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È scomparso a 86 anni

Peppino Fumagalli, il signor Candy L’Italia del boom gli disse grazie

Peppino Fumagalli, il signor Candy L’Italia del boom gli disse grazie
Personaggi 10 Marzo 2015 ore 14:49

«Una volta era indiscusso il concetto per cui è un imprenditore valido chi riesce a creare valore in tutto ciò che fa: le nuove generazioni, invece, pensano che è già tanto nella vita sapere fare bene una cosa e, quindi, l’impegno dell’imprenditore è quello di dedicarsi a una sola azienda, a una sola tipologia di prodotti». E Peppino Fumagalli, morto ieri all’età di 86 anni, si è dedicato totalmente, ed in maniera egregia, allo sviluppo della prima azienda italiana produttrice di lavatrici: la Candy Group.

La storia di Candy. Siamo nel 1945 quando Enzo Fumagalli riesce a rientrare a Monza dal padre Eden, dopo essere stato negli Stati Uniti assieme ad altri prigionieri di guerra, trasportati nel continente americano al termine del conflitto. Dell’esperienza statunitense Enzo ricorda soprattutto la splendida musica ed un elettrodomestico da cui è rimasto conquistato: la lavabiancheria. In poco tempo riesce a convincere il padre a specializzarsi nella produzione dell’elettrodomestico, sfruttando l’impresa OMEF (Officine Meccaniche Eden Fumagalli), gestite dal capofamiglia insieme al figlio Niso, che a Monza produceva macchine utensili di precisione. Il fratello più giovane Peppino viene incaricato di curare la parte amministrativa e commerciale del prodotto che, presentato per la prima volta alla fiera di Milano del 1946 con il nome di Modello 50, ottiene immediatamente un grande successo. L’utilità del prodotto è fin da subito evidente proprio perché è «disegnato per i bisogni di tutta la famiglia», e come nome viene scelto Candy, in onore di una ritornello americano in voga in quegli anni («Candy, oh Candy»).

La prima semiautomatica. Nel 1954 l’azienda  brevetta il primo modello di lavatrice semiautomatica a cui seguirà nel 1959 quella automatica, lanciata con lo slogan “Grazie Candy”, entrambe hanno uno scopo dichiarato: diventare un’amica di casa per la donna, una di cui ci si può fidare (come recita il sito dell’azienda: «All’inizio è una donna liberata dalla fatica del bucato, una donna che è l’icona delle aspirazioni di chi chiede più tempo per sé stessa e la famiglia, quando si affacciano i primi segni del benessere»). La domanda di acquisto del nuovo prodotto è enorme e l’azienda, dopo aver inaugurato la prima filiale Candy nel 1955 in Francia, apre uno stabilimento di costruzione a Brugherio nel 1961, inaugurato dall’allora arcivescovo di Milano Giovan Battista Montini.

 

 

Non solo elettrodomestici. Negli anni seguenti l’azienda del monzese, guidata da Peppino e Niso, viste le morti nel 1967 di Enzo e nel 1970 del padre Eden, continua lo sviluppo di ulteriori modelli, acquistando aziende concorrenti nel settore (come Kelvinator, leader nella produzione di frigoriferi, nel 1971) e proponendosi come importante marchio sia nel mondo sportivo, sosterrà le vetture di F1 Tyrrell nel 1978 e Toleman nel 1989, che in quello culturale, sponsorizzando opere e balletti al Teatro alla Scala di Milano nel 1981.

Il titolo ricevuto dalla Regina Elisabetta. Verso la fine degli anni Settanta la conduzione famigliare dell’azienda viene ribadita ulteriormente dall’ingresso nei quadri amministrativi di Candy della terza generazione di Fumagalli, ovvero i figli di Niso, mancato nel 1990, e di Peppino. Il mercato dell’azienda di elettrodomestici è ancora oggi molto importante e, nel 1995 in occasione dei 50 anni, Candy ha acquistato la filiale inglese del gruppo americano Hoover, storica marca di elettrodomestici. In occasione della fusione, che ha portato al cambio di nome in Candy Hoover Group S.r.l., a Peppino Fumagalli è stata conferito il titolo di Honorary Commander of British Empire da parte della regina Elisabetta.

Candy oggi. «Candy significa prodotti che rispondono alle esigenze dei consumatori in modo pratico e intelligente». Ad oggi Candy Hoover Group è la sesta azienda europea per produzione di elettrodomestici: conta sette stabilimenti (Italia, Cina, Francia, Repubblica Ceca, Russia, Spagna e Turchia) e 40 sedi consociate nel mondo, oltre a controllare 11 marchi nazionali ed internazionali. Annualmente vengono prodotti circa 6 milioni di pezzi dai circa 5.300 dipendenti dell’azienda, l’81% dei quali presenti all’estero, per un fatturato di 860 milioni di euro (secondo dati del 2013). Dal 1994 la gestione del gruppo Candy era passata a Beppe e Aldo, figli di Peppino Fumagalli, affiancati nel consiglio di amministrazione dai cugini Silvano e Maurizio, perché, come amava ricordare l’ultimo dei figli di Eden, l’azienda è prima di tutto una famiglia e «solo quando anche io ho lasciato ai miei figli ho capito quale atto di generosità avesse compiuto mio padre nei nostri confronti».