La storia

Il piccolo Isaac potrà essere operato Raccolti i 100mila euro necessari

Il piccolo Isaac potrà essere operato Raccolti i 100mila euro necessari
02 Marzo 2018 ore 10:10

Vecchi amici d’infanzia, colleghi, facce familiari e persone sconosciute. La macchina della solidarietà ha coinvolto tutti, la quota di 100mila euro per aiutare il piccolo Isaac Vaccaro è stata raggiunta, ma la sua battaglia non è finita. Venerdì 18 febbraio, dopo una settimana di degenza in Svizzera e 20 giorni in ospedale, il coraggioso segregatese (Milano) è tornato a casa dal fratellino gemello Ismael, accompagnato da mamma Josephine Galli e da papà Pasquale. «Siamo in una fase di ripresa – ha raccontato la madre, rimasta a casa dal lavoro di educatrice per poter seguire i figli – Isaac è stato così tanto allettato che ora fa fatica a stare in piedi, per cui stiamo lavorando molto sull’aspetto motorio. Dobbiamo rimetterlo in forze per aprile, quando tornerà in Svizzera per una plastica nella laringe».

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Durante queste settimane Isaac è stato sottoposto ad esami e a una tracheotomia, ma deve attendere che la situazione polmonare si risollevi per poter fare la plastica. «Si presume che quello di aprile sarà un intervento risolutivo, ma finché non lo farà, siamo nell’incertezza – ha aggiunto Josephine  – Ci sono stati bambini che hanno risolto definitivamente il problema, altri che invece hanno dovuto sottoporsi a una serie di plastiche». Fondamentale per sostenere queste costose analisi e cure l’aiuto economico giunto da tanti tramite la raccolta fondi. «Abbiamo speso 18mila euro per il trasporto in aereo-ambulanza, un veicolo speciale con all’interno la terapia intensiva – ha spiegato – La degenza in Svizzera è stata molto costosa. Speravamo di poter trattenere qualcosa, ma ci è avanzato poco e questi soldi li terremo da parte per spese sanitarie impreviste». Isaac infatti dovrà sottoporsi a periodici controlli e la degenza post-operatoria, hanno già avvisato i medici, sarà lunga. E, come precisato dalla famiglia, sono solo due i centri in tutta Europa specializzati in questo tipo interventi.

Macchina della solidarietà. «Parlo anche a nome di mio marito, Pasquale, nel dire che vogliamo ringraziare tutti; non ci aspettavamo una così grande solidarietà – ha concluso – Da genitore cerchi di far tutto il possibile per i tuoi figli, ma ci sono limiti che non puoi superare. Avere questo sostegno ci ha dato tanta forza. Senza dimenticare il supporto di altri genitori conosciuti in terapia intensiva. Lasceremo quindi aperta la raccolta fondi, anche perché vogliamo aggiornare chi ci ha aiutato e ci sostiene sulla situazione. Ora abbiamo bisogno anche noi di riprendere la vita quotidiana come una normale famiglia. Raccontare la nostra storia e metterla sotto gli occhi di tutti non è stato facile. Ma penso che Isacc e anche Ismael siano due bambini che si meritano di raccontarla e così facendo possono aiutare tante persone. Ci hanno detto tante volte che non ce l’avrebbero fatta, ma loro sono due forze della natura».

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