La parata più bella? «Su Fetfazidis»

Il futuro di Sportiello è a Bergamo «Fondamentale crescere qui»

Il futuro di Sportiello è a Bergamo «Fondamentale crescere qui»
03 Aprile 2015 ore 09:53

«Restare a Bergamo è fondamentale per la mia crescita. Sono a quota 30 gare in serie A, non a 400: il mio posto è qui. Per lavorare, per crescere e per migliorare». Marco Sportiello, a tratti, è perfino disarmante. Arriva in sala stampa con la solita calma olimpica, risponde ad ogni domanda pesando le parole e dando la dimostrazione di essere un ragazzo semplice e con i piedi per terra. Alla vigilia della sfida con il Torino racconta le sue sensazioni e spiega cosa serve all’Atalanta per salvarsi. Ma va più in là: basta chiedergli qual è stata la parata più bella e sorprende tutti: si ferma e ci pensa parecchio. Basta chiedere la gara che vorrebbe rigiocare e anche qui, mentre tutti sono convinti che sia l’errore con la Sampdoria ad averlo turbato, Marco Sportiello prende in contropiede e torna a Inter-Atalanta del girone di andata.

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«Fare più punti possibili». «Abbiamo due partite in casa di fila – racconta il numero 57 nerazzurro – contro Torino e Sassuolo, sono incontri complicati ma dobbiamo cercare di fare più punti possibili. Credo che ogni gara sia difficile, il calendario da qui alla fine può essere per noi favorevole, ma il segreto è pensare gara per gara. L’anno scorso giocammo di fila due sfide a Bergamo contro Cagliari e Catania ma eravamo ancora all’inizio del girone di ritorno. Quello che conta adesso è mantenere la distanza da chi ci insegue, che verrà a Bergamo per giocare a viso aperto».

Parma e Napoli. La Dea tornerà in campo dopo la sfida contro il Napoli: con gli azzurri fu una gara diversa, per quanto il risultato fu uguale ai match contro Parma e Udinese, di tutt’altro tono: «Contro il Parma e l’Udinese abbiamo visto un’Atalanta diversa da quella che è scesa in campo contro il Napoli. Siamo stati bravi a giocarcela, per mezz’ora avevamo l’uomo in meno ma la gara è stata molto buona. Tra Parma e Napoli distanza abissale? Vero, però quella contro i ducali è stata una cosa particolare. C’è stato il cambio di mister, fino alla fine non sapevamo se saremmo scesi in campo e vi assicuro che al Tardini gli avversari mi hanno stupito: hanno fatto una prestazione davvero buona, ci hanno messo voglia e grinta e addirittura qualche settimana prima anche la Roma era stata fermata. Le gare sono sempre da giocare, a Napoli è come se fosse iniziato un altro campionato visto che avevamo nelle gambe più lavoro con la nuova guida tecnica».

 

 

Stadi ostili e stimoli. I tifosi partenopei, fortunatamente, non dovranno più vedere Sportiello affrontare Higuain e compagni in questa stagione. Lui, invece, al San Paolo ci giocherebbe volentieri: gli stadi ostili caricano più delle coccole del pubblico di casa. «Ci tenevo a giocare al San Paolo e sono contento di quello che ho fatto. Devo dire che mi piace molto scendere in campo in stadi difficili e complicati dal punto di vista ambientale. Mi mette carica giocare lontano da casa, mi esalta il pubblico contro, e penso che in generale sia stimolante per molti giocatori misurarsi in un ambiente ostile. Ti porta a fare di più, a reagire in modo ancora migliore».

Verso Toro e Sassuolo. Classifica alla mano, la Dea contro Torino e Sassuolo avrà una fame grandiosa. Ma quanto contano le diverse motivazioni rispetto agli avversari? «In serie A ogni giocatore di ogni squadra vuole fare il massimo perché è un professionista. È indubbio che per l’Atalanta ci siano molte più motivazioni per noi anche perché i punti ci servono davvero. Nessuno scende in campo per fare brutte figure, non mi aspetto una gara facile ma, ripeto, i punti a noi servono tantissimo».

Salvarsi il 10 maggio? Alla fine della stagione mancano 10 gare, secondo molti addetti ai lavori vincere le prossima due potrebbe significare tantissimo sulla strada verso la salvezza. Sportiello però preferisce pensare alla distanza da mantenere. Con un pensiero: festeggiare la salvezza nel giorno del suo 23esimo compleanno. «Due vittorie discorso chiuso? Noi siamo davanti e dobbiamo pensare solo a noi stessi. Cerchiamo di vincere le nostre gare, il Cesena sta bene: ha vinto con Lazio in casa e per poco non strappava punti con la Roma. Sia il Cagliari che il Cesena devono anche affrontare il Parma, sono sicuro che i ducali scendano in campo per fare il massimo ma è una sfida tutta da decifrare. Vediamo, l’importante è tenere le distanze. Il 10 maggio è il mio compleanno e giochiamo a Palermo: arrivare a festeggiare la salvezza lì sarebbe bellissimo. Significa che da qui a quel giorno l’Atalanta riuscirà a ottenere 9 punti di distacco su chi ci segue. Sicuramente eviterei di arrivare all’ultima giornata».

 

 

Fetfazidis e l’Inter. Marco Sportiello è, senza dubbio, uno dei giocatori che hanno stupito di più in questa stagione. Ma qual è stata la parata più bella dell’anno? E quale la gara che rigiocherebbe subito? Risposte dirette, concetti semplici e tante ore passate davanti al video per rivedersi e valutarsi. «La parata più bella? È difficile, forse quella di Genova contro il Genoa: il destro di Fetfazidis al 94esimo poteva significare una beffa clamorosa. La gara che rigiocherei invece è quella contro l’Inter all’andata: sul gol di Osvaldo non ho potuto far nulla perché non l’ho vista partire, sul 2-0 potevo fare di più… ma in generale è una gara che non mi ha soddisfatto. Mi rivedo sempre dopo le gare ,torno a casa e mi metto a rivedere il match. Controllo le azioni, rivedo le parate e gli errori. Contro la Sampdoria, quell’errore sul destro di Eto’o non mi ha fatto particolarmente innervosire. Mi arrabbio molto di più per errori di concetto, di posizione o di scelta. Quello è stato un errore tecnico: ho anticipato il tiro, lui ha calciato piano e mi sono trovato con la mano posizionata male. Si tratta di un infortunio tecnico, può capitare, ma non mi ha tolto il sonno. Però dopo quella sconfitta è arrivato il cambio in panchina, quindi è risultato molto pesante. Per la sconfitta ma non solo».

L’Under 21. In questi giorni per Marco Sportiello è anche arrivata la chiamata azzurra: «L’ambiente dell’Under 21 mi piace molto, ci siamo confrontati con Bardi e Leali e abbiamo analizzato la nostra stagione. A fine stagione c’è l’Europeo, sono contento di essere stato chiamato ma ormai siamo a fine ciclo. Spero di fare un bel finale di stagione e di essere convocato, non ho ancora prenotato le vacanze ma adesso l’unica cosa che conta davvero è la salvezza dell’Atalanta».

E per il futuro? Poi la domanda più attesa, quella sul suo futuro: «Le voci di mercato fanno piacere, leggo anche io i giornali ma non so davvero nulla. Mi capita di sentire il procuratore che mi dice sempre di stare sereno e tranquillo, che non c’è niente di vero. Io penso solo a giocare. L’anno scorso nemmeno mi sognavo di vivere una stagione da protagonista come questa e adesso me la voglio godere al massimo. Da poche settimane ho ritrovato Biffi: mi conosce benissimo e se nel settore giovanile avevamo un rapporto allenatore-giocatore normale, adesso è più vicino a quello con un amico. Ci si confronta, si discute e si lavora in modo molto diverso. Il ruolo del portiere, tra l’altro, è un po’ particolare dal punto di vista del mercato: sento di tanti possibili movimenti ma siamo solo a marzo ed è normale».

 

 

Il Carpi verso la Serie A. C’è un pensiero poi, per l’anno prossimo: giocare Carpi-Atalanta. Un match che significherebbe salvezza per la Dea e promozione per i biancorossi, sua ex-squadra ora prima in Serie B. «Il Carpi per me non è una sorpresa, c’è una cultura del lavoro veramente importante e credo che non sia giusto chiamarla favola. Si lavora tantissimo, ci sono giocatori che stanno facendo benissimo e sono contentissimo per miei ex-compagni. Di Gaudio e Pasciutti hanno segnato contro il Bologna, lo stesso Gagliolo e molti altri sono giocatori di valore. Se arriveranno in serie A sarà durissima per tutti: faranno la squadra per salvarsi, il direttore sportivo Giuntoli è un martello e saprà allestire una compagine sicuramente all’altezza».

 

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