storia e successi

Il favoloso Incas: Fiorano al Serio e quel coro mai più eguagliato

Il favoloso Incas: Fiorano al Serio e quel coro mai più eguagliato
Personaggi 19 Giugno 2018 ore 10:15

Nelle statistiche relative ai 242 Comuni della provincia di Bergamo (esclusa la città capoluogo), Fiorano al Serio vanta il singolare primato di essere, al tempo stesso al primo e all’ultimo posto. Primo per la densità di popolazione (numero di abitanti per chilometro quadrato) e ultimo per la superficie del territorio comunale. I due dati sono evidentemente collegati: i circa 3mila abitanti del comune della Media Valle Seriana (per l’esattezza 3016 secondo i dati Istat al 1 gennaio 2018) risiedono infatti in un’area complessiva di appena 1,06 chilometri quadrati, la metà, per dare un’idea, del pur piccolo lago d’Endine. In Italia ci sono solo due Comuni con superficie più piccola: Miagliano in provincia di Biella e Atrani in provincia di Salerno.

Il favoloso coro. Se la statistica incuriosisce, a costituire vanto per la comunità fioranese (nella botte piccola…) è certamente la leggenda del favoloso Coro Incas. Si tratta di una formazione a cappella di voci virili fondata nel 1949, quindi quasi settant’anni fa, dal maestro Mino Bordignon, che aveva rivestito, fra gli altri, il ruolo di direttore artistico della celeberrima casa discografica “La voce del padrone”. L’Incas, in quarant’anni di attività, fino al suo scioglimento definitivo nel 1989, ha letteralmente impressionato il mondo. Per averne conferma basta leggere la recensione che ne fece, nel 1977 al Santuario di San Patrizio sopra Colzate il grande direttore d’orchestra Gianandrea Gavazzeni.

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«Il coro come aggregazione spontanea di individui, come colloquio (…). L’inizio parve, sia pure nella rapida perizia, non discostarsi da schemi folcloristici. E invece prese altre strade; raggiunse ben altri traguardi. Perché, insieme alla natura vocale dei componenti e al magistero di chi li guidava, c’era sostanza nativa, la salute morale a far scaturire una voce diversa da altre, un timbro nuovo. Qualcosa di più e di diverso dalla bravura musicale, dall’edonismo vocale. A testimoniare questa realtà stanno i successi ottenuti e la fama in Europa, nelle Americhe, ovunque. E significativo resta il fatto che, nonostante il mutare degli elementi costitutivi, i caratteri sostanziali sono rimasti intatti. Anzi, sempre più affinati, sempre più ricchi. Così per l’elaborazione degli impasti corali, la tecnica applicata ai vari registri, la sorpresa di certi falsetti, il timbro delle sortite solistiche. Insieme al possibilità di passare dal melos popolare (nelle fantasiose e pittoresche “variazioni” di Mino Bordignon) alle polifonie d’autore, fino a Bach e Beethoven».

La nascita. Il Coro Incas era nato nel 1949, proprio nei giorni in cui l’Italia si accingeva inconsapevole a piangere il Grande Torino caduto nella tragedia di Superga. Sabato 30 aprile gli Alpini di Fiorano, guidati dal cavalier Giorgio Masserini, decisero di organizzare un’adunata di voci e bocia (con benedizione del nuovo gagliardetto) per il successivo 22 maggio, allargando l’invito alle penne nere di tutta la Lombardia. Nel corso dei preparativi fu proposto al tenente degli alpini Mino Bordignon di organizzare un coro, attraverso i componenti della piccola orchestra Serenella e della Schola Cantorum, legate a oratorio e parrocchia, da lui dirette. L’esibizione fu lungamente applaudita e già nel successivo mese di agosto viene formalmente inquadrata nella sezione A.N.A.di Bergamo dopo la prima uscita ufficiale a Clusone, con la denominazione di I.N.C.A.S. – Istitutione Nuova Corale Alpina (poi Artistica) Seriana.

 

Mino Bordignon e Mario Maffeis, nel 2008

 

I successi e ciò che resta. Da quel giorno fu un’incredibile escalation di successi, concerti, apprezzamenti, premi, benemerenze e onorificenze. Il “favoloso Coro Incas”, come veniva osannato dalla stampa e come recita il titolo del volume realizzato nel 1998 da Giacomo Gualdi, ha cantato davanti a tre Papi (Pio XII, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II) e si è esibito in Italia, Germania, Austria, Svizzera, Inghilterra, Portogallo, Canada (una tournée di ben 35 concerti), Cecoslovacchia. Nel 1994 fu fondato il Piccolo Coro Valseriana, con molti reduci del Coro Incas, diretto dal maestro Mario Maffeis. Un’esperienza di alto livello (con concerti anche in Svizzera e a Parigi) che ha prolungato nel tempo il ricordo di quell’ineguagliata formazione originaria che trovò consacrazione nella Grande Messa in Si minore di Bach, eseguita per la prima volta il maggio 1983 nel Duomo di Varese e cavallo di battaglia egli ultimi anni di attività. Mino Bordignon se ne è andato nel 2009, ma le voci del “favoloso Incas” risuoneranno per sempre.

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