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Addio a Noè, intellettuale contadino che sfidò Mike a Lascia o raddoppia

Addio a Noè, intellettuale contadino che sfidò Mike a Lascia o raddoppia
Personaggi 16 Agosto 2018 ore 11:50

«La seconda metà del Decameron, che non sono mai riuscito a finire. Poi il Paradiso della Commedia di Dante e il Paradiso perduto, di Milton. E magari Omero, perchè no?». Rispondeva così Noè Galimberti se gli si chiedeva quali fossero i libri che si sarebbe voluto «portare nella tomba». Ma probabilmente avrebbe voluto portarsi anche tutto il resto della sua bellissima biblioteca, al pian terreno della corte di via Verdi, a Brignano di proprietà della famiglia da almeno tre generazioni.

 

 

Aveva 96 anni. Classe 1922, Noè Galimberti è mancato a 96 anni il 7 agosto.  La camera ardente non poteva che essere lì, nel suo studio. Ha chiesto che ci fosse della musica lirica,  e anche quella non poteva mancare. Così da uno stereo ai piedi della bara si diffondono le note dell’Opera. Così come l’epigrafe sulle carte funebri: una citazione di monsignor Cesare Donini, il parroco-intellettuale di Brignano morto nel 1947, che oggi dà il nome alla piazza centrale del paese. Sono quattro versi di una poesia che parla di musica, la vera grande Musa di Noè fin dagli anni della gioventù. Poco più che trentenne, addirittura, finì in televisione, come concorrente di «Lascia o Raddoppia» di Mike Bongiorno (un’avventura sfortunata: fu tradito dall’emozione). Era del resto questo, soprattutto, Noè: un intellettuale  contadino. Che ha attraversato, e raccontato, il Novecento brignanese.

Vita piena. Nato da una famiglia di agricoltori,  da ragazzo aveva fatto il norcino. Poi, dopo la guerra – da sempre ripudiata e «schivata» la prima linea – sudando sui suoi libri  si lanciò nella politica locale. Fu militante nella Democrazia Cristiana, e diventò anche  presidente della casa di riposo Aresi, dal 1964 al 1975. Poi la pensione: il volontariato, la divulgazione, i pomeriggi al circolino dell’Auser a chiacchierare di Brignano, di musica e di Proust. La scuola, come per tantissimi suoi coetanei, era finita in quinta elementare. Ma in lui non si era mai spenta una curiosità intellettuale e una voracità culturale incredibile e tutta novecentesca. Dai classici greci all’eros di Ovidio, dai Veda a Pirandello. Centinaia i libri recensiti, le rappresentazioni d’opera cui ha assistito. Lascia la moglie Pasqua Zani e i figli Sem, Gabriele, Zaira e Giuditta.

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