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Un'altra vittoria per i tifosi nerazzurri

Un'altra vittoria per i tifosi nerazzurri
Pensare positivo 23 Agosto 2017 ore 05:00

Oltre diciannovemila spettatori, nessun incidente da segnalare se non alcuni problemi creati dai tifosi della Roma, un’atmosfera elettrica per 95 minuti filati di un caldo pomeriggio estivo chiuso con l’amaro in bocca per un risultato ingiusto. Atalanta–Roma è stata il battesimo del campionato numero 58 per l’Atalanta in serie A, allo stadio di Bergamo si è giocato per la prima volta con la Dea proprietaria dell’impianto e la giornata è stata comunque positiva.

 

 

L’attesa, lo stadio, i romanisti e tanti sorrisi. L’esordio in serie A alle 18 della domenica di fine agosto è facile anche da organizzare. Rientro dalle vacanze, pranzo, pennichella e via al “Bortolotti”. Lo stadio è zeppo di abbonati (14.041), i biglietti venduti sono molti e alla fine arrivano in oltre diciannovemila per la prima della Dea. Incrociando sguardi e sorrisi che fino a poche settimane prima erano quelle del sogno europeo (le gare di maggio con Milan e Chievo sono distanti appena tre mesi) si nota qualcosa di magico: c’è voglia di assaporare, vedere, godere e ammirare ancora la Dea. Non si legge preoccupazione, non si vede la classica faccia corrucciata del tifoso atalantino che inizia l’annata all'insegna dello sperém de salvàs (speriamo di salvarci): Gasperini ha cambiato tutto, in campo e nella percezione della gente.

I settori dello stadio a marchio orobico si riempiono abbastanza velocemente, ad un quarto d’ora dall'inizio non ci sono spazi vuoti e il colpo d’occhio è quello delle grandi occasioni. Si gioca Atalanta–Roma e nonostante un po’ di preoccupazione alla vigilia per i trecento (su 1.300) arrivati senza tessera del tifoso, la gara scorre via facilmente. Gomez, Petagna, Kurtic e Freuler infiammano a sprazzi lo stadio, la rete di Kolarov su punizione spegne per un attimo l’incitamento costante dello stadio e dal settore riservato ai capitolini partono alcuni fumogeni in testa a chi sta in Morosini: la mamma degli idioti è sempre incinta, altro giro e altra conferma. La chiamata dello speaker per i romanisti intima di smetterla con certi atteggiamenti. I tifosi di casa passano oltre a questi episodi e riprendono senza soluzione di continuità ad inneggiare alla Dea. Per tutta la gara, da ogni angolo nerazzurro dello stadio, si alzano incitamenti e battiti di mani per una manovra comunque convincenti che solo per un pizzico di fortuna lascia l’urlo della rete strozzato in gola ai bergamaschi.

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Cornelius, Ilicic, Palomino e Gosens. Dentro una partita come Atalanta–Roma ci sono tanti protagonisti, ne abbiamo scelti quattro perché il loro impatto sulla gara rapportato alla reazione del pubblico merita menzione. Il gigante danese Cornelius ha fatto il suo esordio ufficiale tra gli applausi e gli incitamenti della gente, non è stato particolarmente incisivo negli ultimi metri, ma il suo modo di porsi, di dare tutto e di cercare costantemente la porta piace molto e la fiducia è tanta. L’altro nuovo entrato, Ilicic, ha scaldato subito i tifosi con alcune conclusioni da fuori area, ma con il palo nel finale ha sciupato una grandissima occasione per pareggiare. Rivedendo le immagini in tv, la sfortuna è ancora più evidente ma qui siamo di fronte ad un giocatore di classe e di livello che ha solo bisogno di ambientarsi e giocare: il pubblico lo ha subito capito e avanti con fiducia. Il terzino alto Gosens ha giocato una partita diligente con grande attenzione alle coperture difensive, nel tempo migliorerà ma le prima indicazioni sono ottime.

L’ultimo dei protagonisti che meritano un applauso supplementare è l’argentino Palomino. Arrivato quasi in silenzio dai bulgari del Ludogorets, il numero 6 nerazzurro è risultato il migliore in campo e la chiusura di match con il turbante in testa a causa di una ferita non fa altro che aumentare la sensazione diffusa che il ragazzo sia un super lottatore capace di battagliare con tutti, strappando molto spesso anche risultati importanti.

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De Roon, il giro di campo e una bellissima lezione. Dopo il palo di Ilicic, la mancata deviazione di Hateboer e la stoccata al volo di Ilicic respinta dalla difesa romanista, la gara si è chiusa con tanti applausi per i giocatori nerazzurri e un giro di campo da urlo. Marten de Roon, ragazzo olandese dai modi gentili e con il sorriso stampato sempre in volto, ha riproposto qualcosa che eravamo già abituati a vedere ma che, ogni volta, è un piacere per gli occhi. Il numero 15 nerazzurro ha prima salutato la Morosini, poi la Tribuna Ubi e poi la Pisani. Un giro di campo semplice, fatto dopo una sconfitta e con il solito obiettivo: dire “grazie” a tutti i tifosi per il sostegno durante il match. Nei giorni dei capricci di Spinazzola (attenzione, la linea della società è quella dura del “non si muove”) è bello vedere un ragazzo che con l'umiltà che lo contraddistingue passa a salutare e ringraziare tutti. Anche dopo una sconfitta. Così facendo, i campioni veri, non perdono mai. E la gente li ama proprio per questo.