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"Capita solo a Napoli", edito Mondadori

Prontuario umoristico napoletano

Prontuario umoristico napoletano
Pensare positivo 23 Febbraio 2015 ore 18:05

Di Napoli e dei napoletani se ne dicono di ogni, soprattutto quassù, nel nostro Nord. Ma una cosa non si può mettere in dubbio: il capoluogo partenopeo ha intrinseco nel proprio essere la simpatia. Ma non quella banale, un po’ spiccia. La simpatia napoletana è un sentimento che va a braccetto con la malinconia, la coscienza di poter essere uno scrigno meraviglioso di tesori della nostra Italia e che si ritrova invece in costante equilibrio sulla follia di uno Stato che lì, troppo spesso, non c’è. Per questo la risata napoletana è una risata saggia, nata e studiata per alleviare le avversità e le delusioni di tutti i giorni.

Lo sanno bene Nando Mormone e Pino Imperatore, autori del libro Capita solo a Napoli, descritto da Lettera43 come «una esplosiva raccolta di battute, freddure, aforismi, proverbi, riflessioni sparse scritte o recitate da noti artisti, intellettuali e politici ma anche da gente comune che respira e vive Napoli». Il risultato è un gustosissimo vademecum del vivere con il sorriso, un prontuario umoristico adatto a ogni evenienza e in grado di stemperare anche le situazioni più tese. Vi proponiamo alcune delle battute più belle, almeno secondo noi. E non siate parchi di risate: ce n’è sempre bisogno.

 

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[Luciano De Crescenzo]

 

I veri problemi di Napoli. La prima raccolta di battute è interamente dedicata al capoluogo partenopeo e ai suoi difetti. Che poi, forse forse, difetti veri proprio non sono…

«A Napoli il semaforo rosso non è un divieto, è solo un consiglio» (Luciano De Crescenzo, scrittore)

«Cos’è il Sud? È quella cosa che si trova sempre sotto a quell’altra cosa che si chiama Nord» (Nando Paone, attore)

«Vi svelo un segreto: il napoletano il casco lo mette, ma appena vede un giornalista con la telecamera se lo leva per lo sfizio di finire in televisione» (Paolo Caiazzo, attore)

«È l’Italia il vero problema di Napoli» (Raffaele La Capria, scrittore)

«Poi dicono: il napoletano ride, balla, canta, ha la musica nelle vene… Per forza, il sangue ce lo avete succhiato tutto voi!» (Massimo Troisi, attore)

«A Napoli, da quando hanno saputo che sono ricco, non mi fanno più pagare nei ristoranti» (Luciano De Crescenzo, scrittore)

«A Napoli ci sono solo due maschi: io e il Maschio Angioino» (da un graffito anonimo sui muri)

«Se la maratona si corresse a Napoli si chiamerebbe Maradona» (anonimo, su un muro antistante il cimitero di Poggioreale)

Questioni d’amore… Come non prendere in considerazione il cuore, l’amore, se Napoli è considerata una delle città più passionali e romantiche d’Italia? Impossibile, appunto. Ecco pochi ma gustosi aforismi sull’amore a Napoli.

«Meglio rompere una promessa di matrimonio che un servizio di piatti dopo sposati» (Vittorio De Sica, regista)

«La fedeltà è una brutta cosa: se sei fedele, sei sempre solo» (Pupella Maggio, attrice)

«Nessuno mi vuole. Ho detto a una ragazza: “Mi indicheresti la strada per arrivare al tuo cuore?” Ha fatto: “Mi dispiace, non sono di qua”» (Mino Abbacuccio, comico)

 

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[Eduardo De Filippo]

 

… e questioni di letto. Ma la passione e l’amore vivono e crescono anche (e soprattutto per qualcuno) sotto le lenzuola.

«Un italiano su quattro fa sesso sul luogo di lavoro. Deve essere l’eccitazione di averlo, un lavoro» (Marco Catizone, scrittore)

«Mal costume, mezzo gaudio» (Totò, attore)

La morte, l’aldilà e la malasorte. Ogni buon napoletano ammetterà che la superstizione è un elemento intrinseco del proprio essere. E forse per questo il meglio della sua simpatia, spesso, lo offre quando si parla di morte, aldilà e malasorte. Quale miglior modo per esorcizzare la paura e il timore se non con una buona risata?

«Ogni minuto muore un imbecille e ne nascono due» (Eduardo De Filippo, drammaturgo)

«Abbiamo vegliato la salma per tutta la notte: è stato un veglione» (Totò, attore)

«Ne ho visti morire tanti, e se nessuno torna vuol dire che non ci si trovano male» (Giuseppe Marotta, scrittore)

«Non so se esiste l’aldilà, ma vorrei che ci fosse per almeno dieci minuti per vedere la faccia di un kamikaze che si è appena fatto saltare in aria in nome di Allah e poi si accorge che Allah non esiste» (Luciano De Crescenzo, scrittore)

«Io sono talmente sfortunato che quando un gatto nero lo incrocio per strada è lui che torna indietro» (Silvio Orlando, attore)

«Io non mi piaccio mai. Sono talmente autocritico che non mi suicido per non lasciare un biglietto che mi sembrerebbe ridicolo» (Massimo Troisi, attore)

L’arte d’arrangiarsi. Tipicamente partenopea è anche l’arte di arrangiarsi, di trovare un modo per arrotondare la paga mensile e riuscire così a portarsi a casa la pagnotta. Non sempre, ahinoi, le strade scelte sono proprio legali, ma il napoletano lo sa e finché non si fa male a qualcuno, si può anche riderci su…

«Ridiamo valore ai salari, ridiamo un futuro ai giovani, ridiamo onestà alla politica, ridiamo valore alla cultura. Sì, ridiamo!» (Totò, attore)

«Io non rubo, integro. D’altra parte in Italia chi è che non integra?» (Totò, attore)

«La canzone del super-alcolico: come fa questo super-alcolico a stare in tutte le feste? Come fa a entrare in tutti i locali? La canzone si intitola: Sambuca» (Gino Fastidio, attore e cantante)

 

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[Massimo Troisi]

 

Tra bellezza, politica e filosofia. Napoli è bella. Napoli è la culla di alcune delle più belle donne della nostra storia. Ma Napoli è anche l’emblema del fallimento della politica, l’icona dell’assenza dello Stato. E, in ogni caso, il napoletano ci riflette su, regalando perle di ironica e filosofica saggezza.

«Tutto quel che vedete lo devo agli spaghetti» (Sophia Loren, attrice)

«Bella tavernara, cunto caro» (proverbio napoletano)

«Democrazia vuol dire che ognuno può dire tutte le fesserie che vuole» (Totò, attore)

«Fra lo Stato e la mafia non ci fu alcuna trattativa. Accettammo subito» (Maurizio De Angelis e autori vari)

«Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male» (Eduardo de Filippo, drammaturgo)

«Molte volte l’uomo taciturno è scambiato per un pensatore mentre non è che un povero fesso che non ha nulla da dire» (Libero Bovio, autore)

«Per il cretino tutto ciò che non capisce è filosofia» (Luigi Compagnone, scrittore)

E se queste perle non vi bastano, o vi hanno fatto venir voglia di saperne di più, non vi resta che acquistare Capita solo a Napoli, edito Mondadori.