Ha avuto 1.500 amanti

La vita da pensionato viveur di Juan Carlos, re emerito di Spagna

La vita da pensionato viveur di Juan Carlos, re emerito di Spagna
28 Aprile 2015 ore 12:50

Era il 2012, la Spagna si trovava in uno dei momenti più difficili e delicati della sua storia: il rischio default era dietro l’angolo e la disoccupazione aveva toccato i massimi storici. Mentre il Paese arrancava in una palude di dubbi e debiti, l’allora re Juan Carlos I si divertiva in un safari in Botswana. Durante quella vacanza, non annunciata e tenuta nascosta al popolo iberico, cadde e venne ricoverato in ospedale. A quel punto non si poteva più coprire la notizia e l’opinione pubblica insorse: mentre la Spagna faticava ad arrivare a fine mese, il re se la spassava. Juan Carlos fu costretto a tenere una conferenza stampa, in cui per la prima volta si presentò ai propri sudditi imbarazzato e contrito: «Mi dispiace molto, ho sbagliato. Non succederà più».

E in effetti non è più successo, almeno fino a quando decise di abdicare in favore del figlio, l’ora re Felipe VI. Ma non appena è andato in pensione, Juan Carlos ha pensato bene di riprendere i suoi abituali standard di vita. E mentre il nuovo sovrano detta la nuova linea della Casa Reale (trasparenza, sobrietà, discrezione), il re emerito gira il mondo, tra spiagge caraibiche, visite agli amici sceicchi del Golfo e tour gastronomici nei ristoranti più lussuosi di Europa e Stati Uniti.

 

 

I malumori di Felipe. I cronisti spagnoli più vicini alla Casa Reale assicurano che Felipe VI è tutt’altro che felice delle abitudini del padre. Dopo gli scandali legati alla corruzione degli ultimi anni, il consenso della popolazione nei confronti della Corona è sceso ai minimi storici e il suo obiettivo è tentare di dimostrare che anche il monarca e la sua famiglia sono, in realtà, vicini alle sofferenze della gente. Difficile farlo, però, quando hai un padre che, in meno di un anno (son passati 10 mesi dall’incoronazione di Felipe), ha percorso più di 55mila chilometri tra viaggi, soggiorni extralusso e pasti pantagruelici. Il re osserva dunque con occhio preoccupato Juan Carlos, ma è impotente: da sempre il sovrano emerito è un “cavallo pazzo”, che ama fare di testa sua, nel bene e nel male. E ora che è in pensione (dorata) e non ha più alcun ruolo istituzionale, se ne guarda bene dall’ascoltare le critiche degli altri, siano pure, questi altri, i suoi parenti.

Felipe sta provando in ogni modo a recuperare consensi: si è ridotto lo stipendio da re del 20 percento ed è impegnato quotidianamente in incontri pubblici tesi a dare un’immagine nuova e moderna della Casa Reale. Dal canto suo, Juan Carlos non ci pensa proprio a tagliarsi quei 187.356 euro annui di denaro pubblico che proprio Felipe VI gli ha assegnato e ora non riesce a ridurre. A questi soldi va poi aggiunta un’indefinita fortuna privata che, nei quasi 50 anni di reame, il sovrano emerito ha accumulato e su cui non è mai stata fatta molta chiarezza. Negli ultimi mesi è stato una settimana nel più lussuoso complesso alberghiero della Repubblica Dominicana, qualche altro giorno a Beverly Hills e in Inghilterra per assistere a una partita della Premier (all’Etihad Stadium per Manchester City-Tottenham, essendo molto amico dello sceicco Mansour bin Zayed al-Nahyan). In Spagna passa da una corrida a una cena in alcuni dei ristoranti più costosi del Paese come se nulla fosse. E poi una toccata e fuga alle Barbados, un’altra in Arabia Saudita, week-end di Formula 1 in occasione dei gran premi nei Paesi governati dai suoi amici sceicchi, come Abu Dhabi o Bahrein.

 

 

Un rapporto compromesso. Inutile dire che, davanti a questi fatti, il rapporto tra Felipe e il padre s’è deteriorato. Ma è un rapporto compromesso oramai da tempo, così come quello del re emerito con tutta la famiglia. Con il figlio che ora siede sul trono, le cose si complicarono nel momento in cui Felipe prese pubblicamente le parti della madre Sofia, stanca dei continui tradimenti del marito. Da allora iniziò un durissimo braccio di ferro: per mesi Juan Carlos resistette alle pressioni di chi ne chiedeva l’abdicazione, fino a quando decise di mollare, dieci mesi fa. Lo confermano le rivelazioni presenti nel libro Final de partida, scritto dalla giornalista Ana Romero. Che gli equilibri fossero precari lo evidenzia il fatto che in più di un’occasione Juan Carlos decise di “contrattaccare” prendendo di mira la moglie di Felipe, Letizia, considerata «inadatta» a ricoprire il ruolo di regina. Nelle pagine del libro, la Romero conferma anche che sin dal 2009 Juan Carlos avrebbe valutato l’ipotesi di divorziare da Sofia. L’ipotesi è stata rilanciata dalla stampa iberica anche dopo l’abdicazione, ma non si sa quanto oggi sia ancora reale.

 

 

Una coppia scoppiata (da tempo). La stampa crede che le prime crepe nel rapporto tra Juan Carlos e Felipe siano da rinvenire proprio nel rapporto di coppia tra il re emerito e la moglie Sofia. Ma i meglio informati negano: la relazione tra Juan Carlos e Sofia era in crisi da anni. La giornalista di El Mundo, Pilar Eyre, nel libro La Soledad de la Reina (2012), ha raccontato la triste vita della regina Sofia, moglie ingannata e tradita da un marito che, a dar retta a un suo amico intimo, avrebbe avuto ben 1.500 amanti. Dal canto suo, Juan Carlos viene descritto come un donnaiolo impenitente e narcisista, più attento a ben apparire agli occhi delle fanciulle piuttosto che a quelli dei suoi sudditi. Sempre secondo la Eyre, il re emerito e sua moglie non dormono insieme dal 1976, quando Sofia volle fare una sorpresa al marito e andò a trovarlo nella sua tenuta di Toledo. Lo trovò a letto con un’altra donna. Fece di tutto per recuperare il rapporto, ma non c’è stato verso. Nel libro non vengono fatti i nomi delle presunte amanti per evitare noie legali, ma gli indizi offerti sono tanti («la vedette», «la decoratrice di Maiorca», «le due Paloma», «la spogliarellista dagli impressionanti occhi verdi»). E non ci vuole molto a capire che se anche solo il 50 percento di queste storie fossero vere, Felipe VI avrebbe tutti i buoni motivi per non vedere di buon occhio il padre. Non solo per la sua pensione dorata.

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