La città della gioia

15 Maggio 2017 ore 06:30

Li hanno contati, a uno a uno. Anche perché, loro malgrado ne hanno avuto di tempo, i tifosi atalantini. I loro giorni senza Europa sono stati 9.551: dal 20 marzo 1991 al 13 maggio 2017. Ieri sera, il sortilegio è stato infranto, il paradiso è stato conquistato aritmeticamente con due turni d’anticipo e manca soltanto un punto per il quinto posto definitivo.

Dovrà faticare ancora il Milan piccolo piccolo visto a Bergamo, stretto attorno all’unico gigante, Donnarumma e salvato in extremis da Deulofeu, ma, per troppo tempo catenacciaro e contropiedista. Sacchi starà sicuramente inorridendo. La Dea, invece, ha coronato una stagione storica e pazzesca, non a caso suggellata da Conti, terzino cannoniere all’ottavo centro che, in campionato, ha segnato addirittura più di Sergio Ramos nella Liga. Ventura e Di Biagio, in tribuna con Oriali, avevano un’aria comprensibilmente soddisfatta. Conti, strepitoso come Caldara, Kessie, Petagna, Cristante, Spinazzola, Gomez, Berisha, Masiello, Toloi, Freuler, Kurtic, Hateboer, Grassi e gli altri mattatori di un’avventura firmata Gian Piero Gasperini.

L’EuroDea non è un prodigio divino. Scaturisce da un’impresa che viene da lontano: è il giugno 2010 quando Antonio Percassi ricompra il club finito in serie B. Lo riporta subito in A, più forte di tutto, anche di due penalizzazioni consecutive (-6 e -2) neutralizzate dall’era Colantuono; dei linciaggi mediatici, locali e non, contro i tifosi della Curva Nord. Percassi il Ricostruttore: qualifica incontrovertibile, considerata una delle sue fortunate attività, ramo immobiliare. Percassi che investe 35 milioni nel vivaio e nel centro sportivo di Zingonia; conferma Favini e, quando il Maestro si ritira, punta su Maurizio Costanzi, mago del settore giovanile Chievo, mentre Pierpaolo Marino prima e Giovanni Sartori dopo, cementano il Palazzo, portato sino al quinto piano da un tecnico fenomenale quanto a valorizzazione dei giovani e coraggio di lanciarli. E’ Gasp, il teorico di un gioco offensivo che fa spellare le mani, appena riconfermato sino al 2020.

Non pago, tre giorni prima dell’impresa, Percassi compra lo stadio di Bergamo. La città della gioia. Che se la goda tutta.

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