Una vitalità riconquistata

C’è qualcosa di nuovo a Milano: l’orgoglio di essere una città

C’è qualcosa di nuovo a Milano: l’orgoglio di essere una città
04 Maggio 2015 ore 07:30

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Non si era mai vista una convocazione per una manifestazione formulata in questi termini: «Venite vestiti comodi, con scarpe resistenti e guanti da lavoro. Se avete delle mascherine portate, potrebbero servire, è prevista qualche goccia di pioggia, quindi una mantella per l’acqua può essere utile». È l’invito partito dalla pagina facebook Nessuno tocchi Milano, lanciata dal Pd milanese, che oggi ha dato appuntamento alle 16 in piazza Cadorna per fare un gesto pubblico di riparazione dei danni. Piazza Cadorna era stata infatti l’epicentro della follia dei black bloc il Primo Maggio. E da lì vuole partire la risposta pubblica. La pagina Fb ha già avuto migliaia di like, e non è la sola che in questi giorni sta chiamando i milanesi a una prova di orgoglio.

In realtà non ci sarebbe stato bisogno di nessuna convocazione, perché già pochi minuti dopo la fine della follia dei black bloc erano decine i cittadini scesi per le strade a iniziare a fare pulizia. Per tutta la giornata di sabato, le vie sconvolte dalle distruzioni erano dei veri cantieri. Ora si tratta in particolare di ripulire i muri dalle centinaia di scritte che li hanno imbrattati (la follia demenziale dei ragazzi in nero ha preso come bersaglio persino i muri del Museo Archeologico: chissà quale sarà mai la sua colpa…).

 

 

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Il gesto pubblico di oggi, la risposta dei cittadini che anziché recriminare si sono subito dati da fare, sono segni di un clima  nuovo e sorprendente che si respira in una città come Milano. È una città che in questi mesi è cambiata non solo per i tanti interventi urbanistici che l’hanno resa più funzionale e più bella, ma è cambiata nelle proprie convinzioni. È una città che ha ritrovato un’autostima da tempo perduta. E l’ha ritrovata nel momento più importante della sua storia recente. Del resto chi viene oggi a Milano non può non restare stupito dalla quantità di novità che la città oggi propone, segno di una vitalità che conquista chiunque (diceva ieri una giornalista su Twitter: “Non si riesce a star dietro alle cose che succedono”). Ed è una vitalità che va ben oltre i confini di Expo, anche se Expo è stata oggettivamente la miccia. Ieri, per fare un esempio, sono stati inaugurati in un solo giorno due luoghi della massima rilevanza culturale. Il primo è il nuovo Museo della Pietà Rondanini, al Castello Sforzesco: un allestimento meraviglioso per il capolavoro di Michelangelo. Subito dopo, in periferia sud, è stata presentata la nuova sede della Fondazione Prada, progettata da Rem Koohlaas, ristrutturando i grandi spazi industriali. Una sede a cui già il New York Times aveva dedicato una pagina, ma che ha riempito di meraviglia tutti i giornalisti presenti. La Fondazione sarà luogo pubblico di mostre, ma anche punto di ritrovo, visto che il bar è stato fatto progettare a Wes Anderson, il mitico regista di Grand Budapest Hotel.

Solo il giorno prima era stata la volta di Giorgio Armani, che per i suoi 40 anni di attività ha aperto la sede progettata da Tadao Andò, trasformata in luogo pubblico e galleria permanente dove si può ripercorrere la sua storia da stilista.

 

EXPO 2015 INAUGURAZIONE

 

Orgoglio, coesione, solidarietà e anche glamour. È questa la “chimica” che sta ridando a Milano uno smalto e un appeal che non conosceva dagli anni 60. Certo, non tutto va per il verso giusto, visto che la Milano calcistica (ricordiamoci che insieme a Madrid è la città che ha più Coppe Campioni in bacheca…) annaspa in una imprevedibile mediocrità. Proprio ora che a San Siro si può arrivare anche in metropolitana, grazie al completamento della nuova, modernissima linea 5, inaugurata anche lei per Expo.

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