Affondate il professor Schettino

06 Agosto 2014 ore 21:41

Leggete qui. Leggete. Trattenete i conati di vomito e credete ai vostri occhi. Dal Corriere della Sera: “Il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, parla agli studenti della Sapienza. Non una Lectio magistralis, ma un intervento di meno di un quarto d’ora per spiegare, dal suo punto di vista, cosa è accaduto nella notte del naufragio e sulla gestione di quei momenti di panico. È accaduto un mese fa, il 5 luglio, durante il seminario «Dalla scena del crimine al profiling» organizzato dal Centro sperimentale cineteatrale di criminologia nell’ambito del Master in Scienze criminologiche e psicopatologico-forensi della facoltà di Medicina dell’università romana. Anche se breve e non «da docente», l’intervento di Schettino alla Sapienza ha provocato immediate polemiche. A iniziare dal rettore dell’università, Luigi Frati: «La partecipazione di Schettino è una iniziativa autonoma e indegna presa da un docente. La libertà accademica non può essere irresponsabilità, prendiamo le distanze da quello che è avvenuto» scrive su Twitter. Anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ammette che «la partecipazione di Schettino è un fatto sconcertante» La giornata finale del seminario – che si è tenuto al Circolo Aeronautica, a due passi dalla sede dell’università – era dedicata alla tragedia del Giglio. Prima con una sessione dedicata al giornalismo investigativo e poi con la ricostruzione in 3D del naufragio curata dall’ingegnere Ivan Paduano, docente a contratto della Sapienza. Schettino, accompagnato dai suoi legali, ha parlato subito dopo il video e ha offerto agli studenti la sua versione di quanto sarebbe avvenuto nella notte del 13 gennaio del 2012 in cui persero la vita 32 persone. Un breve intervento, durato in tutto meno di un quarto d’ora.

Schettino avrebbe parlato anche della «gestione del controllo del panico» in situazione di crisi”.

Assodato che, toccato il fondo (absit iniuria verbis), in questo meraviglioso Paese c’è sempre qualcuno che comincia a scavare, alcune semplici domande s’impongono agli illustrissimi curatori del master, al magnifico rettore della Sapienza, agli studenti presenti e silenti al master, ma prima di tutto al comandante Schettino (lunga vita al comandante De Falco, quello che la notte del disastro, al telefono gli urlò: «Torni a bordo, cazzo!»).

1) Schettino, ma con che faccia, con che coraggio, con che dignità si è permesso di tenere una lezione antipanico, lei che è un imputato sotto processo  per reati gravissimi collegati alla catastrofe del 13 gennaio 2012?

2) Schettino, ma se l’immagina la reazione dei familiari delle 32 vittime della Concordia, quando hanno letto la notizia del suo exploit universitario?

3) Schettino, ma non le viene mai voglia di chiedere asilo politico alle Galapagos?

4) Schettino, ma che razza di gestione del panico può insegnare uno come lei?

5) Schettino, ma quando va a nascondersi?

6) Magnifico Rettore della Sapienza, ma dove caspita vive? Su Marte? Pensa di lavarsi la coscienza con un tweet? Rettore, regge così le sorti della sua università?

7) Curatori del master, avevate una sola ragione che giustificasse l’invito a Schettino. Come “non” gestire il controllo del panico in una situazione di crisi. Un caso esemplare: il caso Schettino”. Abete sbagliato tutto.

8) Studenti presenti e silenti al master: dovevate fare una cosa sola, quando è arrivato Schettino. Alzarvi e andarvene. Ma quanto ci voleva?

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