Pensare positivo
Un sistema di specchi sulle montagne

Un paesino friulano di 300 persone chiama Christo per riavere il sole

Un paesino friulano di 300 persone chiama Christo per riavere il sole
Pensare positivo 14 Luglio 2016 ore 03:45

L'Italia ha adottato Christo. Non solo il Sebino, ma proprio tutto il Paese. Troppo grande è stato il successo di The Floating Piers, la passerella galleggiante sulle acque del lago d'Iseo, perché questo artista internazionale passasse inosservato. Un milione e mezzo di visitatori (contro le stime di circa 600mila), del resto, non sono mica cosa di poco conto. Un successo senza precedenti, un biglietto da visita dolce e inatteso per un territorio che, fino a un mese e mezzo fa, si nascondeva tra le valli bergamasco-bresciane e viveva, placido, un'esistenza all'ombra dei ben più famosi cugini del Garda e di Como. Christo è arrivato, ha illuminato il Sebino e se n'è andato, portandosi dietro anche il telo giallo dalia e i 220mila cubi di polietilene che ci hanno permesso di camminare sulle acque per 16 giorni. Così com'è arrivato, è sparito. Di lui, però, aleggia ancora l'aura.

 

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Avasinis chiama Christo. E così si scopre che in Italia c'è qualcun altro che agogna i servigi di questo artista di origini bulgare ma oramai stabilmente residente a New York. Poco importa che nessuno, a Sulzano e dintorni, avesse richiesto l'aiuto di Christo. Visto come sono andate le cose, ora c'è chi ha deciso di farsi avanti. Non tanto per vanità, quanto per necessità. È il caso di Avasinis, località di circa 300 anime incastonata tra le montagne del Friuli. Anzi, sarebbe meglio dire incastrata, visto che lassù, nei mesi invernali, il sole illumina le case per non più di 40 minuti al giorno. Un'esistenza nell'ombra, non certo una gioia. Del resto anche trovare Avasinis sulle cartine non è semplicissimo: un puntino minuscolo al fianco del Comune di Trasaghis, provincia di Udine, di cui è frazione. È invece più facile rinvenire il suo nome, purtroppo, sui libri di storia: Avasinis, infatti, fu tragico teatro di un eccidio compiuto dalle truppe naziste nel maggio del 1945, quando i soldati tedeschi in ritirata uccisero ben 51 civili del posto.

Specchi, arte e... sole. Un passato tragico, un presente al buio e un futuro certo non roseo: come succede in tanti piccoli paesi di montagna, infatti, le nuove generazioni scappano a gambe levate. E ormai succede da anni, se non decenni. Di giovani praticamente non ce n'è più e chi ha deciso di restare lotta ogni giorno con l'inquietante ombra (un'altra) dell'oblio. Forse per questo la Pro Loco di Avasinis, vedendo il clamore per l'opera di Christo in un luogo ai più praticamente sconosciuto, ha provato un po' di sana invidia. Sana, perché non c'è niente di male nello sperare che anche la propria casa diventi un luogo amato da tanti, se non da tutti. E da qui anche la bizzarra, ma certo affascinante idea: chiediamo a Christo di aiutarci. Unire il dilettevole, ovvero l'arte (anzi, per la precisione la Land Art di cui l'artista è un maestro internazionale), all'utile, ovvero riportare il sole ad Avasinis. L'idea è di quelle, francamente, geniali: montare una serie di enormi specchi sulle cime che circondano il paese, così da creare un'opera d'arte unica al mondo, ma anche di riflettere qualche raggio della stella più grande del nostro sistema solare sulle case dell'abitato.

 

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Altro che festa dei mirtilli. L'idea è venuta al presidente della Pro Loco locale, Giovanni Rodaro, parlando con alcuni amici, come è lui stesso a spiegare al Corriere della Sera: «Non avendo altri strumenti abbiamo scritto all’artista in persona e a i suoi collaboratori. Non abbiamo ancora ricevuto una risposta scritta ma ci è stato detto informalmente che l’idea lo interessa. Contiamo di invitare l’artista qui in paese, magari in occasione della festa che ogni anno organizziamo in agosto». Giusto, dimenticavamo: Avasinis è anche apprezzata nei dintorni per la bella festa dei mirtilli che organizza annualmente. Non male, ma volete mettere con Christo?

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