Morto sulla A4

La mamma di Johnny: «Mio figlio non era santo, ma nemmeno folle»

La mamma di Johnny: «Mio figlio non era santo, ma nemmeno folle»
11 Dicembre 2017 ore 08:00

Parlano i familiari di Johnny Lacasella, il ventunenne tragicamente morto investito sull’A4 nella notte tra sabato 25 e domenica 26 novembre, dopo aver passato una serata con gli amici alla discoteca Bolgia, di Osio Sopra. «Mio figlio non era un folle: non voleva morire – racconta la madre, Francesca Guerra -. Se ha scavalcato quella recinzione è perché si sentiva in pericolo e per lui rappresentava l’unica via di uscita. Johnny non era un santo, non si tirava indietro nell’affrontare le situazioni. Qualcosa deve essere accaduto già dentro al locale. Di mio figlio mi hanno riconsegnato solo il giubbotto e una scarpa».

La madre di Johnny continua a chiedersi cosa abbia spinto suo figlio ventunenne a oltrepassare il filo spinato che divideva il piazzale della discoteca Bolgia di Osio Sopra dall’autostrada A4. Lacasella, nella notte tra sabato 25 e domenica 26 novembre è morto sul colpo dopo essere stato travolto da un’auto in transito, tra i caselli di Dalmine e Capriate. Una tragedia che ha sconvolto un’intera famiglia e i tanti amici del giovane sestese. Mamma Francesca, papà Lorenzo e la sorella minore di Johnny, Elison, 13 anni, hanno appreso della tragica fine del loro «Uagliò» (come piaceva farsi chiamare Johnny) nella loro casa di via Marx 495, in un condominio popolare a pochi metri dalla chiesa del quartiere di Cascina Gatti, dove sabato scorso – a una settimana esatta dalla tragedia, nella parrocchia Beato Mazzucconi – sono stati celebrati i funerali del ventunenne.

Cosa è accaduto veramente all’1.30 di sabato scorso? Lacasella era arrivato davanti alla discoteca assieme ad alcuni amici, per passare la serata. L’unico aspetto finora confermato è che Johnny è stato allontanato dal locale poco dopo essere entrato al Bolgia. Gli amici che avevano raggiunto Osio Sopra assieme al ventunenne, invece, pare che siano rimasti all’interno. «Già all’interno della discoteca era a torso nudo e disturbava gli altri clienti – ha dichiarato il titolare del locale, Tonino Vecchi – L’allontanamento è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza, che evidenziano l’estrema correttezza d e l l’operato degli addetti alla sicurezza». Se davvero stessero così le cose, perché Johnny – da lì a pochi…»

 

Per leggere l’articolo completo, rimandiamo a pagina 43 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14. In versione digitale, qui.

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