A Pont-Saint-Martin, Val d’Aosta

Vendono l’azienda di famiglia e danno un milione ai dipendenti

Vendono l’azienda di famiglia e danno un milione ai dipendenti
Pensare positivo 16 Febbraio 2016 ore 04:00

«Dalla famiglia Enrietti, per il tempo passato insieme». Una semplice frase, un semplice grazie, a corredo di un regalo. Una di quelle formule che, solitamente, si scrivono nei striminziti bigliettini da allegare a un mazzo di fiori, a una scatola di cioccolatini, quei bigliettini in cui non si sa mai cosa scrivere, dove la fantasia latita. Ecco, questa volta non è andata proprio così. La frase citata, infatti, era la causale del bonifico che ognuno dei 160 dipendenti della Thermoplay di Pont-Saint-Martin (Val d’Aosta) si sono visti arrivare sul proprio conto corrente in parallelo allo stipendio e alla tredicesima di dicembre 2015. Provenienza: i conti personali della famiglia Enrietti, che per 20 anni è stata a capo dell’azienda costruttrice di canali caldi per stampaggio ad iniezione e da inizio anno formalmente ceduta al gruppo statunitense Barnes per 50 milioni di euro.

 

Roberto Enrietti (2)

[Roberto Enrietti, ex ad e proprietario della Thermoplay]

 

1 euro per ogni giorno insieme. Roberto Enrietti, 53 anni, fino al 31 dicembre 2015 amministratore delegato e proprietario della Thermoplay, e il fratello Giovanni, ex azionista e direttore commerciale dell’azienda, hanno pensato di ringraziare tutti i dipendenti che li hanno aiutati a rendere la loro impresa una leader mondiale nel settore dei sistemi di iniezione per lo stampaggio di materie plastiche privandosi, di tasca loro, di 1 milione di euro complessivo, suddiviso tra tutti i loro ex lavoratori. Una scelta di cuore, da grandi uomini prima che grandi imprenditori, che ha reso nota La Stampa. Un gesto tanto semplice quanto raro, così come il principio che è stato scelto per suddividere la cifra: la fedeltà aziendale. Nessuna differenza, dunque, tra operai e dirigenti, tra quadri e amministratori. Chi era da più tempo in azienda ha ricevuto un bonifico più consistente, semplicemente. Per essere precisi, gli Enrietti hanno dato un euro per ogni giorno passato in azienda (weekend compresi) a ognuno dei loro dipendenti. Così, chi lavorava da 20 anni alla Thermoplay, si è intascato ben 7.300 euro, abbastanza per regalarsi una nuova macchina, pagarsi parte del mutuo o, perché no, un viaggio con la famiglia. Chi faceva parte da meno tempo di quella grande famiglia si è comunque ritrovato sul conto corrente qualche centinaia di euro in più.

Un gesto concreto. Una scelta che la famiglia Enrietti non ha pubblicizzato. L’ha fatto e basta, senza grandi squilli di trombe, senza ergersi a grandi uomini. In cambio hanno ricevuto le lacrime di commozione di ognuno dei 160 dipendenti, che nella cena aziendale di fine anno, trasformatasi in un saluto visto l’imminente passaggio di proprietà, hanno voluto dimostrare il loro affetto verso la famiglia donando ai fratelli e alla loro madre Romana una targa con le firme di tutti i lavoratori. «Non hanno voluto dirci parole di circostanza, ma hanno scelto un gesto concreto – racconta a La Stampa un dirigente –. Io non sono stupito, ma semplicemente perché so che sono persone riservate che in questi anni hanno fatto molto per enti e persone, sempre in silenzio. Questo regalo è stato il loro modo per dirci grazie». Naturalmente i più stupiti e i più contenti, però, sono gli operai, il vero motore di ogni azienda: «Lavoro qui da qualche anno e ho preso una bella somma – racconta uno di loro al quotidiano torinese –. Sono stati dei grandi».

 

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Una certezza anche per il futuro. Il gesto della famiglia Enrietti ha in parte tranquillizzato anche la comunità di Pont-Saint-Martin, indissolubilmente legata a quella realtà aziendale che da anni dava lavoro a tanti abitanti della cittadina. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco Marco Sucquet non aveva nascosto la propria preoccupazione per il passaggio dell’azienda in mani americane: «L’ingresso nella compagine sociale della Thermoplay di un azionista privo di qualunque legame con il territorio ci preoccupa, anche perché brucia ancora l’esperienza vissuta con la Conner, che a seguito di un simile passaggio di proprietà cessò la propria attività e produzione». Ora che è venuto a galla il grande gesto di affetto della famiglia Enrietti verso i propri ex dipendenti e, dunque, verso l’intera comunità locale, tanti sono più tranquilli: certamente, durante il passaggio di proprietà, si saranno preoccupati che i posti di lavoro in Val d’Aosta vengano conservati e che la nuova dirigenza non compia “colpi di mano”, come li ha definiti il sindaco. Intanto i dipendenti ringraziano e sorridono commossi.

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