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L'AVVERSARIO DEGLI AZZURRI

La Costa Rica in cifre

La Costa Rica in cifre
Personaggi 19 Giugno 2014 ore 16:30

La squadra simpatia del girone D si è dimostrata anche una formazione coriacea battendo all’esordio 3-1 il più blasonato Uruguay. Il ct colombiano Jorge Luis Pinto, con i suoi metodi di allenamento durissimi, ha saputo porre regole precise ai giocatori caraibici.

 

Ecco uno ad uno i numeri più interessanti dell’aversario di stasera dell’Italia.

4 – Sono le edizioni della Coppa del Mondo cui la Costa Rica è riuscito a prendere parte, compresa quella attuale. Il paese dispone di un movimento calcistico relativamente giovane, se si pensa che il primo Mondiale cui parteciparono fu quello di Italia ’90. In quell’occasione arrivarono addirittura agli ottavi di finale: secondi nel girone con Brasile, Scozia e Svezia, vennero eliminati dalla Cecoslovacchia di Thomas Skhuravy, ottenendo un risultato mai più eguagliato. Singolare quanto chiese l’allenatore Milutinovic ai suoi prima dell’avventura in Italia: «Non chiedete autografi agli avversari, per cortesia».

10 – È il numero dei giocatori della Costa Rica che provengono dai campionati Europei: a sorpresa comanda la Danimarca, che offre ai Ticos una folta colonia di 3 giocatori. Se si aggiunge un calciatore nel campionato svedese e uno in quello danese si scopre che quasi un quarto della squadra costaricana gioca nei paesi scandinavi. Una tendenza decisamente bizzarra.

3 – Tanti i giocatori che provengono dal club costaricano Deportivo Saprissa. La squadra è il club locale che vanta più titoli nazionali e tifosi, oltre ad avere la bacheca piena di trofei (hanno pure vinto la Champions league dei paesi centro-nord americani 3 volte). Nel 2005 ha ottenuto persino un terzo posto ai Mondiali per club, sconfitta solo dal Liverpool. Il tutto con una particolarità di cui in Costa Rica vanno molto fieri: nel Deportivo Saprissa giocano solo giocatori costaricani o naturalizzati.

37 – Sono i gol incassati in questa stagione da Keylor Navas, il portiere della Costa Rica in forza agli spagnoli del Levante. Pochi, se si pensa che il club di Valencia si è piazzato decimo in classifica, mantenendo però la quinta difesa meno battuta del campionato, alle spalle solo delle quattro maggiori forze del torneo. Navas, 28 anni, è diventato così una delle rivelazioni più fresche del campionato spagnolo, e al Mondiale andrà in cerca di conferme, sperando di dare segnali positivi agli osservatori dei grandi club che nel corso dell’anno hanno messo gli occhi sulle sue prestazioni. Di lui si dice si sia interessato anche il Milan.

119 – È la somma delle presenze in Nazionale di Alvaro Saborio e Bryan Oviedo, ossia due delle stelle della Nazionale che purtroppo hanno dovuto rinunciare alla Coppa del Mondo. Il primo gioca da quattro anni negli Stati Uniti e la maglia dei Ticos l’ha indossata 93 volte: si è fratturato un piede pochi giorni prima di partire per il Brasile, tra la rabbia di tutto il Paese che ha perso così il leader del gruppo nonché, con 8 gol e 5 assist, motore della qualificazione. Il secondo, invece, ha solo 24 anni e gioca all’Everton, in Inghilterra: al Mondiale ha dovuto dire addio ufficialmente a inizio maggio, per l’impossibilità di recuperare da un duro infortunio patito a gennaio.

34 – Sono le presenze con la Tricolor di Joel Campbell, che non ha neanche 22 anni ed è il vero talento della squadra, oltre ad esserne il più giovane. Gioca in Grecia, all’Olympiakos, ma è di proprietà degli inglesi dell’Arsenal, che dopo tre anni in prestito a varie squadre ora intendono riportarlo a Londra. Tiro fulminante, versatilità a più ruoli (può giocare in attacco e su tutte due le fasce), è stato l’uomo partita della gara vinta a sorpresa dalla Costa Rica contro l’Uruguay: sua la rete del momentaneo 1-1 e l’assist al 3-1 di Ureña.

30 – Sono gli anni trascorsi da allenatore di Jorge Luis Pinto, ct dei Ticos dal 2011 dopo aver già seduto sulla panchina della Costa Rica nel 2004. Colombiano, ha allenato numerosi club in Sudamerica e, nel 2007, pure la nazionale del suo Paese. La sua caratteristica sono i metodi di allenamento durissimi, appresi durante alcuni corsi di specializzazione in Germania. I ragazzi sono sotto posti a regole molto rigide, tutt’altro che caraibiche: niente telefonate private, solo una chiamata concessa al giorno alla famiglia, sanzioni pesanti in caso di interviste con la stampa. E campo d’allenamento blindato per giornalisti e tifosi. Che, ovviamente, non sono tantissimi qui in Brasile: ma dopo l’esordio vincente con l’Uruguay tanti appassionati di casa hanno preso la Costa Rica come squadra simpatia.

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