Si trova a Bassora

Ecco il grattacielo più alto al mondo Ha un nome bellissimo ed è in Iraq

Ecco il grattacielo più alto al mondo Ha un nome bellissimo ed è in Iraq
02 Dicembre 2015 ore 10:58

La Sposa del Golfo diventerà il prossimo grattacielo più alto del mondo e scalzerà il primato del Burj Khalifa che, al momento, detiene il record, con i suoi 828 metri. Ma la vera novità è che la Sposa del Golfo non è stata progettata da qualche archistar come Adrian Smith e Gordon Gill, gli architetti del Burj Khalifa, bensì dallo studio AMBS Architects, un marchio iracheno. La costruzione dell’edificio, che sarà portata a termine a Bassora, la dice lunga sulla ricostruzione post-bellica del Paese.

 

 

La rinascita di Bassora. Bassora è una delle città in cui la guerra ha infuriato di più; è qui che, nel 2003, si è svolta la prima battaglia del conflitto. Oggi, tuttavia, il suo aspetto è ben diverso da quello che aveva una decina di anni fa. I tre milioni di abitanti, a maggioranza sciita, hanno collaborato alla ricostruzione del centro e chiedono l’autonomia della regione – temono, infatti, il precario equilibrio politico del nuovo Stato iracheno. Gli abitanti di Bassora, del resto, godono dei proventi del commercio del petrolio: è dunque normale che la città, che era già una metropoli sotto il regime di Saddam Hussein, sia diventata la nuova capitale economica del Paese. Negli ultimi anni ha prosperato e ha vissuto in pace, tanto che agli occhi di molti assomiglia più al Kuwait che a Baghdad.

Il velo della Sposa. Il nome insolitamente poetico della Sposa del Golfo è dovuto alla struttura simile a un velo che si sviluppa attorno all’edificio alto circa 1152 metri e che si avvolge attorno alla base, coprendo qualche quartiere cittadino. Ebbene sì: la Sposa è altissima, ma è anche molto ampia (si parla di qualche migliaio di metri quadrati). Funzionerà con l’energia solare, probabilmente, visto che per ora non è stato previsto alcun allacciamento alla rete elettrica. Se l’ipotesi dovesse essere confermata dalla realtà, la Sposa del Golfo non sarà soltato il grattacielo più alto del mondo, ma sarà anche uno dei maggiori esempi di sostenibilità ambientale ed economica.

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La città verticale (e sicura) di Bassora. Le peculiarità del grattacielo iracheno non si esauriscono con la sua altezza, né con la sua particolare, aerea forma. Gli architetti della AMBS, infatti, hanno voluto creare una vera e propria città verticale, costituita da quattro torri connesse tra di loro e di altezza diversa. Conterranno uffici, hotel, ma anche un sistema di trasporto “locale”, delle scuole, cliniche e case residenziali. Il velo, l’ampia struttura che avvolge una parte degli edifici sottostanti, prolunga concettualmente l’area funzionale dell’edificio. Il progetto ha voluto stupire in grandiosità, ma è stato anche ispirato da ragioni di sicurezza. L’architetto Marcos De Andres ha spiegato, infatti, che l’11 settembre ha mostrato a tutti la debolezza di un grattacielo isolato.

Un grattacielo per una vita normale. Ci sono ancora decisioni importanti che vanno prese. Innanzitutto non si è ancora stabilito il sito in cui sarà innalzata la struttura, né si sono trovati accordi sulla data entro cui dovranno essere conclusi i lavori, eppure la popolarità del grattacielo in via di costruzione è tale che ormai gli abitanti locali usano il nome della Sposa del Golfo per riferirsi alla città. In generale, è chiaro che la Sposa del Golfo è un segnale incredibilmente positivo, per un Paese che fino a poco tempo fa si trovava in una situazione molto difficile. De Andres ha raccontato: «Se vai in Iraq oggi, se vai a Bassora, la gente vuole soltanto la normalità. Vogliono andare avanti con le loro vite e giocare a football. Speriamo che tutto il Medio Oriente diventi così, un giorno». La Sposa del Golfo sta diventando una scommessa di pace per un Paese che ricostruisce il suo futuro.

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