Intervista a chi ci lavora

Quelli che, di giorno come di notte “tirano su” lo stadio dell’Atalanta

Quelli che, di giorno come di notte “tirano su” lo stadio dell’Atalanta
27 Agosto 2019 ore 05:00

Un countdown sulla tribuna d’onore ricorda a tutte le maestranze quanto tempo manca al 22 settembre. Un’idea – pare – del direttore operativo dell’Atalanta e responsabile del progetto stadio Roberto Spagnolo, che nei giorni scorsi è pure intervenuto in un video rilasciato dai canali ufficiali dell’Atalanta in cui si fa il punto sui lavori. «Stiamo andando bene, ma non bisogna fermarsi, anzi bisogna accelerare»: il riassunto delle posizioni espresse dal direttore. Ma il coinvolgimento degli operai stessi è massimo. «Ci mette molta pressione – ha detto il project manager di Milani (l’azienda che si sta occupando delle componenti impiantistiche della nuova opera) in riferimento a Spagnolo e al countdown – ma con lui si lavora bene, è una pressione positiva». La nuova casa dei tifosi bergamaschi, che sta prendendo forma a partire dal luogo più rappresentativo della fede atalantina, la Curva Nord, è affidata alle mani di duecentocinquanta operai. Le tre aziende che stanno curando il lavoro sono la Smv Costruzioni, la Maeg (che si occupa di tutta la parte di carpenteria) e la già citata Milani (una delle “fedelissime” della Business company Percassi con la prima collaborazione che risale ormai a tredici anni fa). Si tratta di aziende legate al nostro territorio, come del resto era già stato annunciato ai…

Articolo completo a pagina 8 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 29 agosto. In versione digitale, qui.

 

Andrea Cottini – I miei tre figli potranno dire: «Questo l’ha fatto papà»

«Lo faccio con entusiasmo anche per questo: la prossima volta che porterò i miei figli allo stadio potranno dire: “Questo l’ha fatto su il mio papà”. È un po’ il bello di questo mestiere: puoi lasciare qualcosa che resti nel tempo». Sono parole del geometra Andrea Cottini, nativo di Grumello del Monte. I figli sono tre: il più piccolo ha quattro anni e mezzo, le sorelle hanno rispettivamente 16 e 17 anni. Cottini è il geometra alla guida del cantiere per le parti di competenza della cordata di Smv, una delle tre aziende che si stanno occupando della realizzazione della nuova Curva. Bergamasco autentico, cerca di schivare l’intervista: tempo sottratto al cantiere. E poi apparire non gli piace. Ma è troppo gentile per mandarci a quel paese e racconta qualcosa di lui: «Sto partecipando alla realizzazione di quest’opera con un approccio diverso rispetto a quello del semplice dipendente. Sono molto orgoglioso ed entusiasta, perché comunque sarà un pezzo importante della storia di Bergamo». Fare la storia è però un fatto…

Articolo completo a pagina 8 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 29 agosto. In versione digitale, qui.

 

Francesco Vegini – Adesso si lavora in squadra (anche se io tengo all’Inter)

L’ingegnere Francesco Vegini è di Bergamo ed è il capocantiere per conto di Maeg, che si sta occupando di tutta la parte di carpenteria, la cui opera più vistosa al momento è la maestosa copertura che sta sorgendo proprio in questi giorni sopra la gradinata. Un’opera di per sé «relativamente semplice», complicata però dagli spazi ridotti di manovra soprattutto dei mezzi di trasporto eccezionali all’interno del cantiere. Un grattacielo a Manhattan, come era stato detto durante la conferenza di presentazione dei lavori: un’opera imponente in uno spazio quasi claustrofobico, motivo per cui la costruzione dello stadio rappresenta una grande sfida in primis per i professionisti e le maestranze che ogni giorno mettono giubbotto e caschetto e scendono in campo. «Al momento abbiamo completato il lato Giulio Cesare e il lato del Lazzaretto, che rappresentano le due parti più complicate a livello di elementi e di struttura – spiega Vegini -, almeno per quanto riguarda la copertura: essendo su diversi livelli c’è un…

Articolo completo a pagina 8 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 29 agosto. In versione digitale, qui.

 

Mauro Parisi – La cosa più importante? Portare l’acqua agli operai

«Io sono di Lecco, ma sono diventato atalantino nel 2006 grazie all’entusiasmo del gruppo Percassi, e ho pure iniziato a frequentare lo stadio. Per la gioia dell’ingegnere Vegini ci tengo a ricordare che ho pure visto un paio di volte l’Inter perdere con l’Atalanta qui a Bergamo…». Parla Mauro Parisi, project manager di Milani, l’azienda che si occupa di impiantistica e che dal 2006 lavora costantemente a fianco della business company Percassi: «Siamo gli ultimi a iniziare il lavoro, per intenderci siamo quelli che aspettano che venga fatto il traliccio per poter montare il faro». Parisi tiene molto alla sua squadra. Tutti i giorni timbra il cartellino ed entra dallo stesso tornello dei suoi uomini, e solo dopo si reca nella sala adibita all’analisi e alle riunioni di coordinamento. I suoi lavorano su tre turni, dalle sette di mattina fino alle tre e mezza di notte. La cosa più importante? «Ricordarsi di portare l’acqua ai ragazzi che sono lì a lavorare». Ma c’è tanta voglia e tanto entusiasmo: «Abbiamo preso davvero a cuore questo…

Articolo completo a pagina 8 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 29 agosto. In versione digitale, qui.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia