Il personaggio

È stato il chierichetto del Papa «Servivo sempre alle sue messe»

È stato il chierichetto del Papa «Servivo sempre alle sue messe»
Personaggi 25 Maggio 2018 ore 11:51

Quando era solo un ragazzino svolgeva servizio come chierichetto durante le messe che venivano celebrate nella cappelletta di Ca’ Maitino. Adesso, a distanza di ben 60 anni e in occasione della Peregrinatio, gli rende onore realizzando un tavolo di legno su cui verrà appoggiata l’urna contenente la sua salma. Giuliano Peroli, cittadino di Sotto Il Monte classe 1948, conosceva bene Papa Giovanni XXIII. Lo conosceva ancor prima che venisse eletto pontefice e conosceva tutto il resto della sua famiglia. A quei tempi, infatti, era difficile rimanere estranei all’interno dello stesso paese e i Roncalli, gente semplice, erano molto ben voluti. «Per capire chi fosse qualche giovane Angelo chiedeva sempre il nome di suo nonno – ha spiegato Peroli – Il mio sapeva lo conosceva bene, faceva il falegname».

Un rapporto speciale. Peroli è uno dei tanti che a Sotto il Monte si ricordano di Angelo Roncalli e il suo rapporto era ancora più speciale. «Me lo ricordo come un uomo di statura media – ha proseguito, vagando nella memoria – uno dei più piccoli in altezza tra tutti e undici i fratelli. Per quanto riguarda il carattere, invece, tutti lo chiamavano il “bonaccione”. C’è da dire, però, che era anche molto deciso e determinato in tutto quello che faceva. Si vedeva che era una persona avanti rispetto a questi tempi, non a caso è diventato anche un grande Papa».

Vacanza a Ca’ Maitino. Quando Roncalli, prima di diventare Papa, era ancora patriarca di Venezia, ogni estate passava circa un mese in vacanza a Ca’ Maitino. È in quelle occasioni che il 70enne di Sotto Il Monte ha avuto modo di conoscerlo più da vicino: «Arrivava per la festa dell’Assunta, che viene celebrata il 15 agosto – ha raccontato – È un avvenimento molto sentito da tutti qui e a cui anche io, a quei tempi, tenevo molto a partecipare, in quanto facevo il chierichetto: nel corteo che si svolgeva per le vie del paese ero in prima fila insieme al prete, orgoglioso di far parte della processione». «Durante tutto il periodo della villeggiatura estiva di Roncalli – ha poi aggiunto – la Messa veniva celebrata nella cappelletta di Ca’ Maitino, dove lui aveva deciso di soggiornare per non disturbare i suoi familiari che vivevano alla Colombera. Per andare incontro ai lavoratori, inoltre, la cerimonia cominciava prestissimo, alle 5 o alle 7, alla quale io e Davide Lozza, mio coscritto e suo pronipote, eravamo sempre presenti per dargli una mano».

Un giorno indimenticabile. Tra tutti i ricordi che Peroli conserva sul Papa Buono, però, il più emozionante, come è ovvio, è quello del giorno della sua elezione al soglio pontificio: «Il 28 ottobre 1958 io avevo dieci anni. Era quasi sera e stavo tornando a casa con mio padre dopo una giornata al lavoro. Per strada la notizia aveva cominciato a correre di voce in voce, così ci siamo subito catapultati nell’unico bar del paese che possedesse il televisore. Ben presto l’intera comunità, compreso don Pietro Bosio, si era riunita lì, perché nessuno aveva una televisione propria in casa e pertanto quello era diventato per tutti un punto di ritrovo». «Mentre stavamo ascoltando la notizia in diretta – ha proseguito – alla torre di San Giovanni hanno cominciato a suonare le campane. In piazza Brusicco, invece, è stato acceso un falò con i “mergasc”, cioè i fusti del granoturco, tradizione oggi molto consolidata e che a partire da quel momento viene ripetuta ogni mese di ottobre. Per tutta la notte il paese è stato in festa e da quel giorno in avanti hanno cominciato ad arrivare pellegrini da tutto il mondo».

Affetto immutato. Nonostante il passare degli anni, nessuno dei suoi compaesani si è dimenticato di lui. Men che meno Peroli che, in occasione della Peregrinatio con cui questa domenica la salma del santo pontefice arriverà a Sotto il Monte, ha realizzato un banco da lavoro per appoggiare l’urna nel Giardino della Pace, prima che questa passi definitivamente nella cappella della chiesa parrocchiale fino al 10 giugno.

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