Un genio dell'ironia

80 anni di Woody in 20 aforismi

80 anni di Woody in 20 aforismi
01 Dicembre 2015 ore 12:26

«Che cosa non mi piace della morte? Forse l’ora». E infatti, quell’ora, per fortuna per lui, ma anche per noi, non è ancora un problema. Oggi compie 80 anni. È nato nel 1935 a New York e, quest’anno, ha realizzato la sua quarantaseiesima produzione cinematografica, Irrational Man. Anche se, Woody Allen lo dice chiaro: «Ogni volta che un mio film ha successo, mi chiedo: come faccio a fregarli ancora?». Lui è regista, autore, sceneggiatore, attore, scrittore, ma, soprattutto, è uno dei più celebri umoristi dell’epoca moderna. Non ha ancora scritto un libro di aforismi, ma, semmai decidesse di farlo, non gli mancherebbe certo il materiale. Le donne, la religione, il sesso, la morte, la psicoanalisi, il matrimonio, l’ipocondria. Allen si prende bonariamente gioco della vita e sa bene come esorcizzare la fine.

 

 

La morte. La sua quarantaseiesima pellicola è stata «una bella distrazione per non pensare alla morte». Spiega: «Non è che ho paura di morire. È che non vorrei essere lì quando questo succede». Ma se proprio dovesse succedere allora è meglio, portare sempre con me la biancheria di ricambio, anche se, non credo in una vita ultraterrena». E nonostante il successo mondiale conquistato giura di non voler «raggiungere l’immortalità attraverso le mie opere; voglio raggiungerla vivendo per sempre. Non mi interessa vivere nel cuore degli americani; preferisco vivere nel mio appartamento». Per adesso la morte non è ancora un problema di cui occuparsi, visto che, Woody lo confessa, «ho visto la morte in faccia, e non è stato bello. Ma lei ha visto me, ed è fuggita via a gambe levate».

 

 

Il sesso. Ma, mentre non aspetta la morte, Allen si è divertito così. «Il sesso è stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere», dice. E, nonostante la timidezza dichiarata, è sicuro delle sue capacità. «Se io faccio così bene all’amore, è perché mi sono esercitato a lungo da solo». È un eterosessuale convinto ma consapevole del fatto che «bisogna riconoscerlo, essere bisessuali raddoppia immediatamente le tue chance al sabato sera». In ogni caso, per lui «l’amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande». E se «il sesso senza amore è un’esperienza vuota», Woody la consiglia comunque perché «tra le esperienze vuote è una delle migliori». Però di una cosa è convinto: «Sono contrario ai rapporti prima del matrimonio, fanno arrivare tardi alla cerimonia».

 

 

Dio. Non è un tipo religioso lui, però. Dice: «Sono agnostico, ma credo un po’ anche nell’ateismo». Senza dimenticare di ringraziare Dio: «Grazie a Dio, sono ateo». Con lui, con Dio, tiene sempre un rapporto di rispetto perché se «per te io sono un ateo, per Dio io sono la leale opposizione». Infatti lui contro Dio non ha proprio niente: «Non ho niente contro di lui, è il suo fan club che mi spaventa».

 

 

La psicanalisi. Con una vita piena come la sua servirebbe qualcuno che lo aiuti a mettere ordine, ma sulla questione Allen è sempre stato categorico. «La psicanalisi è un mito tenuto in vita dall’industria dei divani», ha detto. Però anche lui ha passato momenti difficili così «Ero molto depresso, in quel periodo. Intendevo uccidermi ma, come ho già detto, ero in analisi, e i freudiani sono molto severi al riguardo, ti fanno pagare le sedute che perdi». Poi non si è ucciso soprattutto perché «quando ho detto al mio psicanalista che cominciavo ad avere tendenze suicide, mi ha replicato che da quel momento dovevo pagarlo in anticipo». Ad un certo punto ha capito che la psicoanalisi conveniva farla al contrario: «I miei film sono una forma di psicoanalisi, salvo che vengo pagato io, e questo cambia tutto».

In ogni caso, anche se «la vita è sostanzialmente tragica, qualche volta riesce ad essere meravigliosa».

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