Classe in sloveno? Si dice Ilicic

04 Dicembre 2017 ore 09:10

È due volte prezioso il punto conquistato dall’Atalanta a Torino, sia perché è il primo dopo tre sconfitte esterne consecutive sia perché è stato ottenuto in rimonta, su un campo ghiacciato, dopo un pessimo primo tempo. La squadra di MIhajlovic, afflitta sì dalla pareggite (questa è la diciottesima volta nel 2017 che i granata non riescono a vincere e non riescono a perdere; al tempo stesso, quanto a segno X nessuno è stato capace di fare come loro nei primi cinque campionato europei), ma nella prima frazione è stata più baldanzosa e aggressiva dei bergamaschi. Colpa anche dei nerazzurri, il cui approccio alla gara è stato molle e svagato, come i troppi passaggi sbagliati in difesa e a centrocampo hanno evidenziato.

Questione di concentrazione. Berisha, sullo 0-0 protagonista di due interventi eccezionali, ha sbagliato l’uscita, favorendo l’incornata di N’Koulu, ma l’errore deve essere perdonato al portiere albanese: dall’inizio della stagione, i suoi sbagli si contano sulle dita di una mano. Innumerevoli, invece, le circostanze in cui Etrit è risultato decisivo.

Nell’intervallo, Gasperini, giustamente insoddisfatto per quei deludenti primi quarantacinque minuti, ha strigliato la squadra e, ancora una volta, ha azzeccato la mossa decisiva. Fuori Kurtic, ancora lontano dalla forma migliore come Spinazzola, dentro Ilicic. L’uomo copertina è lui. Alla luce della splendida prova torinese, si capisce perché, soffiandolo alla Sampdoria in estate, Luca Percassi e Giovanni Sartori abbiano piazzato un colpo magistrale. L’ex fiorentino conferisce all’Atalanta quel tasso tecnico di qualità quanto mai provvidenziale, in occasioni come quella torinese.

La classe di Ilicic, deliziosamente servito due volte da Petagna (il cui secondo assist è andato a vuoto per un soffio), permette alla Dea di fare un altro passo avanti in classifica e di prepararsi per bene alla sfida con il Lione. Della quale, è presumibile Ilicic sarà un grande protagonista, per dare un altro contributo decisivo alla campagna europea di un’Atalanta che, una volta chiusa la prima fase di Europa League, sino a febbraio avrà tutto il tempo per recuperare alcuni punti persi per strada in campionato.

Come largamente previsto da Gasperini, autentica garanzia per il presente e per il futuro. Il doppio impegno ha imposto un forte pedaggio alla Dea, sotto l’aspetto atletico e mentale, ma l’Atalanta sta reggendo molto bene allo sforzo. E il gioco vale assolutamente  la candela.

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