La questione dei diritti

La storia di Happy birthday to you Ovvero, chi l’ha inventata e di chi è

La storia di Happy birthday to you Ovvero, chi l’ha inventata e di chi è
31 Luglio 2015 ore 15:04

Happy birthday to you, Buon compleanno a te, Joyeux anniversaire, Feliz cumpleaños a ti, e via dicendo: la rivista di musica Rolling Stones potrà anche aver stabilito che la canzone più bella di tutti i tempi sia Like a rolling stone di Bob Dylan, ma quella più famosa e cantata è senza dubbio il jingle che risuona nella case di ogni Paese del mondo quando ricorre un compleanno: Happy birthday to you. Un motivetto talmente noto, comune, e di continuo utilizzo che quasi sembra che sia sempre esistito, fin dall’alba dell’umanità. Eppure, è chiaro che deve esserci stato un qualcuno che un giorno ebbe la geniale intuizione di allineare una dopo l’altra quelle quattro note. Sembra una questione di mera letteratura musicale, ma in realtà è una vicenda che comprende tribunali, diritti d’autore e milioni e milioni di dollari.

Le sorelle Hill, e come tutto ebbe inizio. Per quanto sia tradotta in qualsiasi lingua e idioma del mondo, la prima canzoncina di buon compleanno fu cantata in inglese. Nel 1893, negli Stati Uniti, due sorelle e maestre di scuola elementare, Mildred J. e Patty Smith Hill, inventarono un breve e semplice motivo per accogliere al mattino i bambini che arrivavano a scuola: le parole erano Good morning to all, e le note della musica erano proprio quelle dell’odierno Buon compleanno a te.

 

 

Sempre sul finire del Diciannovesimo secolo, le sorelle Hill cedettero i diritti di questa canzone, nel frattempo diventata molto famosa nelle scuole elementari americane, alla Clayton F. Summy Company, che la inserì in Song Stories for the Kindergarten, un libriccino che raccoglieva una serie di filastrocche musicali per bambini. L’accordo era che le sorelle avrebbero incassato il 10 percento sulla vendita di ciascuna copia del libro, ma nel frattempo i diritti d’autore avevano cambiato proprietario.

Da quel momento, per i successivi 30 anni, nessuno parlò più di questa simpatica e apprezzata melodia per accogliere i bambini a scuola, fino a che, nel 1924, l’editore Robert H. Coleman pubblicò un libro che raccoglieva canzoncine per bambini, e ce n’era una la cui melodia era esattamente identica a quella di Good morning to all, ma le cui parole erano cambiate, diventando Happy birthday to you, e fungendo non più da accoglienza a scuola ma, come evidente, da augurio di buon compleanno. Ma le origini della canzone erano del tutto ignote: nessuno sapeva chi fosse stato a cambiare le parole, e nessuno nemmeno sapeva se la melodia fosse stata ideata direttamente dalle sorelle Hill oppure se fosse stato qualcuno ad averla composta per loro.

 

 

La terza sorella Hill, e l’apparente soluzione. Happy birthday to you divenne immediatamente un cult di ogni festa di compleanno che si rispetti, tanto che Jessica Hill, sorella minore delle defunte maestre, 10 anni più tardi, nel 1934, visto l’enorme successo del jingle, denunciò l’uso della melodia di Good morning to all, rivendicando i diritti d’autore per la sua famiglia. Jessica, che curiosamente collaborava proprio con quella Clayton F. Summt Company che 40 anni prima aveva pubblicato per la prima volta la canzone, ebbe partita vinta, poiché non c’era nessun altro che poteva nemmeno lontanamente rivendicare la paternità della musichetta. Nel 1935, la Clayton F. Summt Company pubblicò la canzone Happy birthday, coperta da diritti d’autore, con la melodia di Good morning to all e le parole di Happy birthday to you.

Alla fine degli anni Trenta, la Clayton F. Summy Company fu acquistata da John F. Sengstack e la società fu rinominata Birch Tree Ltd.: quest’ultima venne venduta poi nel 1998 alla Warner Group per 25 milioni di dollari, e la casa discografica acquisì quindi anche i diritti di Happy birthday. E in tutti questi anni, la Warner ha chiesto il pagamento di una quota a tutti coloro che in film o qualsiasi tipo di manifestazione pubblica intendesse utilizzare la canzone, guadagnando, solo con Happy birthday, due milioni di dollari annui (in caso di infrazione la multe erano salatissime: 150 mila dollari). La questione, dunque, pareva definitivamente risolta.

 

https://youtu.be/xxOviBI-8fc

 

La riapertura del caso. Ma poco tempo fa, la regista Jennifer Nelson, che stava girando un documentario proprio sulla storia di Happy birthday, decise di fare causa alla Warner, sostenendo l’infondatezza della sua pretesa al diritto d’autore, e rivendicando il dominio pubblico della canzone. Inoltre, la regista vorrebbe obbligare la Warner a restituire i soldi raccolti con la tariffa imposta dai diritti d’autore negli ultimi quattro anni.

La questione ha avuto, negli Stati Uniti, un grande risalto mediatico, coinvolgendo pareri persino di illustri accademici: uno di questi è Robert Brauneis, professore di Legge alla George Washington University nonché autore di un saggio sulla storia della canzone, il quale ha sostenuto che i diritti della Warner sarebbero scaduti nel 1963. Ma in tutti gli anni seguenti nessuno le ha fatto causa, e quindi la compagnia non ha smesso di riscuotere la tassa. La situazione al momento non è ancora certa e definita, almeno negli Stati Uniti: in Europa, infatti, per volere dell’Unione europea, Happy birthday sarà di libero utilizzo a partire dal 31 dicembre 2016.

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