I suoi 90 anni

Cosa fa la regina al suo compleanno e tutto quel che non sapete su di lei

Cosa fa la regina al suo compleanno e tutto quel che non sapete su di lei
22 Aprile 2016 ore 03:30

La regina Elisabetta compie 90 anni. Sta ancora benissimo e sì, festeggia come vi immaginate, cioè non come noi: da regina. Settimana scorsa si è portata avanti, ha convocato la famiglia al completo per una (rara) uscita a cena. Non in pizzeria, ovviamente: la scelta è caduta sul tristellato (e riservatissimo) The Fat Duck nel Berkshire. Poi la Royal Mail ha annunciato una serie filatelica dedicata all’arrivo di questa nona decina della regal vita. Mentre i profili ufficiali della monarchia britannica diramano foto splendide di linee ereditarie e cappellini colorati e i giornali pubblicano supplementi ad hoc.

Il 21 aprile, a data precisa, Sua Maestà prima ha lasciato il castello di Windsor – la residenza fuori da Londra – per inaugurare una targa (ah, i doveri!), poi si è dedicata a una passeggiata lungo i 63 punti di importanza della piccola cittadina. 63 come gli anni di regno, dal 9 settembre 2015 il più longevo di tutti, più lungo pure di quello dell’indimenticabile regina Vittoria. A Windsor, naturalmente, da ieri sera la gente si assiepa per le strade per accoglierla e vederla e gridarle «Long live the Queen!». Verso sera, Elisabetta accenderà la prima di 90 luci destinate a splendere in tutto il regno in segno di festa. A seguire, cena privata con la famiglia, ovvero i quattro figli con relativi nipoti e pronipoti. Ci sarà la torta con le candeline, al discorso penserà invece il principe Carlo. Il giorno dopo, arriveranno Obama e Michelle (le due si stimano molto) a stringerle la mano e a prolungare gli auguri.

 

90 anni in 90 foto, il video ufficiale della Casa Reale per il compleanno di Elisabetta. 

 

Per la grande cerimonia della festa nazionale bisognerà invece aspettare. Dal 13 al 15 maggio, uno show incredibile (e sold out), con cavalli, cavalieri e intrattenitori vari. Poi, l’11 giugno, il giorno in cui, per tradizione, si celebra il compleanno di sua maestà, si esagererà: una grande parata con carrozze per le strade di Londra, il saluto dal balcone di Buckingham Palace alla folla e un banchetto nel parco del castello per 10mila (!) persone. Anche tutti gli altri, cioè quelli come noi che restan fuori, potranno mangiare e festeggiare per le strade.

Siccome 90 anni son pur sempre 90 anni, renderle omaggio è d’obbligo. Siccome è regina da 63, è pure divertente. Siccome è lei, non si poteva fare a meno. Ecco allora un bell’album fotografico per scoprire curiosità e retroscena di Sua Maestà.

 

1) Nome (il suo) e cognome (creato ad hoc)

4 foto Sfoglia la gallery

Quando, il 6 febbraio 1955, le comunicarono che era diventata regina, Elisabetta non era in casa. Era in giro per il mondo col marito Filippo, a rappresentare il suo Paese presso sudditi lontani. Le domandarono che nome volesse assumere nella sua nuova qualità. Rispose: il mio. Elisabetta. Di cognome, invece, fa Windsor. Che è però un po’ attaccaticcio, in quanto fu dovuto alla volontà della famiglia reale di cancellare le proprie origini tedesche. Prima del cambio – quando governava il territorio di Sassonia-Coburgo-Gotha – il casato si chiamava infatti Wettin e prima ancora Casa di Hannover, quella cui appartiene il terzo e rissoso marito di Carolina di Monaco. Il nome dei Sassonia-Coburgo entrò a far parte della genealogia dei reali britannici nel 1840, grazie (si fa per dire) al matrimonio della Regina Vittoria col principe Alberto, figlio di Ernesto, duca di Sassonia-Coburgo. La sposa continuò tuttavia a ritenersi parte della Casa di Hannover.

Nel corso della Grande Guerra, il Re Giorgio V allora in carica tentò di nascondere in ogni modo il passato germanico della casata scegliendo per sé e per i parenti stretti il nome di Windsor e inglesizzando gli altri. “Windsor” era stato fino ad allora semplicemente il nome di una località del Berkshire in cui i reali avevano un castello. E pare che l’ultimo imperatore di Germania, Guglielmo II, offeso dall’iniziativa, disse che la prossima volta che fosse andato a teatro avrebbe voluto vedere Le allegre comari di Sassonia-Coburgo-Gotha invece di Le allegre comari di Windsor. Umorismo imperiale.

 

2) Non doveva salire al trono, ma poi…

4 foto Sfoglia la gallery

La questione dei nomi per dire che di scheletri ce ne sono un numero imponente negli armadi di Buckingham Palace. Il più ingombrante, a giudizio dei competenti, dev’essere quello dello zio di Elisabetta, Edoardo VII, che abdicò nel 1936 in favore del padre della medesima – Giorgio VI – per sposare l’americana Wally Simpson. Edoardo fu più volte sospettato di nutrire simpatie naziste. Il beneficiario dell’abdicazione, suo fratello e padre di Elisabetta, il re Giorgio VI, ritenne utile per l’occasione un cambio di nome. Scelse l’ultimo della serie con cui era iscritto all’anagrafe (Albert Frederick Arthur George) perché i primi due erano decisamente impresentabili per le ragioni sopra ricordate e il terzo pareva troppo poco regale. Si capisce come mai il primogenito di William e Kate (ossia George di Cambridge) si chiami George Alexander Louis. Ogni riferimento alla provenienza continentale è stato accuratamente cancellato.

Giorgio VI, dunque, si trovò re un po’ così (chi ha visto il pluripremiato agli Oscar Discorso del re lo sa), balbuziente e un po’ timido com’era, per giunta in tempi di guerra. Non se la cavò male, complice anche la regina consorte. E così guadagnò il regno alla primogenita: Elisabetta.

 

3) La guerra e gli anni da crocerossina

4 foto Sfoglia la gallery

Elisabetta era stata educata a casa con la supervisione di sua madre. La sua governante fu Marion Crawford, chiamata affettuosamente “Crawfie”. Studiò storia con C. H. K. Marten, prevosto del collegio di Eton, e le vennero insegnate alcune lingue moderne, come il francese (che parla correntemente).

Aveva tredici anni quando scoppiò la seconda guerra mondiale. Lei e la sorella minore Margaret furono evacuate al castello di Windsor. Ci furono dei suggerimenti affinché le principesse venissero mandate in Canada, ma la madre si rifiutò di prenderli in considerazione, dicendo, con piglio notevole: «Le bambine non potrebbero andarsene senza di me, io non me ne andrei senza il re e il re non se ne andrà in nessun caso». Nel 1940 Elizabeth fece il suo primo annuncio radiofonico, indirizzandolo ad altri bambini che come lei erano stati evacuati.

Nel 1945 Elisabetta convinse il padre a consentirle di partecipare personalmente allo sforzo per la guerra. Si unì al Servizio Ausiliare Territoriale (Auxiliary Territorial Service) (ATS) dove era conosciuta come N. 230873 Secondo Subalterno Elisabetta Windsor, e venne addestrata come autista; fu promossa Comandante onorario junior cinque mesi più tardi.

 

4) L’incontro e il matrimonio con Filippo

4 foto Sfoglia la gallery

Il 22 luglio 1939, Louis Mountbatten organizzò la visita di Giorgio VI e della regina consorte Elisabetta al Dartmouth Royal Naval College, avendo cura di includere nell’invito anche le giovani principesse Elisabetta e Margaret e di assegnare al nipote Filippo, sottotenente della Marina inglese, il compito di intrattenerle mentre i genitori visitavano la struttura. Elisabetta, che era cugina di terzo grado di Filippo, se ne innamorò ed essi cominciarono uno scambio di lettere. Nell’estate del 1946, Filippo decise di chiedere la mano della figlia a re Giorgio, il quale rispose positivamente alla richiesta; il fidanzamento venne ufficializzato nel ventunesimo compleanno di Elisabetta.

Filippo rinunciò ai suoi titoli reali greci e danesi, nonché alle sue pretese sul trono greco, oltre a convertirsi dalla religione ortodossa a quella anglicana; egli venne inoltre naturalizzato cittadino britannico in quanto discendente di Sofia di Hannover. La sua naturalizzazione avvenne col titolo di Lord Mountbatten il 18 marzo 1947 in quanto Filippo adottò il cognome di Mountbatten, proveniente dalla famiglia materna. Filippo divenne duca di Edinburgo poco prima del matrimonio, il 20 novembre 1947, a Westminster. Dopo le nozze, i coniugi abitarono a Clarence House, a Londra. E poi arrivarono corona e figli.

 

5) La fastosa incoronazione: costi, abiti e curiosità

4 foto Sfoglia la gallery

Elisabetta salì al trono, si è detto, il 6 febbraio 1952. L’incoronazione avvenne però più di un anno dopo, il 2 giugno 1953, in rispetto della tradizione che richiedeva un periodo di lutto in ricordo del precedente monarca. Per la cerimonia, costata 4 milioni di dollari, furono necessari 16 mesi di preparativi e due prove.

Norman Hartnell fu incaricato dalla Regina di realizzare gli abiti di tutti i membri della Famiglia Reale, e in particolare il vestito di Elisabetta stessa, che fu infine scelto fra nove possibili varianti a seguito di vari colloqui personali fra lo stilista ed Elisabetta. Il risultato fu un abito bianco di seta, ricamato con gli stemmi floreali delle varie nazioni del Commonwealth di allora: la rosa Tudor d’Inghilterra, il cardo scozzese, il porro gallese, il shamrock irlandese, l’acacia australiana, la foglia d’acero canadese, la felce neozelandese, laprotea sudafricana, due fiori di loto per l’India e il Ceylon ed infine il grano, il cotone e la juta per il Pakistan. Inoltre venne ricamato anche un quadrifoglio sul lato sinistro, dove la mano di Elisabetta si sarebbe posata durante la cerimonia.

L’incoronazione seguì un protocollo molto simile a quelle precedenti, essendosi tenuta presso l’abbazia di Westminster, e coinvolgendo la parìa inglese e il clero. Fu la prima incoronazione ad essere ripresa in televisione. Gli ospiti camminarono in processione di fronte a quasi tre milioni di spettatori tra le strade londinesi. L’abbazia aprì alle 6 di mattina per accogliere i circa 8000 invitati.

 

6) Il regno da record

4 foto Sfoglia la gallery

«Io dichiaro davanti a voi tutti che la mia intera vita, sia essa lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia imperiale alla quale tutti apparteniamo», aveva detto, quel giorno di giugno. L’opzione corretta era: lunga. Da quel giorno, per tutti questi oltre 63 anni di regno da record, è il sovrano che ha viaggiato di più, dalla Nuova Zelanda al Pakistan, superando addirittura papa Giovanni Paolo II. Ha assistito senza rancori negli scorsi 50 anni alla graduale trasformazione dell’Impero Britannico nel suo moderno successore, il Commonwealth, e ha lavorato per mantenere buoni rapporti con le ex-colonie. Conserva da sempre relazioni gentili coi politici di tutti i partiti, ma sulla Tatcher ebbe da dire che la «destestava cordialmente». Nonostante una serie di controversie sugli altri membri della famiglia reale, particolarmente sulle difficoltà matrimoniali dei figli, è generalmente rispettata da tutti i suoi sudditi. Insomma, nonostante la freddezza dell’atteggiamento, non ne è uscita mai male. E porta con nonchalance i suoi titoli di Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e degli altri Reami del Commonwealth, Signore di Man, Capo del Commonwealth e Capo Supremo della Chiesa d’Inghilterra.

 

7) I figli, che disperazione!

4 foto Sfoglia la gallery

Elisabetta ha avuto quattro figli, tre maschi e una femmina. Il primo è il famoso Carlo che, non potendo sposare la signora Camilla Shand (perché già sposata col signor Andrew Parker Bowles, ufficiale dell’esercito britannico, col quale condivideva due figli) accettò di prendere in moglie la signorina Diana Spencer, quarta dei cinque figli del Visconte e della Viscontessa Althorp, ossia di famiglia di ancor più antica nobiltà degli stessi Windsor. All’ombra della resistentissima Camilla il matrimonio tra i due non poteva far altro che naufragare e in effetti, nonostante la nascita di William e Harry, naufragò. In quel modo crudele che tutti sanno.

Dopo Carlo venne Anna, eccellente amazzone (oro e 2 argenti ai campionati europei). Sposò Mark Phillips, aitante Luogotenente del 1º reggimento di Dragoni della Regina. Anche questo matrimonio finì a rotoli, nonostante l’arrivo di due figli. Anna si risposò anni dopo con un comandante della Royal Navy, Timothy Laurence. Né lui né il precedente marito ebbero il coraggio di assumere titoli nobiliari.

Il terzogenito, Andrea, fu il primo figlio nato da un monarca regnante in carica dai tempi della regina Vittoria. Come figlio di un sovrano, ottenne il titolo di Altezza Reale. Titolo che il ragazzo, nonostante le numerose prove fornite nella Royal Navy (partecipò alla guerra delle Falkland) e in aviazione, decise di buttar via sposando nel 1986 una borghese rosso fuoco, Sarah Ferguson che, oltre a due figlie, gli avrebbe procurato una serie di guai vantando la vicinanza al marito – da cui aveva per altro divorziato – per ottenere delle bustarelle. Storia tristissima.

Il quarto figlio si chiama Edoardo. Sempre in disparte, anche se è conte di Wessex, anche lui Altezza Reale. Ha sposato una tranquillissima Sophie Helen, nata Rhys-Jones, che col matrimonio ha assunto il titolo di «sua altezza reale la principessa Edward Antony Richard Louis, contessa di Wessex, viscontessa Severn, dama di gran croce dell’Ordine reale vittoriano, dama di giustizia del Venerabile ordine di San Giovanni». Immaginiamo che i due figli – un maschio e una femmina – la chiamino semplicemente mamma Sophie. In ogni caso è fra i pochi membri del parentado che Elisabetta ritiene di poter portare in centro e tra i pochissimi che abbiano l’onore di salire con lei sulla limousine reale durante le celebrazioni natalizie a Sandringham.

 

8) Le preferenze per la successione

4 foto Sfoglia la gallery

A parte i rumor che la danno per abidcante ogni tanto (cosa impossibile, data l’importanza che riconosce al suo ruolo e alla sua investitura), altri mormorano che Carlo non sia considerato un buon erede dalla regina. Il primogenito, al momento, detiene il titolo di principe del Galles dal 1958 e ricopre il grado militare di viceammiraglio della Marina Reale Britannica. Inoltre, il 16 giugno 2012 la Regina gli ha conferito i più elevati titoli onorifici delle Forze armate britanniche: quello di Ammiraglio di Flotta per la marina, quello di Maresciallo di Campo per l’esercito e quello di Maresciallo della Royal Air Force per l’aviazione. Insomma, davvero un buon curriculum. Manca solo l’ultima promozione. Nel 2008 Carlo è diventato l’erede al trono che ha dovuto aspettare più a lungo per conquistarsi il regno: un’attesa che da fuori può anche far sorridere ma a che Carlo farà venire l’acidità di stomaco ogni mattina. Durante gli anni, infatti, il principe Carlo ha dato più volte e in diverse occasioni segni di stanchezza e di impazienza. Già nel 1992, spiegava il Telegraph, il principe del Galles aveva bisbigliato all’orecchio dell’allora cognato Charles Spencer, fratello di Lady Diana insignito del titolo di nono Earls Spencer: «Sei fortunato nell’essere succeduto a tuo padre ancora giovane».

Del resto, a William tutti vogliono bene. Poi ha sposato quella giusta, impeccabile. E ha pure uno splendido primo nato biondo e simpatico, l’amatissimo George.

 

9) Lo stile e i vestiti

4 foto Sfoglia la gallery

La Regina ha progressivamente assunto uno stile che la rende inconfondibile, fatto di meravigliosi cappellini e mise monocolore. La preferenza è dovuta a vari motivi: Elisabetta II non è molto alta, la tinta unita slancia la figura. I colori vivaci, poi, sono utili anche per questioni di sicurezza: la Regina deve sempre distinguersi tra la folla ed essere sempre ben invididuabile dalla sua scorta. La rivista Vogue, su questa cosa dei colori, ha creato un graficoscoprendo che il colore più frequente è il blu (indossato il 29 percento delle volte) seguito dalle fantasie a fiori (13 percento) dal verde e dal crema (11 percento) dal rosa (10 percento) dal rosso, giallo e arancione (4 percento) e dal nero (2 percento).

Her Majesty, comunque, non mette mai due volte lo stesso abito per una occasione ufficiale, si dice che i suoi vestiti siano tutti rigorosamente schedati e catalogati, per non correre il rischio di essere riproposti durante visite o incontri con lo stesso capo di Stato o di governo. Ha anche una mania per gli accessori e calza le scarpe solo dopo che un assistente le ha ammorbite indossandole per lei. Il suo stilista personale Stewart Parvin (che, con la sua sarta Angela Kelly e un gruppo di 12 assistenti cura il look di Elisabetta) qualche tempo fa svelò che il suo abito preferito è un vestito giallo ranuncolo, ovvero quello indossato per il matrimonio di William e Kate.

Una chicca: Sua Maestà ingiunge sempre alle sarte di inserire i piombini all’orlo delle gonne per evitare che folate improvvise di vento le arriccino e mostrino la royal lingerie come è successo a Letizia Ortiz (moglie di Felipe di Borbone, che la preferisce bianca) o a sua nuora Sarah Ferguson (che invece predilige il nero).

 

10) I cani, gli stessi da una vita

4 foto Sfoglia la gallery

Sua Maestà ha anche dei cani prediletti. Gli amatissimi corgi – col loro corpo pesante e le gambette cortissime – sono tra le bestie più ridicole del mondo – soprattutto quando pensano di correre – e sarebbero rimasti una razza fra le altre se nel 1933 il duca Alberto di York, futuro re Giorgio VI, non ne avesse comperato un cucciolo per la sua bambina Elisabetta che allora aveva sette anni. Chiunque si innamorerebbe di un cane simile, tanto più una ragazza inglese. Da allora sono “i cani della regina”, anche se ufficialmente continuano a chiamarsi Welsh Corgi Pembroke.

Food delivery
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia