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Elogio di Stendardo, avvocato difensore che fa onore all’Atalanta

Personaggi 22 Settembre 2014 ore 11:20

Ce l’ha fatta. E, soltanto chi non lo conosce bene, avrebbe potuto dubitarne. Guglielmo Stendardo, 33 anni, alla terza stagione consecutiva in nerazzurro, ha superato l’esame di Statoper conseguire l’abilitazione all’esercizio dell’attività forense.

Ora è avvocato e difensore o, se volete, avvocato difensore, dell’Atalanta che onora con un exploit fuori campo ricco di molti significati.

Stendardo dimostra che la categoria privilegiata cui appartiene non è popolata soltanto di personaggi il cui affollamento di tatuaggi è inversamente proporzionale al quoziente intellettivo o alla conoscenza del congiuntivo, spesso erroneamente scambiato per una malattia dell’occhio.

Stendardo ha coniugato l’attività di calciatore professionista nel club non metropolitano che vanta il maggior numero di partecipazioni alla serie A, agli studi di diritto. Prima la laurea in giurisprudenza, poi il tentativo di superare l’esame di Stato, andato a vuoto un anno fa e riuscito ieri alla Corte d’Appello di Salerno perché, “mai mollare” è il motto di un campione gentiluomo e non soltanto un modo di dire.

In mezzo, la grinta e la determinazione che in questi anni l’hanno imposto all’attenzione generale come uno dei più collaudati difensori del campionato che, nelle battute finali del mercato, ha avuto anche la soddisfazione di vedersi inseguito dalla Samp per sostituire il campione del mondo Mustafi, ceduto in Spagna. Sotto contratto sino al 2016, Stendardo è rimasto fedele all’Atalanta e da sabato sarà di nuovo a disposizione di Colantuono.

Quest’estate, in ritiro a Rovetta, smentendo lo stereotipo del calciatore tutto play station, biliardo e dvd, Stendardo ha studiato duro, anche perché l’esame di Stato non è una passeggiata fra petali di rose.

«Questo è uno dei giorni più belli della mia vita», ha commentato con legittimo orgoglio. Che è di Willy, di chi lo ama, della sua famiglia e appartiene anche all’Atalanta e ai suoi tifosi, il cui alto gradimento il giocatore ha misurato anche durante l’ultima Festa della Dea.

Nulla è impossibile: basta volerlo, ricorda l’avvocato Stendardo. Chapeau.