un'ameba particolare

Per i porcini è anno di magra, ma Pierino Bigoni ha trovato un raro... "fungo"
Pensare positivo Val Seriana, 24 Settembre 2021 ore 15:41

di Giambattista Gherardi

“Il re dei funghi”, come qualcuno l’ha definito, ha colpito ancora. Pierino Bigoni, 71 anni il prossimo ottobre, è unanimemente riconosciuto fra i maggiori esperti bergamaschi (e non solo) del mondo dei funghi. All’attività di responsabile scientifico dell’Associazione Micologica Bresadola di Villa d’Ogna (dove vive e dove ogni anno lavora con tanti soci alla celeberrima Mostra del Fungo), unisce conoscenza dei luoghi a nozioni apprese dai libri e dai tanti studiosi con cui scambia esperienze e rilievi. Di queste ultime settimane, in un anno non certo positivo per i raccoglitori di funghi, è la scoperta di un rarissimo o addirittura unico esemplare di “mixomicete”, probabilmente mai raccolto in Italia e che anche gli studiosi dell’Ambac Cumino di Boves (Cuneo) hanno chiesto di poter inserire nel loro enciclopedico erbario.

«I mixomiceti - scrivono gli esperti piemontesi - sono degli esseri viventi del tutto particolari, che si spostano sul terreno come gli animali e si riproducono tramite spore al pari dei funghi, ma non sono né funghi né animali. Sono delle amebe, organismi unicellulari microscopici presenti in gran quantità nel terreno, con un ruolo importante nella catena alimentare della natura». Fra questi, c’è la “Lindbladia tubulina”, che Bigoni ha rintracciato nella zona degli Spiazzi di Gromo. L’aspetto a dire il vero è quello di un cucchiaio di marmellata di mirtilli (non commestibile, sia chiaro), sparso casualmente su un tronco (gli esperti ci consentano la “licenza poetica”), ma l’effetto intrigante per un esperto come Bigoni è stato da subito importante.

«Si tratta sicuramente di un esemplare molto raro, come hanno confermato gli amici di Boves cui ho inviato immagini fotografiche e al microscopio. La loro associazione, fondata nel 1968, cura da decenni il "Museo del Fungo e di Scienze Naturali" ed è editrice della rivista Il Micologo, che vanta mezzo secolo di storia. L’Ambac aggiorna costantemente un erbario di oltre 4.000 campioni fungini essiccati provenienti dall’Italia e dall’estero. Mi hanno confermato che della Lindbladia tubulina disponeva di un solo piccolo campione, proveniente però dalla Francia».

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Agli Spiazzi di Gromo Bigoni ha fotografato anche esemplari di Fuligo septica e Tubulifera arachnoidea, altri mixomiceti che vanno dal giallo all’arancione. «Sono le meraviglie della natura – sottolinea – che ogni volta riesce a stupirci».

Riguardo alla stagione in corso e agli agognati porcini nostrani, Pierino conferma l’anomalia di una stagione che dopo buone fioriture a inizio agosto lascia (tanto) a desiderare: «Le precipitazioni di giugno e luglio, sin troppo intense, non hanno fatto penetrare l’acqua in profondità e ci ritroviamo un sottobosco sostanzialmente secco per il mancato percolamento, proprio delle piogge meno violente, sempre più rare. Va detto che anche i danni riportati dagli alberi (es. le grandinate) si ripercuotono sui funghi, che di fatto vivono e crescono in simbiosi con le piante».

Elemento importante resta, per i tanti cercatori, quello della sicurezza. «Il bosco – sottolinea Bigoni – non è un ambiente ostile, ma va rispettato e affrontato con adeguato equipaggiamento. E molti questi lo dimenticano con troppa facilità, dato che spesso accade di vedere escursionisti che affrontano i boschi con stivali di gomma o addirittura con sandali e infradito. Bisogna invece ribadire la necessità di calzare scarponcini dalla suola artigliata, evitare zone eccessivamente impervie o sconosciute e segnalare prima itinerario e tempi ipotizzati di uscita, portandosi acqua, cibo e un indumento per la pioggia».

Se proprio vogliamo trovare un aspetto positivo, sono diminuite le intossicazioni, poiché i magri raccolti hanno disincentivato i dilettanti a precipitarsi fra i boschi. «Purtroppo - conclude Bigoni - in Bergamasca il servizio di verifica del raccolto è ora espletato solo dall’Ispettorato Ats di via Borgo Palazzo a Bergamo. Difficile che chi ha dubbi scenda fino a Bergamo dalle Valli per una verifica».