Una vittoria che vale doppio È l'autunno d'oro della Dea

Personaggi 24 Ottobre 2017 ore 06:00

Vale doppio la vittoria sul Bologna: primo perché la squadra di Donadoni è una delle più in forma del campionato e in trasferta, sino all'impegno di Bergamo, dall'inizio del campionato aveva avuto un rendimento strepitoso; secondo, perché, a meno di 72 ore dal successo sull'Apollon, ancora una volta l’Atalanta ha dimostrato di essere una grande squadra. Soltanto se si possiede la mentalità e l’organico degni di questo rango, è possibile macinare risultati sia in campionato sia in Europa League.

Gasperini si conferma l’autentico valore aggiunto di un gruppo che, di volta in volta, esalta i suoi protagonisti. A Reggio Emilia aveva brillato la stella di Petagna, centravanti di manovra mai abbastanza elogiato per il ruolo che ricopre, alla faccia di chi non ha ancora capito quanto rilevante sia la sua importanza sullo scacchiere della Dea. Oggi, a risolvere la partita è stato Cornelius, bomber d’antico stampo che, nel turnover gasperiniano, si fa trovare al posto giusto nel momento giusto.

Qui sta il punto. La sagace gestione dell’organico è la chiave di volta per spiegare l’autunno d’oro di un’Atalanta che non finisce di stupire per la sua maturità. Battere il lanciatissimo Bologna di Donadoni, assieme alla Samp una delle realtà più interessanti in questo primo scorcio di stagione, significa avere piena consapevolezza della propria forza, spostando ogni volta più in là i propri limiti.

Per non dire del pieno recupero, prima ancora psicologico che atletico, di Spinazzola e questa è una gran bella notizia. Per l’Atalanta, per Spinazzola e per la Nazionale dopo la sciagurata decisione che indusse Ventura a mandare l’atalantino allo sbaraglio contro la Spagna, pur non avendo Spinazzola un minuto di gara ufficiale nelle gambe. Gasperini, invece, ha suonato un’altra musica e, ora, Spinazzola è decisamente tornato a essere ciò che era stato nella stagione del quarto posto: un vero punto di forza.

Mercoledì arriva il Verona che se la passa male e ha pure perso il derby: l’Atalanta ha la possibilità di fare altri tre passi avanti. Questa Dea ha 110 anni, ma non finisce mai di correre. E la sua gente corre con lei.