Anch’io ho firmato per Cecil (perchè c’è un limite a tutto)

31 Luglio 2015 ore 17:33

Caro Direttore,

il sito si chiama the petitionsite.com. La mia firma è la n. 905.162. L’obiettivo della petizione è: giustizia per Cecil. Raramente in vita mia ho aderito a iniziative del genere, in qualsivoglia forma e dimensione, ma, dopo quanto è successo a Cecil, mi è venuto spontaneo apporre l’autografo telematico perché c’è un limite a tutto. E questa è stata un’autentica barbarie.

La moltitudine che ha sottoscritto è talmente sconfinata che, oggi, il portavoce della Casa Bianca ha affermato come anche Obama sia stato colpito dall’emozione suscitata in tutto il mondo dalla storia di Cecil. Era il leone simbolo dello Zimbabwe che viveva nel Parco Nazionale di Hwange ed è stato ucciso il 1° luglio scorso da Walter James Palmer, dentista del Minnesota, Stati Uniti.

Cecil aveva 13 anni. È stato inseguito per 40 ore dal cavadenti, coadiuvato da due gentiluomini locali, remunerati con 50 mila euro e ora a rischio galera per 15 anni. È auspicabile li appioppino loro tutti e buttino via la chiave.

Prima Cecil è stato colpito con una freccia, poi è stato decapitato e scuoiato. Palmer è sparito dalla circolazione dopo avere precipitosamente chiuso lo studio dentistico, circondato da centinaia di peluche, ma, soprattutto, da centinaia di manifestanti che non volevano chiedergli come combattere la carie.

Johnny Rodrigues, responsabile della Zimbabwe Conservation Task Force ha dichiarato: «Cecil era uno degli animali più belli della riserva naturale e non aveva mai infastidito nessuno». Il cavadenti americano si è dichiarato «rammaricato» (rammaricato: capito, caro Direttore?) poiché «non sapeva che quel leone fosse così importante» ed era sicuro che la sua caccia fosse «legale».

Peccato, come ha dichiarato Theo Bronkhorst, il cacciatore nonché guida di Palmer, che dopo avere ucciso Cecil, il cavadenti volesse far fuori anche un elefante con una zanna «di almeno 28 chili, ma non ci sia riuscito, non avendone trovato uno grande abbastanza». Ma a uno così, le cui foto con gli animali che ha ucciso occhieggiano sul web, che cosa puoi fare? Un’idea il ministro dell’ambiente dello Zimbabwe ce l’ha: ha chiesto l’estradizione di Palmer per mandarlo sotto processo. Sulla porta di casa del cavadenti hanno scritto: marcisci all’inferno. Sono stati sin troppo teneri. L’inferno è troppo piccolo per uno così.

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