Aveva 76 anni

Ben King, non solo “Stand by me” Altri cinque successi sconosciuti

Ben King, non solo “Stand by me” Altri cinque successi sconosciuti
02 Maggio 2015 ore 11:43

Ci sono canzoni che non hanno età, che come in una montagna russa escono dalle nostre teste per tornarci nei momenti meno attesi, magari sotto la doccia o mentre siamo in coda al semaforo. Ci sono voci che non hanno età, in grado di rendere uniche e intramontabili canzoni dal ritmo semplice e trascinante. È questo il caso di Stand by me e di Ben E. King, cantante soul che ha dato corpo e anima a note diventate oramai un pezzo di storia musicale. All’età di 76 anni, a Teaneck, King è morto, lasciando in eredità al mondo una canzone profonda poetica e a tutti nota.

 

 

L’annuncio della morte l’ha dato venerdì 1 maggio il suo storico agente, Phil Brown, sulle pagine del Telegraph. Non è certo esagerato dire che in pochi conoscevano questo artista, che iniziò la sua carriera alla fine degli Anni ’50. Lo dimostra il fatto che tutti i media ne hanno dato notizia abbinando il nome di King alla sua canzone più famosa, quella Stand by me che è stata cantata e suonata in ogni modo e in ogni luogo. Se ne ricordano versioni anche di John Lennon, Spyder Turner e addirittura di Muhammad Ali. Come ha riportato la Bbc, Stand by me, nel 1999, è stata eletta dalla BMI (Broadcast Music Inc.) la quarta canzone più suonata del XX secolo. È entrata nell’ambita classifica delle 500 canzoni più belle di tutti i tempi stilata dalla nota rivista musicale Rolling Stone ed è entrata a far parte della Library of Congress’ National Recording Registry. Ma King non è mai stato stanco di quel suo figlio in note, anzi, ne andava orgoglioso, consapevole di come la sua voce calda, ricca e matura fosse un elemento fondamentale di quel successo. «Questo è uno dei momenti più belli della mia vita – disse il giorno in cui Stand by me entrò a far parte della Library of Congress’ National Recording Registry –. Pensando a quando i figli dei figli dei miei figli ascolteranno a questa canzone e diranno: “Wow, nonno Ben ha cantava queste cose!”, sono orgoglioso».

Normale, quindi, che Ben E. King, per il mondo, sia soprattutto Stand by me. Ma limitare la sua vita e i suoi successi a una canzone sarebbe irrispettoso. Nato nel 1938, nel North Carolina, col nome di Benjamin Earl Nelson, quando aveva 9 anni si trasferisce ad Harlem, dove inizia a respirare suoni, colori e sensazioni che non lo abbandoneranno mai. La sua carriera musicale inizia nel 1958, quando entra a far parte dei The Five Crowns. Questo gruppo suonava musica doo-wop, genere derivato dal rhythm and blues e dal rock and roll, affermatosi negli Stati Uniti verso la seconda metà degli Anni ‘50. La particolarità del doo-wop stava nel fatto che il principale strumento musicale era la voce: le armonie vocali e i cori andavano a sopperire quasi totalmente all’assenza degli strumenti. Quello stesso anno, il manager di un gruppo in rampa di lancio, i The Drifters, rimase completamente estasiato dai Five Crowns, tanto da decidere di licenziare tutti i membri della “sua” band per sostituirli con loro. Nacque allora una dei gruppi musicale più importanti per la storia in note d’America. I successi non tardarono ad arrivare, ma Ben era l’indiscusso talento. E lui lo sapeva, tanto che nel 1960 decise di lanciarsi come solista, prendendo il nome d’arte di Ben E. King. Il suo primo successo discografico fu Spanish Harlem, una ballata soul influenzata e resa potente proprio dai colori vocali del cantante. Il suo secondo singolo, invece, fu proprio Stand by me, canzone scritta da King insieme ai colleghi/amici Jerry Leiber e Mike Stoller.

 

 

Per omaggiare un artista diventato storia per una canzone, ma in grado di attraversare oltre mezzo secolo di storia musicale, vogliamo proporvi alcune sue perle dimenticate. Perché se Stand by me è un capolavoro indiscusso, che risuonerà nelle nostre menti per sempre, Ben E. King era anche molto altro, molto di più.

 

The Drifters – There goes my baby (1959)

 

The Drifters – Save the last dance for me (1960)

 

Ben E. King – Spanish Harlem (1961)

 

Ben E. King – Til I can’t take anymore (1969)

 

Ben E. King – Supernatural Thing (1975)

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