Merito di grassi e omega-3

Se volete fare l’amore più spesso allora dovete mangiare più pesce

Se volete fare l’amore più spesso allora dovete mangiare più pesce
Pensare positivo 18 Luglio 2018 ore 10:00

Ci vuole anche un po’ di pesce nella dieta settimanale. Almeno se intendete raggiungere due obiettivi: la buona salute, nutrendovi in maniera equilibrata e nel rispetto delle raccomandazioni della Piramide Nutrizionale, e un pizzico di piacere. Ma non al palato, bensì sotto le lenzuola. Secondo uno studio americano dell’Harvard T. H. Chan School of Public Health di Boston pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, infatti, il pesce aumenterebbe la voglia di fare sesso. E anche le probabilità di allargare la famiglia, essendo un potenziatore della fertilità.

 

 

Pesce e buon sesso. La relazione sembrerebbe molto stretta: includere nella dieta alcune qualità di pesce, più volte a settimana, accenderebbe la voglia di notti hot, con la prospettiva anche di vedere arrivare dopo nove mesi la cicogna o comunque la probabilità che il desidero di genitorialità sia esaudito in tempi più rapidi. Insomma, il pesce farebbe bene alla vita di coppia. È questa la “summa” delle conclusioni di uno studio americano piuttosto vasto e certo più che attendibile. Lo studio ha preso in analisi cinquecento coppie, residenti in Michigan e Texas: un campione di popolazione scelto dai ricercatori americani. I partecipanti alla sperimentazione sono stati invitati a precisare in un questionario il consumo di pesce ma anche l’attività sessuale. Un questionario da aggiornare quotidianamente, perché tra gli scopi dello studio c’era pure quello di valutare se il pesce alimenta, oltre al fisico, anche l’Eros. E la risposta è sì: infatti, dopo un anno di monitoraggio, i ricercatori hanno asserito che nei giorni in cui la coppia includeva nella propria dieta anche una porzione di pesce, si alzavano del 39 per cento le probabilità di fare l’amore. Se le porzioni di pesce erano poi almeno due a settimana, il 92 per cento di coppie vedeva anche arrivare la cicogna, rispetto al 79 per cento di chi invece consumava meno pesce. Questo alimento, insomma, nutrirebbe sia la voglia di fare sesso, con una dipendenza funzionale anche alle quantità di pesce consumato settimanalmente, e la fertilità.

 

 

La qualità del pesce. Oltre alla bi-porzione, conterebbe anche la tipologia di pesce: le più raccomandate dai nutrizionisti, anche in funzione di una maggiore protezione dal rischio cardiovascolare e ictus, sono i pesci più grassi, come salmone, sgombro, aringa e tonno, tra i più ricchi di omega-3. Questo se si è maschi; mentre alle donne, soprattutto in gravidanza o che la progettano, è consigliato di non superare le tre porzioni di pesce a settimana, per limitare/evitare l’esposizione al mercurio, un contaminante che può essere presente nei pesci di grosse dimensioni e che può causare difetti e anomalie anche importanti al feto. La probabilità più elevata di concepire mangiando pesce, dunque introiettando più acidi grassi e omega-3, in maniera indipendente dal numero di rapporti sessuali, secondo gli esperti si assocerebbe al miglioramento della qualità dello sperma del maschio e alla maggiore regolarità del ciclo mestruale per la donna. Due fattori che favorirebbero sia la probabilità di ovulazione o di livelli di progesterone più elevati, così come la migliore qualità degli embrioni.

Qualche limite. Allo studio sono state mosse però alcune critiche, come ad esempio il non avere chiarito e fatto una analisi razionale del tipo di pesce che più di altri sarebbe stato consumato dai partecipanti della ricerca, dando una preliminare indicazione di fertilità, così come del possibile rischio di esposizione al mercurio, da non sottovalutare durante il concepimento e la gravidanza.

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