dagli occhi dei bambini

Treviolo, nella favola della piccola Lisa la nostra voglia di vivere vince sul virus

Ha otto anni e frequenta la terza B della scuola elementare Papa Giovanni XXIII di Albegno. «Chi c’è nell'aria?» è il racconto che ha scritto in questo difficile. Un modo per esorcizzare le paure

Treviolo, nella favola della piccola Lisa la nostra voglia di vivere vince sul virus
Treviolo e Lallio, 22 Maggio 2020 ore 14:52

«Mi chiamo Lisa Adobati, ho otto anni e frequento la classe terza B della scuola elementare Papa Giovanni XXIII di Albegno di Treviolo. Amo la natura e gli animali, e da grande sarò una veterinaria». Si presenta così Lisa. Una bimba con la passione per la scrittura e per il racconto delle storie, soprattutto per quelle che può inventare. Dolce, sensibile e, per certi aspetti, molto matura rispetto alla sua età.

«Chi c’è nell’aria?» è il racconto che Lisa ha scritto in questo difficile periodo che, sicuramente, ha segnato una svolta nella quotidianità dei più piccoli. Anche il loro mondo è stato stravolto e ridimensionato, e le preoccupazioni sono entrate prepotenti  nelle loro vite da bambini. E scrivere, per tanti, è stato un modo per esorcizzarle. Grazie Lisa! Questa storia trasmette un messaggio positivo, che fa stare bene te e coloro che la leggono.

Chi c’è nell’aria?
Tra le nuvole esiste un paese chiamato Viruslandia. In quel paese , circondato da montagne di nuvole , esisteva un popolo, dove gli abitanti erano virus. Dietro le montagne c’era un castello, fatto di particelle piccolissime ed era governato da re Covid 19 , che se ne stava tutto il giorno ad annoiarsi.

Finché un bel giorno gli venne un’idea : “Voglio esplorare al di fuori del mio regno!”, disse. Organizzò il suo esercito di virus e si incamminò oltre le nuvole, scoprendo un mondo tutto nuovo , pronto per essere conquistato. Re Covid richiamò all’attenzione il suo esercito , spiegandogli quello che avrebbe dovuto fare. “Entrate in ogni persona e moltiplicatevi, questo mondo sarà nostro!”.

E così accadde. A dicembre  il virus iniziò ad arrivare in Cina a Wuhan. Poi in Italia, Spagna, Francia e in America , e molte persone iniziarono ad ammalarsi. La guerra era ormai iniziata e il nemico stava avendo la meglio. Tutto il nostro modo di vivere stava cambiando; la gente non usciva più di casa, i caldi abbracci non c’erano perché ognuno stava a distanza di almeno un metro dalle altre persone e bisognava ricordarsi di portare mascherina e guanti prima di uscire di casa, per non venire contagiati. Ma, dalla nostra parte, avevamo un esercito di combattenti pronti a tutto per sconfiggerlo. Grazie all’aiuto di dottori e infermieri e alla nostra arma segreta, “LA VOGLIA DI VIVERE”, lo abbiamo sconfitto e rimandato nel suo paesello oltre le nuvole.

Altre notizie su Treviolo alle pagine 30 e 31 del PrimaBergamo in edicola fino al 28 maggio, oppure sull’edizione digitale QUI.

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