L'artista Jianguo Xiongdi

Aspira per tre mesi l’aria di Pechino E lo smog diventa un mattone

Aspira per tre mesi l’aria di Pechino E lo smog diventa un mattone
04 Dicembre 2015 ore 11:35

Un artista cinese ha sfidato l’inquinamento record di Pechino per realizzare un’opera notevole per le sue implicazioni ambientali e sociali, più che per il suo valore estetico. Wang Renzheng si fa chiamare Jianguo Xiongdi, letteralmente “fratello noce”, anche se Nut Brother, nello slang inglese, significa fratellastro. È nativo della città di Shenzhen, nella provincia meridionale di Guangdong, e alla fine dello scorso luglio ha annunciato di volere girare per le strade della capitale cinese con un aspirapolvere acceso, per quattro ore al giorno e per cento giorni consecutivi. Nonostante le apparenze, Jianguo Xiongdi non è un pazzo. Sapeva bene quello che intendeva fare: «Volevo mostrare questa assurdità [si riferisce all’inquinamento, ndr] a più persone. Le polveri sottili sono l’effetto collaterale dello sviluppo umano, come lo smog. Quando sono andato per la prima volta a Pechino, indossavo una mascherina, ma poi ho smesso. Non c’è riparo, in uno smog come questo». Le polveri sottili presenti nell’aria delle metropoli cinesi uccidono ogni giorno 4400 persone, secondo una ricerca del centro americano Berkeley Earth.

 

[Foto: News.qq.com]
12 foto Sfoglia la gallery

Un mattone fatto di polveri sottili. L’artista trentaquattrenne ha aspirato l’aria della città per circa tre mesi, camminando da Piazza Tienanmen fino al Nido d’Uccello, lo stadio, e fino al quartier generale del ministero per la protezione dell’ambiente. Jianguo Xiongdi ha registrato sul suo account di Sina Webo ogni giorno del Progetto Polvere, precisando le condizioni climatiche, l’area percorsa e aggiungendo una foto. Quando si aggirava per le strade con il suo aspirapolvere, e talvolta con una mascherina a protezione di naso e bocca, Jianguo Xiongdi veniva talvolta scambiato per un operatore stradale, oppure per uno specialista del monitoraggio atmosferico. Una volta, un vero spazzino gli ha persino chiesto in prestito l’aspirapolvere.

Un mattone nello stomaco. Il 30 novembre, l’ultimo giorno del suo progetto, ha mescolato le polveri raccolte insieme all’argilla, ha portato il materiale in una fabbrica e ha ottenuto un mattone, che sarà completato entro pochi giorni, dopo che sarà stato seccato: «Quasi tutti a Pechino hanno un mattone nei loro stomaci. Le persone più anziane forse ne hanno cinque», afferma l’artista. Il suo lavoro è stato come la fatica di Sisifo, spiega, non ha avuto alcuno scopo pratico. Spera, tuttavia, che persone pensino di più alla protezione dell’ambiente e che comprendano meglio l’importanza vitale della relazione tra uomo e natura – tema più attuale che mai, in questi giorni.

 

14430266_1200x1000_0

 

Come una goccia nell’oceano. Il suo lavoro, ora, sta attirando molta attenzione in Cina, ma c’è qualcuno che si chiede se il mattone sia fatto veramente di smog. L’artista assicura che, alla fine del suo percorso all’interno dello smog cittadino, ha ottenuto un miscuglio di polvere e smog di circa 100 grammi. Ora Jianguo Xiongdi sta cercando un cantiere edile a cui dare il suo mattone, per renderlo parte di un edificio di Pechino. Vorrebbe che scomparisse all’interno della giungla urbana, esattamente come una goccia d’acqua scomparirebbe nell’oceano.

Food delivery
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia