24 tifosi nostri contro 30mila loro

Il botto più forte di tutta Napoli lo ha fatto (di nuovo) l’Atalanta

Il botto più forte di tutta Napoli lo ha fatto (di nuovo) l’Atalanta
03 Gennaio 2018 ore 09:00

Signore e signori, è tutto vero. Sembrava finito il tempo dei sogni, pareva impossibile passare il turno in Coppa Italia e invece il 2018 si apre come era finito il 2017 e cioè con la Dea che autorizza tutti i sogni di gloria della sua gente. In casa del Napoli, sul terreno del San Paolo, la Dea vince per 2-1 grazie alle reti di Castagne e Gomez e vola in semifinale. Il gol di Mertens nel finale non macchia in alcun modo una prestazione da applausi dei nerazzurri che vincono con pieno merito e continuano a collezionare vittorie di prestigio nel regno di Gasperini a Bergamo.

 

 

Turnover moderato per il tecnico Gasperini sul campo del Napoli di Sarri. Palomino in difesa, i due esterni e Cornelius sono le uniche vere varianti dei nerazzurri rispetto alla formazione tipo, in panchina finiscono Masiello, Spinazzola, Hateboer e Petagna con Ilicic che perde il posto a favore di Cristante, in una rotazione che si è già vista in tante altre occasioni. Nel Napoli di Sarri, Koulibaly e Hamsik sono le uniche conferme tra i big, con Callejon che si sposta nel ruolo di centravanti, Ounas e Zielinski sugli esterni e Insigne in panchina con Mertens pronti a dare eventualmente una mano. Circa ventimila spettatori sugli spalti, saliti a trentamila durante la partita e 24 i temerari presenti nel settore ospiti arrivati da Bergamo e non solo.

Le riserve del Napoli partono piano: per vedere la prima occasione da rete è necessario un errore di de Roon che perde palla a metà campo (7’), l’assist in verticale per Callejon è preciso, ma sul sinistro diagonale del numero 7 azzurro è bravo Berisha a mettere in angolo. Dopo un salvataggio di Caldara su Rog (10’), l’Atalanta si fa vedere in avanti con de Roon al tiro di destro (11’), ma al 13’ arriva un errore grave da parte del secondo assistente Del Giovane: Cornelius in piena area viene fermato per fuorigioco mentre mette al centro un pallone insidiosissimo, il guardalinee ferma tutto, ma il replay mostra che la posizione era nettamente regolare.

 

 

Al 23’ il capitano del Napoli Hamsik pesca in verticale Ounas, la rovesciata del talentino numero 37 è buona per i fotografi e nulla più, mentre al 30’ l’Atalanta rischia davvero grosso: cross sul secondo palo ancora di Ounas, Castagne lascia inspiegabilmente correre e Zielinski alle sue spalle riesce solo a toccare debolmente a un metro da Berisha favorendo l’intervento dell’estremo degli orobici. Tra il 3’ e il 33’ la Dea ci prova due volte con Gomez (Sepe in angolo) e Cornelius (zuccata alta), al 39’ una bella combinazione Freuler–Gosens mette dentro la palla per il Papu, ma il terreno bagnato non aiuta e l’occasione sfuma sul fondo.

Al riposo le squadre vanno negli spogliatoi con uno 0-0 sostanzialmente giusto per quanto si è visto in campo, l’unica nota stonata sono i cinque ammoniti nel giro di mezzora di una partita molto corretta e senza particolari interventi da segnalare, evidentemente il fischietto di Trieste vuole evitare che il gioco si incattivisse. Alcuni interventi, però, quando giochi con grande pressing, sono assolutamente normali.

 

 

Ad inizio ripresa, tutti si aspettano Mertens e Insigne oppure il Napoli che accelera e segna, e invece l’Atalanta mette la freccia, saluta e se ne va. Al 50’ ottima iniziativa di Gomez sulla sinistra, il cross per Cornelius è preciso e quando la palla viene rimpallata a due passi da Sepe il più lesto di tutti è Castagne che da posizione angolata insacca sotto la traversa. La Dea è in pieno controllo del match, al 66’ Toloi viene fermato per un fallo di mano inesistente con Cristante lanciato solo davanti a Sepe, ma il canovaccio della partita è ormai chiaro.

Il Napoli prova in tutti i modi a passare dove non c’è spazio nemmeno per uno spillo, le ripartenze in alcune circostanze vengono fermate per un niente, ma all’81’ ecco l’episodio decisivo: Gosens (ottima la sua partita) lancia Gomez in profondità, Chiriches incespica sul pallone e il numero 10 penetra in area alzando di sinistro un pallone preciso che si insacca sotto la traversa e scrive il 2-0 sul tabellino. Con una manciata di minuti da giocare la squadra orobica è ormai con le mani sulla qualificazione, una paperissima di Berisha all’84’ regala a Mertens il gol del 2-1, ma nei 3 minuti di recupero i nerazzurri guadagnano due angoli e tengono costantemente il Napoli nella sua metà campo.

 

Al fischio finale è festa grande per gli orobici, dopo 22 anni la Dea torna a giocare una (doppia) semifinale di Coppa Italia e a questo punto le strategie e gli obiettivi della stagione rischiano seriamente di cambiare: in questo momento, i nerazzurri sono in piena corsa per un obiettivo che sembrava complicatissimo e che invece può diventare concreto, il 31 gennaio e il 28 febbraio si giocherà una doppia sfida infuocata contro Juventus o Torino e la sensazione che il meglio debba ancora venire è davvero molto forte.

All’una di notte i tifosi nerazzurri si sono dati appuntamento all’aeroporto di Orio per accogliere la squadra, protagonista di un’altra serata storica.

 

 

Napoli – Atalanta 1-2
Reti: 50’ Castagne (A), 81’ Gomez (A), 84’ Mertens (N)

Napoli (4-3-3): Sepe; Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Mario Rui; Rog, Diawara, Hamsik (56’ Insigne); Ounas (72’ Allan), Callejon (56’ Mertens), Zielinski. All. Sarri

Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Caldara, Palomino; Castagne, de Roon, Freuler, Gosens; Cristante (75’ Ilicic); Cornelius, Gomez (89’ Haas). All. Gasperini

Arbitro: Giacomelli di Trieste (Dobosz e Del Giovane; Abbattista; Damato e Posado)

Ammoniti: 19’ Freuler (A), 21’ Koulibaly (N), 27’ Rog (N), 41’ Caldara (A), 44’ Toloi (A)

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