Da Il Sole 24 Ore

Azioni cresciute del 400% in 3 anni Sì, vi siete persi una bella occasione

Azioni cresciute del 400% in 3 anni Sì, vi siete persi una bella occasione
13 Ottobre 2015 ore 08:45

Investire in borsa non è più cosa per pochi. L’evoluzione della finanza e del sistema economico ha portato molti piccoli e medi risparmiatori a tentare un po’ di fortuna investendo qualche denaro sui titoli di aziende neonate, grandi multinazionali o evergreen dei mercati. Se fatto con oculatezza, questo “gioco” può dare i suoi frutti, permettendo di aumentare la somma investita. Certo, la crisi scoppiata nel 2008 ha cambiato le carte in tavola: somme a nove zeri e più sono andate bruciate in un batter d’occhio, lasciando con l’amaro in bocca molti investitori, piccoli o grandi. Dopo una ripresa difficile, ora i mercati paiono essersi stabilizzati, anche se devono vedersela con la comprensibile paura e lo scetticismo di tutti coloro che si sono già scottati una volta e non ci tengono proprio a ripetere l’esperienza.

Anche in questi ultimi anni di salita, però, i mercati hanno offerto realtà che sono state in grado, dove tutti arrancavano, di spiccare il volo. E i coraggiosi che hanno scommesso su di loro si ritrovano ora in mano con veri e propri tesoretti. Parliamo di azioni che negli ultimi anni hanno visto il loro valore crescere addirittura del 400 percento. Aziende innovative, con i piedi nel presente ma la testa e gli occhi rivolti già al futuro. Piccole realtà (o quantomeno non multinazionali) che Il Sole 24 Ore ha messo in fila in una classifica particolare. Ecco le quattro azioni che avreste (avremmo) dovuto comprare tre anni fa e il cui valore è cresciuto del 400 percento.

 

4) Biesse – + 392%

biesse

Biesse è un’azienda nata nel 1969 a Pesaro, operante nel mercato delle macchine e dei sistemi destinati alla lavorazione di legno (soprattutto), vetro e pietra. Fondata da Giancarlo Selci, dal 2001 è quotata in Borsa. La sede operativa è in Italia, ma vanta stabilimenti anche a Bangalore (India) e Dongguan (Cina). Si tratta di un’eccellenza industriale mondiale, in grado di offrire soluzioni modulari di vario tipo: dalla progettazione di impianti per la grande industria del mobile alle singole macchine automatiche, dai centri di lavoro per la piccola e media impresa fino alla progettazione e vendita dei singoli componenti ad alto contenuto tecnologico. Il Gruppo impiega circa 2.800 dipendenti in oltre 300 Paesi. Dal 2012 a oggi il suo titolo ha visto un’impennata delle quotazioni, una crescita che ha toccato addirittura il più 392 percento. E la corsa del Gruppo, come spiega Il Sole 24 Ore, non pare fermarsi: ad agosto Banca Imi ha confermato la raccomandazione “buy” su Biesse con prezzo obiettivo a 20,4 euro (ora le azioni sono sopra quota 14 euro), visto che la raccolta ordini ha confermato un trend a doppia cifra, molto promettente per il secondo semestre dell’anno. Sulla stessa line d’onda anche Banca Akros, che ha confermato il giudizio “accumulate” su Biesse con prezzo obiettivo a 19,2 euro, in particolare dopo l’acquisto da parte dell’azienda pesarese del proprio distributore in Turchia. Insomma, se ancora non vi siete mossi potete sempre rimediare.

 

3) Reply – + 426%

reply torino

Azienda torinese fondata nel 1996 e operante nel settore informatico. Reply passa, sempre con competenza e maestria, dall’informatica delle cose all’analisi dei big data, dal cloud computing ai social media, toccando anche e-commerce e mobile payment. Insomma, una vera impresa a tutto tondo, che ha saputo ottenere, dall’anno della sua nascita a oggi, risultati economico-finanziari in costante crescita. L’incremento di fatturato, passato da 5,9 milioni di euro nel 1997 ai 632 milioni dell’anno scorso, è stato accompagnato dalla crescita della società, che dopo una serie di acquisizioni di operatori nell’ambito della consulenza e del marketing, nel 2004, secondo Forbes, era tra le prime 25 società italiane a maggior tasso di crescita. Nel novembre del 2011 è arrivata ad avere oltre 3.300 dipendenti. Dal dicembre del 2000 Reply è quotata in Borsa. Un vero e proprio gioiellino, in grado di collaborare con i principali gruppi industriali europei di telecomunicazioni, servizi, banche e assicurazioni, oltre che con alcune Pubbliche Amministrazioni. Negli ultimi tre anni il valore delle sue azioni è cresciuto della percentuale monstre del 426 percento. E ci sono ancora margini di crescita elevati.

 

2) La Doria – + 484%

La Doria

Un successo che profuma di tradizione e… pomodori. La Doria è infatti un’industria alimentare nata nel lontano 1954 ad Angri, la capitale mondiale del San Marzano, ai piedi del Vesuvio. Il suo punto forte non potevano che essere i prodotti a base di pomodoro, in particolare le passate e le conserve. Nel 1995 il grande salto: la dirigenza decide di quotarsi in Borsa. Questa scommessa, dimostratasi da subito vincente, ha offerto i mezzi economici all’azienda per ampliare la propria struttura, dando il via a una politica di acquisizioni di aziende del settore o di settori affini che ha portato al raggiungimento della struttura attuale, con 7 stabilimenti produttivi in Italia e una società commerciale di distribuzione nel Regno Unito. Nel 2014 La Doria ha fatturato qualcosa come 631,4 milioni di euro, ma ha soprattutto regalato grandi sorrisi ai propri azionisti facendo crescere il proprio valore addirittura del 484 percento nel giro di soli tre anni. E non pare essere finita qui: come spiega Il Sole 24 Ore, Banca Imi ha confermato il “buy” sul titolo con un target price di 14 euro (ora il titolo è circa a quota 10 euro), mentre gli analisti di Edison Investment Research, definendo eccellenti i risultati del gruppo, hanno stimato per le azioni un prezzo obiettivo di 16,05 euro, pari a circa il 60 percento in più rispetto ai livelli attuali. Altro che pomodori, pepite d’oro.

 

1) Mondo Tv – + 490%

mondo tv

Chi avrebbe mai pensato che i cartoni animati potessero fruttare tanto (forse solo Walt Disney, Steve Jobs, Ed Catmull e John Lasseter)? Fatto sta che l’azienda che ha dato più gioie ai propri investitori negli ultimi tre anni è Mondo Tv, una piccola Disney italiana nata a Roma nel 1985 dalle basi della Dea snc, diventata una delle principali protagoniste nel settore della produzione e commercializzazione di serie televisive e lungometraggi animati. Sebbene l’Italia sia il suo campo base, opera in tutto il mondo, comprese Cina e Russia. Negli anni Mondo Tv ha costruito una libreria tra le più ampie al mondo, contando oltre 1.600 episodi di serie tv e più di 75 lungometraggi destinati a piccolo e grande schermo. Tra i titoli di maggior successo delle proprie serie tv animate ci sono La leggenda di Zorro e Lupo Alberto. 12 mesi fa Mondo Tv ha potuto ulteriormente aprirsi al mercato grazie all’entrata nel capitale del gruppo di una società di entertainment cinese, sebbene con una quota di minoranza. Dal 2000 la società è quotata in Borsa, ma il vero picco si è toccato nell’ultimo triennio, con il valore azionario cresciuto addirittura del 490 percento. Continuerà per questa strada dorata? Il Sole 24 Ore pensa di sì, visto che i risultati presentati da Mondo Tv a fine settembre 2015 sono rosei: l’utile netto è quadruplicato, l’Ebitda quasi raddoppiato, il valore della produzione aumentato di oltre il 50 percento «per effetto dell’incremento delle vendite della library, soprattutto in Cina – spiega l’azienda – e per l’aumentato volume delle produzioni per effetto della lavorazione delle importanti commesse internazionali acquisite». Insomma, un vero gioiello made in Italy.

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