Ecosostenibilità innanzitutto

La nuova incredibile sede Apple Un’astronave immersa nel verde

La nuova incredibile sede Apple Un’astronave immersa nel verde
04 Maggio 2017 ore 05:15

Più che un trasloco sarà quasi una trasmigrazione biblica: in questi giorni Apple, la società con maggiore capitalizzazione al mondo, inizia il delicato processo di trasferimento nella nuova fantasmagorica sede di Cupertino: 780mila metri quadri, ad appena due chilometri dall’attuale sede storica. I fan l’hanno ribattezzata “l’astronave madre”, visto che la struttura più che avveniristica è fantascientifica. Infatti è un gigantesco anello, con all’interno un’area verde, con tanto di lago di 12 ettari.

Il progetto di Steve Jobs. “Astronave madre”, o come lui più prosaicamente l’aveva chiamato, “Campus 2”, era stata l’ultima intuizione di Steve Jobs. L’aveva presentata davanti al consiglio comunale di Cupertino, poco prima di morire. «Fino ad oggi – aveva detto in quell’occasione – l’area paesaggistica ha rappresentato il 20 per cento del campus di un’azienda, per di più con la maggior parte tutta di parcheggi asfaltati. Quello che vogliamo fare noi è cambiare completamente questo approccio, portando l’area paesaggistica a essere l’80 per cento della superficie». Per questo ha voluto acquisire un’area complessiva di 71 ettari, e ha immaginato un progetto architettonico completamente integrato con lo sviluppo paesaggistico.

 

 

Il verde. Aveva programmato anche il numero di alberi da piantare: 8mila (di cui mille esistenti). E li aveva anche scelti personalmente assieme a un gruppo di ambientalisti californiani, capitanati da Dave Muffly, figura di spicco del movimento ecologista americano. Ci saranno così querce sempreverdi, olivi, conifere e soprattutto alberi da frutto per ricreare l’ambiente ecologico della vecchia Santa Clara Valley. Prima di diventare Silicon Valley questa zona era nota come Fruit Valley, grazie all’abbondanza di piante, scomparse a causa dell’industrializzazione forzata avvenuta nel secondo dopoguerra. Steve Jobs ha persino progettato un sistema di irrigamento che non comportasse spreco di risorse idriche: una riserva da 690mila litri sfrutta il riciclaggio delle acque del vicino centro abitato di Sunnyvale.

L’ecosostenibilità. L’imprinting ecologico è radicale. Per fare un esempio, il condizionamento dell’aria sfrutta il clima mite della California settentrionale: la struttura è stata studiata per permettere circolazione libera dell’aria tra spazi interni ed esterno, in modo tale da permettere un condizionamento naturale molto efficace e a costo energetico zero. Naturalmente le auto spariscono, inghiottite sottoterra da tunnel a quattro corsie per rendere più snelli e meno inquinanti possibile i movimenti. L’edificio è a impatto zero, grazie a pannelli fotovoltaici ad alto rendimento, di fabbricazione tedesca (che ne dirà Trump?).

 

 

Numeri e ambienti. I dipendenti che traslocano sono 13mila. Dato che i metri quadri dell’Astronave saranno 780mila, vorrebbe dire che ciascuno ne ha disposizione 65. Vale a dire un piccolo appartamento. Naturalmente non è così, perché la nuova sede prevede di tutto e di più: un centro per i visitatori, con uno store e una caffetteria aperta al pubblico, un centro fitness da ben 9300 per i dipendenti. E poi naturalmente laboratori di ricerca e sviluppo e lo Steve Jobs Theater. È da qui che d’ora in avanti i fans della mela assisteranno al fatidico rito della presentazione dei nuovi prodotti. Il costo del tutto? Si dice 5 miliardi di dollari.

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