L’assoluta grandezza del Gasp e il travolgente effetto Barrow

Personaggi 30 Aprile 2018 ore 07:50

Gian Piero Gasperini l’aveva detto un anno fa, di questi tempi, quando la volata europea dell’Atalanta si stava facendo irresistibile: «La cosa più bella di questa avventura? La felicità che la squadra regala ai nostri tifosi». Ecco, qui sta il punto. Sono trascorsi dodici mesi e, come dimostra l’entusiasmo dei tifosi, questa riserva di gioia continua a rigenerarsi grazie al volo di una squadra in condizione divina. Addì 29 aprile 2018, l’Atalanta batte il Genoa e coglie la terza vittoria consecutiva confermandosi al sesto posto in piena zona Europa League; l’Atalanta viene esaltata dal talento purissimo di Musa Barrow, alla seconda rete in Serie A, e dal nono gol in campionato di Bryan Cristante, terminale di un’azione spettacolosa. L’Atalanta rimira il nuovo capolavoro balistico di Ilicic che torna dopo sei partite e fa impazzire la Curva Nord con una conclusione di rara bellezza.

Nel girone di ritorno, i nerazzurri marciano a un’andatura tale da collocarli al quarto posto, limitando la classifica alla seconda parte del campionato; nel girone d’andata, dopo 16 partite i nerazzurri avevano collezionato 27 punti, mentre nel ritorno sono già 31 e ce ne sono ancora nove a disposizione. Ciò che conta è la brillante condizione atletica del gruppo, evidente figlia di una preparazione mirata a reggere lo sforzo finale nonostante il durissimo triplo impegno campionato, Europa League, Coppa Italia, gli infortuni che di volta in volta hanno privato Gasperini di elementi cardine, eppure sostituiti con innesti all’altezza (come non pensare a Gosens che, di partita in partita, legittima la successione a Spinazzola nella prossima stagione?).

E poi c’è Barrow, il diciannovenne Musa Barrow, che non finisce di conquistare il pubblico e la critica con quel suo modo di giocare che, in questo momento, gli permette di essere titolare al posto di Petagna e di Cornelius. Mancano 270′ minuti al coronamento del sogno europeo: qualora si realizzasse, confermerebbe quanto grande sia la fortuna di chi ama l’Atalanta e vive in questa Età dell’Oro.

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