Nel campionato a squadre

Giada, la diciassettenne di Treviolo medaglia d’oro italiana di bowling

Giada, la diciassettenne di Treviolo medaglia d’oro italiana di bowling
20 Dicembre 2016 ore 07:45

Giada Rossoni di Treviolo è una formidabile campionessa di bowling. Classe 1999, pratica questo sport a livello agonistico da solo due anni ma ha già raccolto diverse medaglie d’oro. «Gioco a Mozzo, all’Asd Piranha Bowling, nella categoria esordienti – ha raccontato -. Nel fine settimana dal 2 al 4 dicembre ho partecipato alle gare nazionali, che si sono svolte a Casalecchio di Reno. Per poter gareggiare bisognava rientrare tra le migliori quattro della regione di cui si fa parte; io ho partecipato per la Lombardia. Venerdì c’è stato il tris femminile, una gara a squadre di tre: abbiamo vinto l’oro. Il sabato, nel doppio, mi sono ripetuta ai massimi livelli, insieme a Sara Talotta da Milano. Domenica, nella gara singola, non siamo invece riuscite ad andare oltre il settimo e l’ottavo posto. Questo era per me il secondo campionato nazionale, dopo quello dell’anno scorso che mi è servito per ambientarmi. Quando un esordiente partecipa a due campionati nazionali può passare di categoria e quindi l’anno prossimo parteciperò a gare di livello più alto».

 

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Già lo scorso giugno, ai campionati juniores a Prato, Giada aveva fatto vedere di che pasta è fatta: «Si tratta di gare organizzate per età e non per livello competitivo: la sfida era tra cinque atlete, per un totale di sei partite. Nel girone sono arrivata terza, ma poi nelle sfide dirette ho battuto sia la seconda sia la prima, ottenendo quindi la medaglia d’oro». E anche il nuovo anno si prospetta impegnativo: «Dovrò fare molte più gare e tornei, visto il passaggio di categoria. Già a febbraio o marzo inizieranno le partite di qualificazione».

Ma chi è Giada, quali sono le sue aspirazioni? «Studio al liceo artistico, frequento il quarto anno. In passato ho praticato altri sport: il rugby e la pallanuoto, ma non mi davano le soddisfazioni che ricevo dal bowling. Mi piacerebbe andare avanti e realizzare il mio grande sogno: trasferirmi all’estero, sia per studiare e lavorare, sia per fare sport. Il bowling è tipicamente americano, ma viene praticato anche altrove. Ad esempio in Svezia ci sono dei grandi campioni e anche in Inghilterra è molto diffuso. Sogno di lavorare nel mondo del cinema o del teatro, occupandomi degli aspetti artistici delle produzioni; l’America sarebbe quindi l’ideale per tenere insieme tutte le mie passioni. Ma adesso è ancora troppo presto per dirlo con certezza».

 

 

E poi un pensiero alla sua tifosa numero uno: «Mia madre (Tiziana Ghezzi, ndr) oltre a farmi da tassista è anche la mia tifosa più appassionata. È sempre stata presente, durante ogni minuto di ogni gara, e mi ha sopportata con grande pazienza, perché quando gioco divento pesante».

Infine, come è nato tutto questo: «Ho la passione per questo sport da quando avevo 5 o 6 anni; mio padre mi portava al bowling di Mozzo e ci divertivamo insieme. Anche lui l’ha fatto a livello agonistico, per un anno. È durante quelle partite con papà che ho iniziato a pormi degli obbiettivi sempre più alti: prima 100 punti, poi sempre un po’ di più, fino ai 200 e oltre».

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