Da Totò a...

Film di guerra e cinema italiano Sei indimenticabili personaggi

Film di guerra e cinema italiano Sei indimenticabili personaggi
Personaggi 04 Novembre 2014 ore 13:18

Il Post del 21 ottobre 2014 riferisce che «la rivista online Grantland, in occasione dell’uscita americana del film Fury – ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, diretto da David Ayer e interpretato da Brad Pitt –  ha scelto i migliori personaggi di sempre e ha assegnato un po’ di premi originali, dopo aver consultato anche alcuni soldati».

Gli americani bisogna capirli, come diceva Massimo Troisi, perché fanno le guerre – contro gli indiani, nel Pacifico, in Vietnam – soltanto per offrire spunti di lavoro a Hollywood. Per questo quando dicono «i migliori personaggi di sempre» in realtà intendono «i migliori personaggi nei film di guerra che abbiam fatto noi». Gli altri – il mondo: il cinema francese, italiano, tedesco – non esistono. Allora abbiamo pensato di redigere una classifica parallela intitolata I personaggi (e i film) di guerra più migliori ancora: i nostri. E dato che il giornalista autore dell’articolo su Grantland ha esplicitato sei regole alle quali si è attenuto scrupolosamente, anche noi esplicitiamo il nostro esalogo parallelo, commentando l’originale:

  • Regola 1: non più di un personaggio per film.  Accettata.
  • Regola 2: non lo stesso attore per due volte. Difficile da rispettare, ma ci proviamo.
  • Regola 3: le scelte non sono limitate a ruoli seri. Non esistono ruoli non seri, quindi questa la lasciamo perdere.
  • Regola 4: non si possono valutare e scegliere interi plotoni ma solo singoli personaggi, con l’eccezione dei Wolverines di Alba rossa («Se non vi sta bene che infrangiamo la regola per i Wolverines, potete andarvene. Ne hanno passate abbastanza»). Ok. Si tengano pure i Wolverines: Alba rossa non è un film italiano.
  • Regola 5: non scegliere un personaggio il cui ruolo militare sia citato marginalmente, come parte di una storia più ampia, non raccontata nel film. No. Da noi la guerra l’ha combattuta anche chi non aveva le stellette.
  • Regola 6: nessun film girato prima del 1979, anno di uscita di Apocalypse Now. Non ci va bene per niente. Noi torniamo indietro quanto ci pare.

In base alle regole precedenti e successive modifiche, i migliori film che parlano della guerra degli italiani (e i migliori personaggi o le migliori sequenze) sono:  (dentro ogni foto, nomi e storie).

 

I due marescialli

http://youtu.be/x5YdnuL6mrY

(1961; Totò e Vittorio De Sica. Regia: Sergio Corbucci)

8 settembre 1943. Un ladro in fuga (Totò) si traveste da maresciallo dei carabinieri rubando la divisa al titolare (De Sica) che, non avendo altri vestiti, indossa la talare. Arrivano i Tedeschi e i due – il falso maresciallo e il falso prete – si tengono a vicenda la parte nel tentativo di salvare gli abitanti del paesino in cui si svolge la vicenda.

Personaggio: Totò, nella parte del ladro/maresciallo. Da Oscar.

Scene indimenticabili: almeno due. Quella in cui Totò fa finta di non conoscere le caratteristiche della pernacchia che aveva fatto infuriare il comandante tedesco e ne prova quattro o cinque tipi per vedere se ne riconosce una. E Totò che chiede alla padrona di cambiare in Cioféca dello Sport il nome del Caffé dello Sport, data la qualità autarchica, ovvero peggio che scadente, della bevanda.

 

Il federale

(1961, Ugo Tognazzi, George Wilson, Luciano Salce, Stefania Sandrelli. Regia: Luciano Salce)

Primo Arcovazzi, un poveraccio appartenente alla Milizia Fascista viene incaricato di portare a Roma – dall’Abruzzo e su un sidecar – un professore antifascista. Spera così di meritarsi il titolo di Federale, ma ormai il fascismo è finito, anche se lui non lo sa.

Personaggio: Tognazzi. Immenso.

Scene indimenticabili: «Buca. Buca con acqua». E la lettura del Passero solitario di Leopardi.

 

La grande guerra

http://youtu.be/FxPxRvHgx2k

(1959, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano, Romolo Valli. Regia: Mario Monicelli)

Ultimi mesi della Prima Guerra Mondiale. Due personaggi assolutamente inetti alla vita militare (Sordi e Gassmam), perennemente alle prese col problema di svignarsela in qualche modo, finiscono nelle mani del nemico e vengono fucilati mentre le truppe italiane entrano in Vittorio Veneto.

Personaggio: Sordi.

Scene indimenticabili: Quella in cui Oreste Jacovacci (Sordi), in un paese devastato da cui tutti cercano di fuggire ritrova Costantina – la donna dei soldati, diciamo così – e avvia con lei un mesto dialogo toccandole – nel frattempo – il seno. Lei per qualche secondo non se ne accorge, presa com’è dal dolore.

 

Paisà

(1946, attori non professionsiti. RegiaRoberto Rossellini)

6 episodi: Sicilia, Napoli, Roma, Firenze, Appennino Emiliano, Porto Tolle.

Personaggio: La guerra. L’ultima: quella dei padri e dei nonni. Così com’è stata.

Scene indimenticabili: l’episodio di Porto Tolle, ossia la storia delle famiglie dei casoni nelle valli del Po.

 

Tutti a casa

(1960, Alberto Sordi, Eduardo De Filippo, Serge Reggiani. Regia Luigi Comencini)

8 settembre 1943 (ancora). Nel corso di un addestramento di routine poco lontano da una caserma in Veneto il sottotenente Innocenze (Sordi) capisce che c’è qualcosa che non va: amici e alleati si sono scambiati i ruoli. Trovata la caserma distrutta decide di tornare a casa, a Napoli. «Non è un film di guerra», ha scritto il regista, «È un viaggio attraverso l’Italia in guerra compiuto da quattro uomini allo sbando».

Personaggio: Serge Reggiani (il sergente Ceccarelli) afflitto da amebiasi non sembra nemmeno che stia sullo schermo. Viene da cercarsi in tasca qualcosa per tirarlo su. Magnifico.

Scene indimenticabili: sul treno, il complotto per rubare da sotto la testa di Ceccarelli addormentato la valigia coi salumi.

 

Il generale Della Rovere

http://youtu.be/nmISuh4rDWw

(1959, Vittorio De Sica, Hannes Messemer, Vittorio Caprioli, Giovanna Ralli, Sandra Milo. Regia: Roberto Rossellini)

La Resistenza a Milano. Un personaggio squallido che vive di truffe, gioco d’azzardo e donne, viene catturato dai tedeschi e portato a San Vittore. Potrebbe aver salva la vita se facesse il nome di un ricercato alla Gestapo. In un sussulto di orgoglio che ne riscatta la vita oppone il suo rifiuto e fucilato assieme ad altri nel cortile del carcere.

Personaggio: De Sica, ovviamente. Grandissimo.

Scene indimenticabili: la fucilazione in cortile.

 

Una tigre in cielo

E infine un omaggio al cinema americano, attraverso un percorso un po’ tortuoso. Osservazioni marginali, le chiamerebbe qualcuno. In un film non di guerra (Sul lago dorato; 1981, con Katherine Hepburn, Henry Fonda, Jane Fonda. Regia di Mark Rydell) Norman Thayer, professore in pensione ritiratosi in un cottage sul lago cerca di ricordare il nome di un film con un aviatore che muore e quell’attrice biondina, come si chiamava? «Morivano sempre, gli aviatori», ricorda.

Il film esiste davvero. Si chiama Una tigre in cielo, il pilota che muore è Alan Ladd e la biondina è June Allyson, che pareva estratta pari da una pubblicità della Coca Cola o dei gelati Motta. Era terminata da poco la Guerra d’Indocina. Gli aviatori americani (Van Johnson, Gregory Peck, altri) avevano sempre il giubbotto di pelle marron col pelo suo colletto.

Da allora il film se ne stava rannicchiato, perso in qualche cantina della memoria di chi scrive. Ma la voce del doppiatore italiano di Henry Fonda, la sua perfetta mimesi di uno che sta ricordando, ha compiuto il miracolo. L’ultima scena, con June Allyson (chi era costei?) che guarda verso il cielo in cui sfreccia un aereo, è davvero un’americanata. Stupenda.

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