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Il sogno diventa realtà

L’incredibile storia di Atzeni Dalle pecore ai cavalli del Qatar

L’incredibile storia di Atzeni Dalle pecore ai cavalli del Qatar
Personaggi 15 Settembre 2014 ore 10:33

Mentre in Italia l’ippica affonda, tra crediti mai saldati dallo Stato e una vertiginosa perdita d’appeal nel grande pubblico, all’estero gli italiani rendono onore ad uno sport che ha scritto pagine importanti della nostra storia sportiva. Sabato 13 settembre è stato Andrea Atzeni, 23 anni, a rendere merito alla tradizione azzurra, conquistando lo storico trofeo di St. Leger, a Doncaster, in sella al suo purosangue di 3 anni Kingston Hill. St. Leger è una delle classiche dell’ippica inglese, anzi, probabilmente la più classica essendo anche la più antica: si corre dal 1776, con una sola interruzione nel 1939. Con questa vittoria, Atzeni raggiunge l’incredibile traguardo delle 100 vittorie stagionali in Regno Unito, lanciandosi in testa alla classifica dei fantini presenti al meeting, con 7 vittorie. Questo primo posto era molto atteso dal giovane e dai suoi tifosi, dopo che era arrivato secondo in un’altra grande classica dell’ippica inglese, il Derby di Epsom. «È stato fantastico. Ho montato il cavallo migliore nella maniera migliore. L’unico obiettivo era vincere» ha dichiarato Atzeni alla fine della competizione. Ma il suo successo è ancora più incredibile se si tiene conto della storia che l’ha portato ad essere, oggi, il fantino italiano di maggior successo.

Dalle pecore ai cavalli. Atzeni viene da una umile famiglia di Nurri, vicino a Cagliari, dove il padre fa il pastore. I cavalli non sono animali che vede molto spesso, a differenza delle pecore, con cui, sin da bambino, condivide quasi tutte le sue giornate. Eppure il piccolo Andrea è affascinato da quell’animale elegante e maestoso e di seguire le orme del padre pastore non ne ha proprio voglia. A 14 anni decide di lasciare il paesino sardo per inseguire il suo sogno, trasferendosi a Siena. Quale posto migliore per imparare tutto sui cavalli se non la città del palio? Diventa aiutante del fantino “Trecciolino”, successore di “Aceto”. Dopo aver imparato tanto, decide che è il momento di provarci da solo: a 15 anni, senza sapere una sola parola d’inglese, decide comunque di volare nel paradiso dell’ippica. Essere solo, lontano dalla famiglia e incapace di comunicare con il mondo che ti circonda non è facile, ma pur di inseguire il suo sogno Andrea ce la mette tutta. A 16 anni, nonostante un inglese maccheronico e molto zoppicante, riesce comunque ad iscriversi al corso di allievo fantino. Il primo degli obiettivi che si era posto era stato raggiunto. Le qualità ci sono e se ne accorgono anche i suoi istruttori. Andrea non è solo il fantino del cavallo, ma comunica con esso, sa come gestirlo nelle diverse situazioni. Così, ad appena 17 anni, fa il suo debutto in gara, nell’inferno delle corse minori inglesi. In questo sottobosco dell’ippica che conta, decine e decine di fantini si affrontano ogni giorno per tentare di sopravvivere, non solo in questo mondo, ma (in qualche modo) anche fisicamente, con corse durissime in ippodromi di periferia dalle piste fradice. Più di 30 cavalli lanciati, in gruppo e su piste strette, a velocità che si aggirano sui 50 chilometri orari: una gavetta durissima, che Andrea non soffre, ma anzi ama.

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Dai primi successi al contratto da sogno. Con il suo impegno, la sua classe e tanta forza di volontà, Atzeni inizia a farsi conoscere al grande pubblico dell’ippica inglese: nel 2011 chiude con un buon bottino di 30 vittorie; nel 2012 le vittorie sono salite a 50. Sempre nel 2012, si guadagna uno stage di formazione a New Orleans, uno a Dubai e inizia a costruirsi i primi contatti in Germania. Proprio questi contatti lo portano ad incontrare Andreas Wohler, allenatore tedesco che vede in Atzeni l’uomo giusto su cui puntare. Wohler affida al fantino sardo, appena ventunenne, i due purosangue con cui Atzeni partecipa alla prima corsa internazionale di livello. Quell’anno torna anche sul suolo natio, conquistando il Premio Lydia Tesio a Roma. L’anno della consacrazione è il 2013: la buona stagione precedente gli dà la possibilità di montare alcuni dei migliori esemplari purosangue in circolazione e non sbaglia più un colpo. Chiude la stagione sforando il traguardo delle 100 vittorie in Inghilterra e conquista la fiducia e la stima di Obaid al Maktoum, sceicco di Dubai proprietario di una scuderia di altissimo livello. Inizia a collaborare anche con un altro italiano di spicco dell’ippica inglese, Luca Cumani. L’apoteosi è arrivata però sabato 13 settembre 2014, quando, con ancora tre mesi di gare innanzi a sé, ha superato le 100 vittorie stagionali, vincendo nella gara più antica del Regno Unito. La ricompensa è arrivata a gara terminata, quando l’emiro del Qatar, al Thani, gli ha offerto un contratto per il 2015 come primo fantino della sua planetaria scuderia. Il sogno di ogni suo collega. E pensare che Andrea era partito da delle pecore.

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