A Maranello dal '91 al '95

Alesi, il pilota del popolo Ferrari

Alesi, il pilota del popolo Ferrari
Personaggi 10 Giugno 2014 ore 11:15

L’11 giugno è la data di Jean Alesi. Se c’è un giorno al quale uno dei piloti più amati dai tifosi della Ferrari è particolarmente legato è proprio questo: è il giorno del suo compleanno e, insieme, della sua prima ed unica vittoria a bordo di una vettura di Formula 1, la rossa di Maranello ovviamente. Nasce ad Avignone – la città dei papi – nel 1964, in una famiglia di emigrati: il padre viene da Alcamo in Sicilia. Proprio dal padre Jean eredita la passione per i motori: l’esordio su una monoposto (un kart) avviene nel 1980. Seguono anni nelle categorie minori, dove il talento di questo ragazzo emerge in maniera prepotente prima in Formula Renault – una sorta di trampolino di lancio verso l’automobilismo professionista –, Formula 3, campionato francese, e Formula 3000, propedeutico all’ingresso in F1.

Il 1989 è l’anno della svolta: Jean conquista il campionato di Formula 3000, ottenendo 3 vittorie; partecipa alla 24 ore di Le Mans, senza però portarla a compimento. Ma, soprattutto, è l’anno del debutto in F1 che avviene il 9 luglio 1989 sul circuito francese Paul Ricard, situato in località Le Castellet, sostituendo sulla Tyrell Ford Cosworth il pilota italiano (ed ex ferarrista) Michele Alboreto, allontanato dalla scuderia per problemi interni. Il novellino francese, partito dalla 16esima posizione, stupisce tutti, classificandosi quarto dietro Alain Prost, Nigel Mansell e Riccardo Patrese. Riesce così ad andare a punti e a superare il più rodato “compagno” di squadra Jonathan Palmer, decimo. La prestazione gli vale la riconferma in Tyrell, e l’inizio di una carriera segnata da grandi prestazione, ma anche da tanta sfortuna.

Nel 1991 passa in Ferrari come scudiero di Prost. L’obiettivo del duo francese è chiaro: riportare a Maranello il titolo che manca dal 1979, quando trionfò il sudafricano Jody Scheckter. Il solo fatto di  aver scelto la Rossa lo ascrive di diritto tra i favoriti dai tifosi, che sapevano che il nuovo acquisto aveva già firmato un pre-contratto con la Williams, con la quale probabilmente si sarebbe tolto maggiori soddisfazioni personali. Lo cestinò non appena arrivò la richiesta della Ferrari. Gli anni a Maranello, avari di risultati, sono però l’occasione per dimostrarsi un pilota del “popolo rosso”: non mollava mai, in nessun Gran Premio; era dotato di un istinto che lo portava ad andare contro tutto e tutti pur di difendere le sue decisioni e esaltare le prestazioni della macchina; brillava di simpatia. Fantastico il siparietto con cui festeggiò la sua unica vittoria in F1, avvenuta nel 1995 a Montreal durante il GP del Canada il giorno del suo 31° compleanno: dopo aver tagliato il traguardo con la rossa numero 27, rimase senza benzina. Non potendo rientrare ai box con la vettura, salì a cavalcioni della Benetton di Schumacher, con cui aveva lottato per la vittoria ed a cui lo lega tutt’oggi una profonda amicizia, e continuò a festeggiare oscillando le braccia al cielo.

 

https://www.youtube.com/watch?v=tNo5R-LA9Co

 

Questo era il pilota Alesi: un guidatore che ebbe poca fortuna in Ferrari, e che ottenne i migliori risultati nella classifica piloti con la Benetton di Flavio Briatore negli anni seguenti: due volte quarto nel 1996 e nel 1997, migliorando i due quinti posti ottenuti con la Rossa nelle stagioni precedenti. Proseguì la sua attività tra Sauber, Prost (dove ebbe un litigio furioso con il suo ex-compagno Alain Prost, padrone della scuderia) e Jordan, prima di abbandonare la F1 il 14 ottobre 2001 nel GP del Giappone a Suzuka.

 

Ecco il ritratto di Alesi da parte del giornalista di F1 Giorgio Terruzzi:

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