Da un'indagine americana

Sorpresa, una mela al giorno toglie il…dietologo di torno

Sorpresa, una mela al giorno toglie il…dietologo di torno
07 Marzo 2015 ore 09:00

Anche avere un peso sullo stomaco potrebbe essere un vantaggio: almeno dopo aver mangiato una mela. Sembrerebbe infatti che alcuni composti poco digeribili contenuti nella polpa di questo frutto, in particolare le fibre ed i polifenoli (che sono degli antiossidanti naturali) e il basso contenuto di carboidrati, aiuterebbero a combattere naturalmente l’obesità e i suoi effetti collaterali. Queste sostanze agirebbero con alcuni batteri buoni presenti nell’intestino stabilizzando i processi metabolici che influenzano l’infiammazione e dando una sensazione di sazietà. La notizia, recente, arriva da uno studio americano, ancora di laboratorio, condotto dall’Università di Washington e i cui risultati verranno pubblicati sulla rivista Food Chemistry.

C’è mela e mela. Non tutte le mele sono uguali. I microscopi dei ricercatori hanno analizzato sette qualità di frutti: le mele Granny Smith, Braeburn, Fuji, Gala, Golden Delicious, McIntosh. Red Delicious e le percentuali dei composti sotto il mirino, arrivando a stabilire che il primato della non digeribilità è detenuto dalle Granny Smith. Ovvero, nelle mele, la polpa ha una azione più efficace sulla crescita di batteri buoni del colon, perché, nonostante il processo di masticazione, il passaggio negli acidi dello stomaco e gli enzimi digestivi, fibre e polifenoli e carboidrati restano ancora intatti una volta raggiunto il colon. E arrivati lì, fermentano nell’intestino e crescono nel bene e nel male, aiutati dai batteri.

 

 

L’esperimento. È accaduto, in laboratorio, che le caratteristiche esclusive delle Granny Smith riuscissero più delle altre a modificare la natura dei batteri intestinali dei topi obesi, che erano – come avviene anche nell’uomo – alterati sia nelle proporzioni sia nelle funzionalità, riportandoli ad assomigliare a quelli dei topi di peso normale. È ancora presto per cantare vittoria e pensare che si possa combattere il problema dell’obesità solo con un alimento e a costi quasi a zero, ma i ricercatori sono fiduciosi e avvieranno nuovi studi per capire se queste positive premesse di laboratorio e questo corredo di composti potranno essere utilizzati per nuove vie di cura per il controllo del peso e delle malattie correlate. Ad esempio per tenere sotto controllo quelle cardiovascolari, primo fra tutti l’infarto, per combattere l’infiammazione cronica che alla lunga porta all’insorgenza il diabete di tipo 2 e per la prevenzione di alcune forme tumorali del colon-retto.

Resta chiaro che però la Granny Smith, da sola, non fa la differenza: la supremazia per combattere queste malattie del metabolismo è data dalla conduzione di uno stile di vita sano, con l’introduzione di una dieta equilibrata, l’eliminazione dei principali fattori di rischio come fumo e alcool e la regolare pratica di attività fisica.

 

 

Le proprietà delle mele e delle Granny Smith. A ragione esiste il detto «Una mela al giorno toglie il medico – e forse in futuro anche il dietologo – di torno», perché le proprietà di questo frutto sono moltissime. Contiene infatti discrete ma equilibrate quantità di vitamine come la C, PP, B1, B2 e la A; sali minerali quali potassio zolfo, fosforo, calcio, magnesio, sodio e ferro. Inoltre la dolcezza è data dal fruttosio, uno zucchero a basso indice glicemico che aiuta a mantenere costanti i livelli della sostanza nel sangue e che ne consente il consumo, seppure moderato, anche da parte dei diabetici.

Fibre ed acido ossalico danno alla mela potere sbiancante, tanto che se viene masticata a lungo al termine di un pasto aiuta a pulire i denti, mentre la pectina riduce l’assorbimento di colesterolo consigliandone il consumo in chi è affetto da elevati livelli di grassi nel sangue. Svolge poi una azione anche sull’intestino: mangiata cruda la mela ha effetti astringenti, di contro cotta ha proprietà lassative grazie alla componente di fibre e pectina. Specie la fibra è contenuta nella buccia, per cui la mela andrebbe mangiata intera senza sbucciarla, dopo una accurata ‘sterilizzazione’ dai possibili agenti chimici impiegati per la coltivazione e conservazione industriale. Non ultimo, al pomo peccaminoso sono riconosciute anche discrete proprietà antiossidanti, antisettiche, digestive ed emollienti.

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