Grandissimi, grandissimi lo stesso

24 Febbraio 2018 ore 05:30

Grandissimi lo stesso. Grandissimi lo stesso. Grandissimi lo stesso. Lo scriviamo per tre volte perché questa Atalanta merita soltanto un applauso interminabile, per ciò che ha fatto stasera, per ciò che ha fatto in questa memorabile campagna europea che già appartiene alla sua storia e le appartiene per sempre. Lo confermano le parole del Papu, subito dopo l’eliminazione, il suo invito immediato a riprovare a tornare in Europa, il suo ringraziamento agli incredibili tifosi che l’hanno incitata, sostenuta, incoraggiata sino alla fine, lungo il durissimo cammino in Europa League dove l’Atalanta ha giocato sempre da grande squadra. No, non meritava di uscire così la Dea: nell’arco dei 180 minuti con i tedeschi, ha dimostrato che cosa significhi avere coraggio e tenere testa a un grande club europeo. Al quale, proprio per questo, non puoi concedere tre, clamorose palle-gol senza rischiare di essere castigato a sette minuti dalla fine. L’abbraccio di Toloi allo sconsolato Berisha, a fine partita, la dice lunga sullo spirito di questo gruppo, così come l’immagine dei bergamaschi, tutti in piedi al Mapei Stadium ad applaudire l’allenatore e i giocatori resteranno nella memoria e nei cuori.

Non c’è nulla da rimproverare a questa immensa Atalanta. Assolutamente nulla. Si è battuta sino alla fine, ha dominato i tedeschi, ha pagato il prezzo più alto all’unico errore del suo portiere che, poco prima, era stato fantastico quando aveva negato al Borussia il gol del pareggio. Non piangere, Atalanta. Non abbatterti. Su la testa e tienila ben alta: dall’Europa sei uscita con grande onore. Hai dato una dimostrazione di forza, di impegno, di coraggio sin dalla prima partita di un girone di ferro dal quale dovevi essere eliminata e che invece hai vinto. A Dortmund come a Reggio Emilia, la Dea ha fatto vedere ciò che vale e tutti l’hanno visto. L’amarezza per l’eliminazione non deve né inficiare né intaccare il giudizio su questa straordinaria stagione: c’è un’Europa da riconquistare, c’è una finale di Coppa Italia da inseguire perché l’impresa di eliminare la Juve è ardua, ma è possibile.

Questa Atalanta è forte, la guida uno dei migliori allenatori del nostro calcio, la sorregge una società modello, ha uno fra i più prolifici vivai d’Italia, vive un grande presente, programma un futuro ancora più grande. Il Borussia allinea 20 titoli in bacheca, fra nazionali e internazionali; è fra i primi dieci club europei nella classifica dei fatturati (550 milioni di euro nel 2017), allinea campioni del mondo e giocatori di enorme talento. Eppure, l’Atalanta l’ha fatto penare sino a sette minuti dalla fine e, se l’avesse eliminato, il Borussia se lo sarebbe meritato. Ecco perché bisogna applaudire i nerazzurri, ecco perché bisogna esserne fieri. E ora, la Juve capita due volte a proposito per rialzarsi immediatamente. Grandissimi lo stesso. Grandissimi lo stesso. Grandissimi lo stesso.

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