L'incidente poco prima dell'una

Ami, la ragazza di 22 anni morta la notte di Natale in via Tre Armi

Ami, la ragazza di 22 anni morta la notte di Natale in via Tre Armi
28 Dicembre 2017 ore 06:00

È morta la notte di Natale a 22 anni travolta in bicicletta mentre ritornava a casa da Città Alta. Amarilli (Ami) Corti, abitava in via Moroni a Bergamo, ma era nata e per anni aveva vissuto a Calolziocorte. L’incidente è avvenuto poco prima dell’una in via Tre Armi, all’altezza della curva proprio sotto la cannoniera di San Giovanni. La ragazza in sella alla sua bici elettrica è finita contro una Citroen Cactus, condotta da un uomo di 41 anni. Dopo l’impatto l’investitore si è subito fermato e ha messo in moto la macchina dei soccorsi.

Sul posto si sono precipitati gli uomini del 118, i volontari della Croce Rossa e gli uomini della Questura. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimare la ventiduenne, ma per lei non c’è stato nulla da fare. La polizia ha messo sotto sequestro la Citroen Cactus e la bicicletta. L’automobilista è stato indagato a piede libero per omicidio stradale, come prevede la prassi. Dopo i rilievi dell’incidente, è stata la dirigente della polizia stradale, Mirella Pontiggia, ad avvertire di persona i genitori. Il pubblico ministero ha rilasciato il nulla osta per i funerali, che si terranno mercoledì 27 dicembre alle 14.30 nella parrocchia di Lorentino, a Calolziocorte.

 

 

Ami Corti aveva compiuto gli anni tre giorni prima, il 22 dicembre. Aveva passato la serata di Natale con alcuni amici. Diplomata al liceo musicale Secco Suardo, le sue grandi passioni erano la musica, la poesia e l’arte. Frequentava un corso di tessuti aerei alla Jump Academy di Curno, per imparare le acrobazie spettacolari su teli sospesi. La notizia della sua morte ha suscitato un’ondata di cordoglio a Calolziocorte, la cittadina della Valle San Martino in cui la famiglia aveva vissuto per molti anni. Il papà Rudy aveva lavorato come bibliotecario, mentre la mamma Natalia, chiamata da tutti Rita, era maestra d’asilo. Prima di trasferirsi a Bergamo, i Corti abitavano in via Grandi, sul confine con Vercurago. Centinaia di calolziesi in questi giorni si sono stretti al papà, alla mamma e al fratello Matteo e il dolore si è riversato in rete con numerosi messaggi di cordoglio, riportati su sito internet dal Giornale di Lecco.

«Alla tua età non si dovrebbe riposare in pace ma prendere la vita a morsi… Di te Amarilli mi resterà il sorriso contagioso e la spontaneità di bambina… Buon viaggio e se puoi trova un modo per continuare a “vivere”.. nei cuori di chi ti ha voluto bene lo farai di certo», scrive Grazia. E ancora. «Spero che si faccia chiarezza sulla dinamica dell’incidente! Una bravissima ragazza! Tanto dolore», aggiunge Barbara. Sconcerto e tristezza nelle parole di Mari: «Condoglianze alla famiglia e una preghiera per un altro giovane angelo volato in cielo». Mirco: «Sono completamente sotto shock… non mi sento le gambe non ho metabolizzato niente. Non ci credo, non ci voglio credere!!!!!!!! PERCHÉ! Sei stata la prima persona quando mi sono trasferito a starmi vicino, eri la migliore, la mia migliore amica. Sapevi tutto di me ed io tutto di te… poi ultimamente ci siamo persi, ma ciò non significa che il nostro legame fosse rotto. Perché nel mio cuore un posto per te c’è sempre stato… porterò i tuoi consigli, le tue parole, le sigarette in bagno, le giornate a fare i cretini, tu da me ed io da te, i tuoi pensieri più profondi, la tua voce… mi mancherà tutto terribilmente. Mi mancherai tu… anche se lontani ma sempre nel cuore… Dio ha deciso di portarti via nella sua notte.. ora canterai con lui!! Ciao amore mio».
Cristina: «La tua vita spezzandosi ha prodotto un’eco che ricadrà su tutti coloro che ti hanno amato… Sarà dolorosissimo sopravvivere a te…». Luca: «Sto continuando a pensare “è una bufala! Non puoi essere morta così, non il giorno di Natale, non dopo quello che hai passato…”. E invece è amaramente vero. Mi ricordo di te gioia, ero al Parco Caprotti questa estate e sei passata tu, ci siamo abbracciati e abbiamo parlato del più e del meno. Ci eravamo anche promessi di rivederci per un caffè tranquillo per raccontarci meglio le nostre vite, ma purtroppo il destino non ha voluto così. So che non eravamo migliori amici né ci sentivamo giornalmente, ma ti ho sempre voluto bene e ogni volta che ti vedevo mi riempivi il cuore di gioia».

Anche gli amici dell’Isrec di Bergamo hanno voluto tributare alla ragazza un ultimo commosso pensiero: «Con curiosità e generosità eri arrivata in Isrec con i tuoi compagni e professori per lavorare con noi perché anche a Bergamo ci fosse un Settantesimo anniversario della Resistenza speciale. Con la tua bellissima voce avevi ricantato canzoni antiche, rivivendole con l’energia e la speranza dei tuoi vent’anni. Ci stringiamo alla tua famiglia, ai tuoi compagni, a chi ti ha voluto bene». Un ricordo, infine, anche da parte degli insegnanti della Jump Academy: «Non dimenticheremo mai il tuo viso sempre sorridente e la gioia che portavi con te a lezione… Ci mancherai Amarilli».

 

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