Tecnologia e speranza

L’alpinista che non può camminare e il miracoloso esoscheletro robot

Franco Tonoli, 58 anni di Gazzaniga, ha scalato addirittura con Mario Merelli. Poi una caduta l'ha immobilizzato dalla vita in giù. Ora, però...

L’alpinista che non può camminare e il miracoloso esoscheletro robot
27 Settembre 2017 ore 05:30

Nei momenti più duri, cinque anni fa, non ci avrebbe mai creduto: trovarsi in prima fila in una corsa podistica, sulle proprie gambe. È invece un sogno che si è avverato, quello di Franco Tonoli, 58 anni di Gazzaniga, che vive immobilizzato (o forse è meglio dire viveva) su una carrozzina. Lui e la moglie Ileana Locatelli (un passato da atleta della nazionale azzurra di sci al fianco di Claudia Gordani) sono sposati dal 1989 e hanno una figlia, Valeria, di ventisette. La passione per la montagna è un denominatore comune, dato che Franco negli anni ha concluso tre Trofei Mezzalama di scialpinismo, compiuto spedizioni in Nepal con Mario Merelli, scalato il Bianco e l’Ortles, completato raid a Capo Nord ed in Islanda. Insieme, nel 2011, Franco e Ileana hanno raggiunto la vetta del Cervino.

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La sfida più dura. La sfida più dura, e per questo forse ancora più appassionante, si presenta però il 21 settembre 2012, quando Franco Tonoli è vittima di un gravissimo incidente mentre scala una parete in Grecia, sull’isola di Kalymos. Una diagnosi tremenda: frattura di dodici costole, lesione alla milza con emorragia interna ed esplosione della dodicesima vertebra lombare con fuoriuscita del midollo. È’ salvo per miracolo, ma con una sentenza difficile da digerire: paraplegia, paralizzato dalla vita in giù. Dopo mesi di crisi e di buio («Non nego di aver pensato al peggio»), Franco scarica la voglia di riscatto di cui è capace nella caccia a strumenti sempre più adeguati per garantirsi una mobilità efficace e quotidiana. Una vera e propria ricerca di libertà. «Dapprima ho affrontato carrozzina e automobile, poi l’handbike, la bicicletta a braccia che è valsa l’oro olimpico ad Alex Zanardi. Su internet, insieme a Ileana, abbiamo scoperto anche il Triride, un monociclo a motore ideato a Civitanova Marche. È l’uovo di Colombo: aggiunge una ruota frontale a una normale carrozzina e la fa diventare un triciclo motorizzato».

Un esoscheletro robot. Da internet arriva anche un altro input, decisivo: l’idea di un ricercatore israeliano, Amit Goffer, che ha creato l’esoscheletro ReWalk (“cammina di nuovo”) che offre la possibilità di rimettere in piedi persone paraplegiche supportandone i movimenti. «È un robot indossabile – spiega Franco – con piccoli motori posti all’altezza di anche e ginocchia, comandati da un computer portato in uno zaino sulle spalle». A prima vista sembra fantascienza, ma il passaparola, la rete e, soprattutto, la solidarietà di tanti amici in Valle Seriana fanno di Franco un testimonial cocciuto e contagioso, grazie a questo ritrovato della tecnica.

 

Rewalk Race 2017 – TG1

Il servizio sulla ReWalk Race al TG1.
Ancora complimenti a tutti i partecipanti!

Pubblicato da ReWalk Italia su Martedì 19 settembre 2017

 

La gara e un traguardo. Da qui alla Rewalk race disputata per la prima volta domenica 17 settembre a Brescia il passo (è il caso di dirlo) è davvero breve. Franco è stato uno dei nove partecipanti, che come lui hanno deciso di mettersi in gioco per testare e sviluppare l’esoscheletro realizzato dalla ReWalk Robotics, La gara è stata disputata su un percorso di circa 1,1 chilometri (e per chi si era visto impossibile anche un passo di pochi centimetri è più di una maratona) attorno alla Casa di Cura Domus Salutis, clinica di riabilitazione della Fondazione Teresa Camplani. «Lo scopo – aggiunge Tonoli – è innanzitutto dare visibilità alle reali potenzialità derivanti dall’utilizzo dell’esoscheletro Rewalk, diffonderne la cultura e stimolare il supporto di enti e istituzioni esterne al mondo della riabilitazione. È un’opportunità concreta che la tecnologia mette a nostra disposizione, che può contribuire in modo decisivo alla partecipazione sociale attiva di chi subisce una lesione midollare. La diffusione dell’esoscheletro è la condizione necessaria per abbattere i costi di ricerca e sviluppo». Il traguardo appare possibile e Franco, con Ileana e gli altri runners del ReWalk, non mancherà di tagliarlo.

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