Parola di scienziati

Tenere un diario del cuore cura anche le ferite fisiche

Tenere un diario del cuore cura anche le ferite fisiche
14 Febbraio 2015 ore 11:30

Si comincia da ragazzini, confidando alle pagine di un diario del cuore, amori fortunati o infelici, stati d’animo e occasioni speciali di vita quotidiana; si continua da adulti raccontando talvolta anche esperienze forti, come una malattia, perché lasciarne traccia scritta, si sa, è terapeutico per lo spirito e allevia il peso di sofferenze piscologiche e morali. Un’abitudine che però a poco a poco scema con gli anni, specie quelli avanzati, complice l’età che induce a stanchezza, o la riduzione di esperienze da raccontare. Eppure sembra un errore, perché un diario, negli anni d’argento, oltre a fare bene all’anima, potrebbe aiutare anche a risanare le ferite fisiche, accelerandone la guarigione e rimarginazione. Ad attestarlo è una ricerca condotta all’Università di Auckland, in Nuova Zelanda.

Lo studio. Le parole sono curative anche per il corpo. Specie in età avanzata, quando i processi biologici vanno incontro a diverse implicazioni: prima fra tutte la minore ripresa da parte dell’organismo, soggetta al naturale rallentamento dei processi biologici e funzionali imposto dal passare del tempo. Come, ad esempio, la cicatrizzazione delle ferite che risulta più difficoltosa e talvolta compromessa nell’anziano. Ma una strategia che possa contribuire a stimolarne la guarigione sembra profilarsi all’orizzonte: non costa nulla, richiede solo un foglio bianco e una penna e la volontà della persona a scrivere di getto parole emozionali.

 

 

I benefici, fisici e spirituali, che derivano dalla compilazione di un diario sono stati dimostrati da una ricerca neozelandese che ha coinvolto un piccolo numero di anziani, in salute, con età compresa tra i 64 e i 97 anni. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, tutti invitati a raccontare qualche cosa al diario per 20 minuti al giorno, ma con una differenza di contenuti. L’uno confidava alle pagine bianche, a cuore aperto, eventi traumatici della propria vita, esprimendo cioè emozioni e pensieri che altrimenti sarebbero rimasti racchiusi nel proprio cuore; l’altro invece relazionava semplicemente il programma di attività per il giorno successivo, senza curarsi dei propri stati d’animo.

Dopo due settimane dall’inizio dell’esperimento, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a una piccola biopsia sulla pelle di un braccio, eseguita in anestesia locale. Con risultati finali sorprendenti: perché la ferita, monitorata dall’evento chirurgico fino alla guarigione, era completamente guarita dopo undici giorni nel 76 percento dei casi di coloro che avevano narrato esperienze, anche traumatiche di vita, contro solo il 42 percento dei restanti asettici scrivani. Confermando quindi la possibile connessione tra salute della psiche e del corpo attestata da altri studi precedenti e per altre problematiche: in particolare una minore carica virale dell’HIV fra pazienti che scrivevano un diario e il potenziamento della risposta immunitaria al vaccino contro l’epatite B, con livelli anticorpali più elevati e migliore rimarginazione delle ferite, in persone giovani.

 

 

Com’è possibile? Il fenomeno della maggiore rapidità di cicatrizzazione, a detta degli esperti, si spiegherebbe con il fatto che tenere un diario favorisce la qualità del sonno, facilita l’addormentamento e consente di riposare più tranquillamente durante la notte. Con significative conseguenze sul rafforzamento del sistema immunitario e la rimarginazione delle ferite, grazie alla maggiore produzione dell’ormone della crescita (che resta invece più basso se il sonno è cattivo), implicato anche nel risanamento delle lesioni cutanee. Dunque, facendo il punto: il diario aiuterebbe a dormire meglio perché esternare le emozioni aiuta a porre una certa distanza tra sé e l’evento doloroso, allontanando così anche fattori di stress, ansia e preoccupazione.

Non funziona con tutti. Anzi bisogna avere l’idoneità, poiché questa esperienza emozionale messa nero su bianco, potrebbe apportare benefici a chi è incline alla comunicazione, trasformando cioè il diario in un prezioso strumento di guarigione per la mente e per il corpo, mentre potrebbe provocare effetti collaterali di stress e tensioni per chi vive stoicamente le emozioni, anche traumatiche, conservandole nel segreto del proprio intimo.

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