Bergamo musica

C’è ancora un baluardo del rock che resiste in quel di Seriate

C’è ancora un baluardo del rock che resiste in quel di Seriate
09 Novembre 2017 ore 06:30

Ricordate l’emozione del primo album musicale comprato? Eravate piccoli, avevate risparmiato sulle mancette e siete sicuramente entrati in uno di quei magici negozi, colmi di cd, musicassette, vinili, poster di svariati artisti e copertine degli album appese ovunque alle pareti. Con un timore quasi reverenziale, porgevate il vostro acquisto al negoziante, un guru di musica, che iniziava irrimediabilmente a decantare vita e miracoli del vostro cantante preferito.

L’inizio. Adesso questi posti sono rarissimi, eppure a Seriate resta ancora un superstite, un baluardo della musica, quella vera: in via Nazionale 34 resiste Bergamo musica, il più grande negozio musicale della bergamasca e uno dei pochissimi sopravvissuti alla crisi della discografia, in un’era in cui iTunes, gli mp3, lo streaming, le app e la pirateria hanno trasformato la musica in una questione di megaby te. «Bergamo musica» compie vent’anni in questo 2017: furono Sergio Aristolao, già titolare dello storico Dischi Celadina (nato nel 1971), e Flavio Facchinetti, grande appassionato di musica e fondatore e chitarrista dei Tool Silence, a inaugurarlo il 22 dicembre 1997. Il primo negozio sorgeva però in via Borgo palazzo 219/C: «Lì nasceva il sogno, e in quel 219/C resta ancora il mio cuore: il trasferimento a Seriate è stata una specie di continuazione. Abbiamo deciso infatti di trasferirci perché gli spazi iniziavano a diventare davvero troppo stretti» ricorda Flavio.

 

 

Il trasferimento. L’ipotesi di trasferirsi c’era da tempo, ma dove? «Un giorno stavo passando in bicicletta per Seriate e, si sa, pedalando è possibile ammirare meglio il panorama. E ho notato questo locale: un tempo era una parte di un ben più ampio supermercato. Il lato sulla destra era già stato occupato da un rivenditore di serramenti, mentre sulla sinistra era libero: era davvero il luogo perfetto, poiché, anche se da ristrutturare, era ampio, dotato di parcheggio, vicino al centro, poco distante dalla precedente ubicazione» spiega Flavio.

Innamorati della musica. Prima ancora di essere un venditore di dischi, Flavio è un musicista da sempre: il progetto dei Tool Silence nasceva nel 1985 e, dopo l’entrata nel gruppo della voce femminile, il 1996 è l’anno in cui iniziano a farsi conoscere. Il loro sound è un mix tra il progressive e il gothic metal, non senza certe sfumature epiche e celtiche. «La mia passione è sempre stata la musica – racconta – e anche a casa ho talmente tanti cd e vinili da non saper più dove metterli. Nel 1996 lasciai il lavoro per dedicarmi alla pubblicizzazione del mio gruppo musicale, dopo numerose recensioni positive sulle riviste specializzate. Da grande pensavo che… avrei fatto il chitarrista!».

 

 

Ed è proprio per caso, grazie al suo gruppo, che inizia la sua nuova avventura: «Un giorno, mentre portavo i miei demo, un negoziante mi disse: “Se ritiri il mio negozio, col tempo resterai l’unico a Bergamo”. Ci pensai, ma la cifra richiesta era troppo alta. Questo tarlo mi restò dentro: perché non comprarne uno tutto mio? Fu il papà di Sergio, che già conoscevo, a darmi fiducia. Lavorava nella casa discografica Vedette, che firmò il primo album dei Pooh e dei Doors. Un altra persona che mi ha davvero dato un grande aiuto fu mio padre, che mi supportò anche economicamente, perché ai tempi avevo 26 anni e non possedevo grandi cifre da investire». Fu così che sorse un negozio gestito da veri specialisti: «Sia Sergio sia io siamo grandi appassionati di musica, non due semplici negozianti, ma quelli cui i clienti vanno a chiedere un consiglio, cui domandano dettagli, delucidazioni, spiegazioni. Ed è ancora così».

Il patrimonio contemporaneo e storico. Se ai tempi ancora i rivenditori erano numerosi, ora Bergamo musica rimane una perla rara: una delle caratteristiche più preziose è offrire musica a 360 gradi: rock pop dagli anni Sessanta, jazz, fusion, musica leggera italiana, progressista, popolare, metal, heavy metal, hard rock, hardcore, punk, ma pure musica classica, world music, grunge, indie, dark, folk, blues, fino all’hip hop e alla commerciale. E la lista si estenderebbe ancora per molto. «Ritiriamo spesso lo stock di negozi, magazzini, fornitori, supermercati che chiudono: questo ci ha permesso di avere un’enorme vastità di generi e titoli. Molte opere sono addirittura fuori catalogo» e sono quelle che online si trovano a cifre improponibili, mentre qui costano meno di un comune cd. «Negli anni abbiamo sempre portato avanti una pratica particolare: acquistiamo varie quantità dello stesso album, pur sapendo di non venderle tutte nell’immediato. Anche se di nicchia, quelle copie accrescono il nostro patrimonio di titoli: l’appassionato che cerca un album di anni addietro, ormai fuori produzione, qui sa di poterlo trovare».

 

 

Naturalmente questa abitudine è in controtendenza con il mercato musicale, attento al guadagno e alla promozione delle novità, preoccupato per lo spazio in cui accumulare l’invenduto: questo «invenduto» è invece importantissimo per Flavio e Sergio, che hanno reso il loro negozio una sorta di biblioteca della musica. E in questo patrimonio sono compresi anche vinili e musicassette: «Dopo diversi anni di fermo del mercato, sono tornati in voga i vinili. Sempre grazie al ritiro delle giacenze, abbiamo una collezione ingente di nuovo e usato che non abbiamo mai smesso di mettere in vendita. Lo stesso vale per le musicassette: dal 2014 a oggi abbiamo ricominciato a venderle con costanza, qualcuna al mese, ma è interessante questa controtendenza. Qui tutto è diviso per genere, sia perché non vogliamo far perder tempo ai clienti, sia perché gli appassionati possono spulciare all’interno della loro tipologia preferita e scoprire nuovi artisti o collaborazioni degne di nota – continua Flavio -. Fortunatamente esistono ancora gli autentici amanti della musica, quelli che non ascoltano tramite il cellulare o altri apparecchi di questo tipo, sapendo che quella non è vera musica, che la qualità è bassa, che certe sfumature si perdono, che il suono non corrisponde a quello reale. La musica che riproducono un cd o un vinile è incomparabile e gli impianti acustici di qualità riescono a riprodurre suoni distanti da l l’audio di un lettore mp3».

Bergamo musica preserva un’arte, una cultura e un patrimonio che le nuove generazioni a stento conoscono: non vogliamo fare i nostalgici, perché la tecnologia apre di continuo nuove strade, ma quell’emozione dell’avere un cd, un vinile, una musicassetta in mano, di conservarli e di riascoltarli, godendo di ogni nota, di ogni timbro, di ogni minima e flebile inclinazione della voce, non ha davvero prezzo.

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