Pensare positivo
Edificio principale sarà il Grand Contrôle

Un hotel nella reggia di Versailles per passare notti da Re (Sole)

Un hotel nella reggia di Versailles per passare notti da Re (Sole)
Pensare positivo 22 Agosto 2015 ore 17:21

Arnaud Upinsky, presidente dell'associazione Coordination défense de Versailles, ha parlato chiaro: «L’emblema della Francia sta diventando una Disneyland». Come suggerisce il nome della sua associazione, l’emblema della Marianna di cui si parla non è certo la Tour Eiffel, e neppure il formaggio Camembert. Si sta parlando piuttosto della famosissima e meravigliosa Reggia di Versailles, l’antica residenza reale dei Borbone di Francia, oggi meta di centinaia di migliaia di turisti l’anno, affascinati dalla sua storia, dal suo sfarzo e dai suoi meravigliosi giardini. La notizia che ha fatto imbufalire monsieur Upinsky è di pochi giorni fa: l’amministrazione della struttura (di proprietà statale) ha lanciato un bando per l’assegnazione di un’intera ala della reggia, più precisamente tre edifici, al fine di realizzare un hotel di lusso.

 


Secondo Upinsky la notizie è nefasta «sia per i cittadini di Versailles che per tutti i francesi. Ci guadagnano solo i mercanti. È una finanziarizzazione della Reggia, stretta fra umili negozianti e venditori di zuppe». Altrettanto tranchant l’uscita twitterina di Florian Philippot, vicepresidente del Front National, il partito di estrema destra condotto da Marine Le Pen: «Il patrimonio appartiene ai francesi: basta con l'austerità e la mancanza di rispetto per la Francia» (sembra di leggere un tweet di Matteo Salvini, vero? Non a caso il leader del Carroccio è molto "amico" della Le Pen). Eppure, in tutta la Francia, sono pochi altri quelli che storcono il naso davanti alla notizia. L’albergo di lusso, infatti, andrà ad occupare tre edifici esterni al circuito turistico interno alla reggia e inutilizzati da circa sette anni. In sostanza l’affare permetterebbe all’amministrazione (e allo Stato) di prendere due piccioni con una fava: incassare una sostanziosa remunerazione e recuperare un’ala attualmente in disuso e abbandonata a sé stessa.

[Il Grand Contrôle, edificio principale del futuro hotel]

Grand Contrôle

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I tre edifici, posti uno dietro l’altro, si trovano ai margini dei famosi giardini e a ridosso del limite esterno della proprietà, sulla sinistra rispetto all’entrata di Versailles. Le strutture in questione sono il Petit Contrôle, il Pavillon des premières cent marches e, soprattutto, il Grand Contrôle, un meraviglioso edificio disegnato dall’architetto prediletto di Re Sole (Luigi XIV), Jules Hardouin-Mansart. Utilizzato come ufficio degli ispettori delle finanze dal 1723 fino alla Rivoluzione francese, nelle sua stanze hanno vissuto alcuni dei personaggi più importanti della corte del Re Sole. In termini meramente architettonici, i tre edifici offriranno ai vincitori del bando uno spazio di ben 2.800 metri quadrati da plasmare sulla loro idea di hotel di lusso, senza però andare ad alterare l’allure degli stabili. Le strutture però non verranno vendute, bensì date in concessione per 60 anni. E questo è un punto fondamentale: le critiche di chi accusa l’amministrazione e il Governo di «svendere il patrimonio francese», infatti, rimbalzano contro il muro di gomma di questa evidenza. Nessuna svendita, anzi, addirittura nessuna vendita. Una concessione, che permetterà la «valorizzazione del patrimonio anche grazie allo sviluppo di attività economiche», una politica «portata avanti da anni dal ministero della Cultura», come ha spiegato l’amministrazione di Versailles.

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Della stessa opinione è David Chanteranne, storico e redattore capo della rivista Château de Versailles, che ha sottolineato come «non c’è nessun problema. È incredibile come in questo Paese, dove la Repubblica esiste ininterrottamente dal 1870, si gridi allo scandalo appena si tocca il patrimonio dell'eredità monarchica: è una delle nostre contraddizioni». In ogni caso prima di diversi anni nessun facoltoso turista potrà pernottare nella meravigliosa reggia: serviranno alcuni anni per sistemare l’esterno e gli interni degli edifici, ora in pessimo stato. Chi vincerà il bando si accollerà infatti anche i costi dei lavori per rendere nuovamente agibili le tre strutture, con un costo stimato che oscilla tra gli 8 e i 11 milioni, come ha spiegato La Stampa. Difficile ipotizzare oggi, quindi, una data per l’inaugurazione. Certo è che tutto questo non sembra spaventare le grandi catene alberghiere del mondo, che si stanno già fregando le mani e sono pronte a darsi battaglia. L’unica certezza è che l’ingresso non sarà interno al parco della reggia, ma darà su rue de l'Indépendance americane, mentre quasi tutte le stanze potranno godere di una vista unica al mondo, quella sul Parterre de l'Orangerie, meravigliosa area dei giardini della reggia dedicata a piante di arancio originarie dell'Italia, Spagna e Portogallo. Un piccolo assaggio della luccicante vita del Re Sole.

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