Un'associazione di speranza

Quelli che nel mondo realizzano i desideri dei malati terminali

Quelli che nel mondo realizzano i desideri dei malati terminali
16 Marzo 2015 ore 15:35

Il grande mondo del web pullula ogni giorno di notizie, informazioni e gossip: un oceano nel quale spesso è difficile navigare. Notifiche, aggiornamenti e continue news rendono la sua fruizione sempre più veloce e superficiale. Ma ogni tanto s’incontrano storie davanti a cui ci si ferma stupiti. Sono racconti veri, pieni d’umanità e davanti ai quali è veramente difficile rimanere indifferenti.

Uno degli ultimi è quello che in tanti hanno visto attraverso le foto che nei giorni scorsi hanno fatto il giro del mondo. Si tratta di una donna in barella, malata terminale, immobile e attenta davanti a un quadro di Rembrandt esposto al Rijks Museum di Amsterdam. La notizia è che quest’anziana signora, colpita da una grave forma di Sla, sta realizzando il suo ultimo desiderio prima di morire. A render possibile tutto questo ci ha pensato la Stichting Ambulance Wens (Fondazione Ambulanza dei Desideri), un’associazione benefica senza fini di lucro che si occupa di realizzare gli ultimi desideri dei malati terminali. La sua mission dal 2007 è quella di raccogliere l’ultimo sogno delle persone malate, cercando in tutti i modi di poterlo esaudire.

 

 

Chi sono. Quest’associazione è interamente finanziata da libere donazioni e tutti gli operatori che vi partecipano hanno una preparazione medica sufficiente per poter svolgere in massima sicurezza ogni compito e mansione che gli viene affidata. Ad oggi, sono quasi seimila le persone che hanno potuto realizzare il proprio ultimo desiderio. Richiedere questo servizio è semplice, basta andare sul sito della Stichting Ambulance Wens e compilare l’apposito modulo. Non importa se l’ultimo desiderio è grande o piccolo.

«Ogni desiderio è bello», spiega il fondatore della Fondazione Kees Veldboer. Quest’uomo, che è stato per tutta la vita alla guida delle ambulanze di Rotterdam, conosce molto bene la sofferenza del dolore e lo strazio di una vita che termina in disperazione. Per questo nel 2006 inizia a maturare il progetto, che a molti sembrava utopico, di voler portare un ultimo momento di gioia e di sollievo a tutti quei malati terminali bloccati a letto. Nel giro di un anno, l’idea diventa realtà. Nel 2007, insieme ai primi che scommettono con lui su quest’idea, acquista un’ambulanza in disuso e inizia a realizzare gli ultimi desideri di molti malati. «Sia che si vada al mare o allo zoo, a un concerto, a un matrimonio o in un museo. Tutto può essere speciale e unico» continua a spiegare Veldboer.

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Gli ultimi desideri. Moltissime delle persone che contattano quest’associazione chiedono di poter trascorre un’ultima giornata nella propria casa, in compagnia di amici e parenti. Ma gli ultimi desideri sono tanti e ognuno rispecchia la vita e il temperamento di chi avanza la richiesta. Come la storia di Mario, storico guardiano dello zoo di Rotterdam. Qualche anno fa scopre di avere una brutta malattia e così, dopo qualche tempo, è costretto a lasciare il suo amato lavoro. Quando si rivolge all’associazione olandese chiede di poter rivedere ancora una volta le giraffe che aveva accudito per ben venticinque anni. E il team dell’Ambulanza dei desideri riesce a portarlo allo zoo per dare un ultimo saluto agli animali che per tanti anni aveva curato.

Ma poi c’è chi chiede di fare una gita in barca o di ritornare nei luoghi dove è cresciuto. Chi vuol vedere il mare o andare a mangiare qualcosa nel ristorante che, fino a prima di star male, frequentava settimanalmente. C’è di tutto, e ogni desiderio, grande o piccolo che sia, è sempre realizzato con molta cura e attenzione. L’associazione racconta ognuna di queste storie in una sezione apposita del suo sito, mentre utilizza il profilo twitter per divulgare le foto che documentano i loro piccoli miracoli.

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