L’Atalanta può vincere lo scudetto del bilancio

11 Dicembre 2015 ore 13:20

Un fatto è certo: comunque vada, per l’Atalanta sarà un successo. Venerdì 18 dicembre, ad Arezzo, verrà assegnato lo scudetto del bilancio: il club bergamasco è in lizza per vincerlo sia per la gestione della prima squadra (le rivali sono la Juve, la Lazio e il Torino) sia per il vivaio (avversarie Inter, Milan e Roma).

Spiega Marcel Vulpis, direttore di sporteconomy.it, uno dei siti più brillanti in materia di calcio e business, promotore del Premio Fair Play Finanziario, patrocinato da Coni, Federcalcio, Lega Serie A, Lega serie B e Ministero dell’Economia: “Abbiamo varato  il monitoraggio e approfondimento, con cadenza annuale, sulla  sostenibilità economica delle imprese di calcio. L’Atalanta è l’unico club di serie A (la stagione di riferimento è la 2014-2015) ad essere presente su entrambi i fronti (prima squadra e settore giovanile): una conferma della bontà del progetto globale della società di Antonio Percassi”.

Le nomination sono scaturite dall’esame dei club più virtuosi, i cui conti sono stati analizzati

secondo parametri omogenei e scientifici. Il 18 dicembre, Arezzo ospiterà un convegno nazionale sul tema:  “Il Futuro del Fair Play Finanziario”. Interverranno alcuni fra i maggiori esperti in materia di Fair Play Finanziario.

In un panorama di desolante crisi economica del Sistema Calcio Italia che, negli ultimi dieci anni ha registrato i fallimenti a catena di troppi club professionistici, dalla A alla Lega Pro, culminati nel caso Parma, l’Atalanta si pone sempre più come un modello di gestione oculata ed efficiente, in grado di coniugare la sostenibilità d’impresa con i risultati sportivi. Lo dimostra lo strepitoso avvio stagionale della squadra di Reja. Mai, da quando sono stati istituiti i tre punti a vittoria, la squadra nerazzurra aveva totalizzato 24 punti nelle prime 15 gare di campionato.

C’è dell’altro: c’è il legame, unico nel suo genere, fra la società, la squadra e la gente di Bergamo che la Festa della Dea ogni anno rende sempre più forte; ci sono gli investimenti a tappeto nel centro sportivo di Zingonia e nel vivaio; c’è la valorizzazione dei talenti che a Zingonia sono cresciuti e hanno portato alle plusvalenze realizzate nell’arco di dodici mesi con le cessioni di Bonaventura, Baselli e Zappacosta già rimpiazzate dal lancio in prima squadra di Sportiello, Grassi e Conti; c’è l’avvio della ristrutturazione e l’ammodernamento dello stadio Achille e Cesare Bortolotti, dopo cinquant’anni di immobilismo e ignavia della classe politica locale di ogni colore;  c’è lo sviluppo tumultuoso della commercializzazione del marchio Atalanta e della comunicazione atalantina, forte di una presenza sempre più qualificata e incisiva sul web, nonché delle sinergie con il Gruppo Percassi che conta circa 6 mila dipendenti e ha appena ricevuto gli elogi dell’Economist per i successi di Kiko, uno dei gioielli della collezione. Il più prezioso, passionalmente parlando, si chiama Atalanta. Lo scudetto del bilancio sarebbe il sigillo che questa Atalanta merita.

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