In Italia col fratello da 8 anni

Chi era il ventenne morto in moto Brasiliano, adottato, viveva al Baio

Chi era il ventenne morto in moto Brasiliano, adottato, viveva al Baio
Personaggi 27 Ottobre 2017 ore 07:30

Lucas Tonoli, 20 anni, è arrivato a Gorle, quartiere Baio, con il fratello Fabio (ora in terza media), 8 anni fa. Da Campinas, Brasile. Era novembre del 2009. Mamma Raffaella e il marito Maurizio Tonoli abitano in via Zavaritt 147 e li hanno adottati: l’arrivo dei due ragazzi era stato festeggiato dall’intera comunità parrocchiale. L’anno dopo il periodico parrocchiale Vita gorlese,  come ricorda oggi L’Eco di Bergamo, raccontava la loro storia, con la prima richiesta d’adozione che risaliva al 2005. Soltanto quattro anni dopo, nel giugno 2009, la proposta d’adozione dei due fratellini, l’allora dodicenne Lucas e il fratellino Fabio, di soli 6 anni, e le prime due settimane passate tutti e quattro insieme a Porto Seguro, perché i bambini non avevano mai visto il mare. Una storia d’amore che ieri, per Lucas, si è tragicamente interrotta ieri alle 12.30 sull’asse interurbano, a Bonate Sopra, per un incidente in moto.

 

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Cosa è accaduto. In sella al suo Derbi 125, una moto da cross, Lucas si è schiantato all’inizio della galleria in direzione Lecco. Secondo la ricostruzione della polizia stradale, il ventenne avrebbe fatto tutto da solo. Il primo testimone sentito, arrivato appena dopo lo schianto, dice di avere visto soltanto il giovane a terra e la sua moto poco più avanti. L’impatto è avvenuto all’imbocco del tunnel contro il muro sul lato sinistro ed è stato molto violento: sull’asfalto non è stato rilevato alcun segno di frenata. Le scarpe bianche del ventenne sono state ritrovate a pochi metri dal corpo, mentre il suo casco grigio è volato via per trenta metri nell’erba della scarpata della strada sul lato opposto della carreggiata. Rapido l’intervento del 118 con automedica e ambulanza della Croce rossa di Seriate, ma non c’è stato nulla da fare: Lucas era già morto. Intervenuta anche una pattuglia della polizia stradale di Bergamo per i rilievi, oltre alla polizia locale di Bonate Sopra che ha gestito la viabilità. Molti i disagi per la viabilità: la galleria è stata chiusa e per due ore il traffico è rimasto completamente bloccato.

Il riconoscimento del parroco. La polizia locale di Bonate ha chiamato don Francesco Tasca, parroco del paese, nel primo pomeriggio. «Mi hanno chiesto – scrive il Corriere della Sera Bergamo - se potevo andare al cimitero per dare la benedizione a un ragazzo appena morto in un incidente in moto». L’agente non gli ha fatto nomi. Non ha specificato luoghi. «Quando sono entrato nella camera mortuaria, mi sono trovato davanti Lucas». Al sacerdote, in precedenza parroco proprio a Gorle, era rimasto impresso da bambino. La sua storia di orfano adottato l’aveva commosso. Ricorda come fosse un ragazzino pacato con un forte senso di protezione per il fratello, più vivace. Lo ha riconosciuto «da quei bellissimi capelli che hanno i brasiliani». I genitori, in seguito, non hanno comprensibilmente avuto la forza di effettuare il riconoscimento, lasciato a uno zio.

 

 

Correva i 200 e 400 metri.  Lucas faceva la quinta all’istituto Mamoli di Bergamo. Correva per la Bergamo Stars Atletica. «Era un ragazzo d’oro, sempre con quel sorriso – ha commentato il presidente Dante Acerbis -. Le sue specialità erano i 200 e i 400 metri. Era anche migliorato, nei 400 era sceso sotto i 50 secondi». «Era un ragazzo splendido, molto buono», ha detto mamma Raffaella a L’Eco. Ieri mattina Lucas doveva consegnare un documento al suo istituto. Sul suo profilo Facebook ci sono le immagini dei suoi idoli: Bolt, Michael Jackson, i Red Hot Chili Peppers.